Dieci ragioni per visitare Valencia

Dieci ragioni per visitare Valencia

Negli ultimissimi anni la città di Valencia ha vissuto, sotto il profilo turistico, un percorso di autentica rinascita. Le ragioni di tanto successo sono molteplici, in parte fortuite ed in parte invece frutto di grandi ed innovativi progetti di rinnovamento. Un tempo era soprattutto una destinazione di passaggio per chi andava o tornava dalle località più note di questo tratto di Spagna, come la Costa del Sol e le sue località alla moda, come Alicante e Benidorm. Poi, la Coppa America del 2007, ha acceso i riflettori sulla città, risvegliandone la propensione architettonica e culturale.
In soccorso ai viaggiatori sono spuntati frequenti ed economici collegamenti aerei con molte città europee. Inutile negarlo: le compagnie aeree low-cost, non solo hanno ampliato le possibilità di viaggiare, ma hanno anche impresso un notevole impulso turistico ed economico alle città toccate, modificando i flussi e favorendo gli scambi tra luoghi, culture e cittadini europei.
Insomma, tutti vanno a Valencia oppure ci sono stati, quindi anche noi non potevamo esimerci dinnanzi al richiamo, ben accetto, della ridente città spagnola.

Se avete qualche dubbio, ecco dieci buone ragioni per convincervi a partire per la colta e gaudente Valencia.

1. La storia. Fondata dai romani nel 138 a.C, sulla sponda destra del fiume Turia, Valencia ha visto susseguirsi dominazioni arabe e visigote. Capitale della Spagna per un breve periodo, Valencia è stata una delle città più importanti del Mediterraneo, grazie anche al suo porto commerciale che le consentiva di intrattenere rapporti con tutte le coste mediterranee. Il centro storico conserva monumenti costruiti nei suoi 2.000 anni di storia. Ampi viali di palmeti e aranci, abbracciano il quartiere antico, con dimore gotiche ed eleganti patii.

2. L’arte. Gli stili gotico, rinascimentale, barocco e neoclassico coesistono armoniosamente nelle chiese, nei palazzi e nelle piazze Valenciane. Esiste una Valencia gotica testimoniata dalla Lonja de la Seda (ingresso gratuito), dove una visita non deve assolutamente mancare. Si tratta di un magnifico edificio che un tempo ospitava la borsa merci della città. Attraversando il giardino interno avrete l’impressione di trovarvi nella versione ridotta dei Reales Alcazares di Siviglia.

Le Torres de Serranos (salita gratuita la Domenica) assieme alle Torres de Quart (ingresso libero sempre ma preparatevi ad una lunga ed articolata salita), rappresentano un altro esempio di architettura gotica. Le due torri, costruite nel XIV secolo, fanno parte di quello che resta delle mura medievali che cingevano la città, la prima rappresentava la via di uscita in direzione di Barcellona, la seconda è rivolta invece in direzione di Madrid.

Barocca è la facciata della Cattedrale Metropolitana cha si affaccia su Piazza della Reina, mentre vista nel suo insieme la Cattedrale può essere considerata un compendio di tutta la storia architettonica della città, dove barocco, gotico e romanico si fondono insieme. La visita all’interno della cattedrale costa 4,50 €, ma se siete disposti a seguire discretamente la messa della domenica mattina, allora l’ingresso ai fedeli è gratuito! All’interno della Cattedrale è custodito il Sacro Gral, il calice che sarebbe stato usato da Cristo nell’ultima cena. Ogni Giovedì alle 12.00, fuori dalla Puerta de los Apostoles, si riunisce il “Tribunal de las Aguas de Valencia”, conosciuto anche come “Tribunale dell’Irrigazione” incaricato di dirimere le dispute tra gli agricoltori nate a causa dell’acqua destinata all’irrigazione dei campi. Questo Tribunale ha origini medioevali ed è una testimonianza unica di una tradizione culturale e storica ancora viva. Nel Settembre del 2009 gli è stato designato il titolo di Patrimonio Culturale immateriale dell’Umanità da parte dell’Unesco.

A fianco della Cattedrale troviamo il Campanile del Miguelete. L’alto campanile è una costruzione di origine araba che nel corso dei secoli ha anch’esso visto fondersi diversi stili architettonici ben integrati fra loro, per salire occorre pagare un ulteriore biglietto di 2 € e rassegnarsi ad affrontare una chiocciola di 207 gradini.

La vista dall’alto è gradevole ma obbiettivamente non eccezionale. Troviamo poi il Barocco nei palazzi su Plaza del Carmen; Vi consiglio di visitare la piazza ed il suo barrio, la mattina, quando la gente in giro è poca e così, si può avere l’impressione che la città sia lì ad aspettare soltanto noi. Spettacolare è l’edificio che ospita le Poste centrali a Plaza del Ayuntamiento, il cui interno sembra veramente un magnificente teatro.

Lo stile neoclassico si esprime invece nel municipio di Plaza del Ayuntamiento, un edificio degli inizi del XX secolo con una torre centrale fiancheggiato da torrioni circolari.

Rococò è invece il bellissimo Palacio del Marques de dos Aguas, splendida la facciata dell’ingresso principale. Attualmente è la sede del Museo della ceramica (ingresso gratuito la Domenica), che svolge le sue attività prevalenti nei piani superiori dell’edificio. Apprezzabili sono anche gli interni, entro i quali si trovano, tra l’altro, delle antiche carrozze con cui si spostavano i nobili per la città.

3. La modernità. Esiste una Valencia moderna, proiettata verso il futuro, con nuove e creative architetture, in buona parte opera di uno dei suoi cittadini più illustri, l’architetto Santiago Calatrava. Nel 1995 egli ha realizzato sul letto prosciugato del fiume Turia uno dei più eleganti ponti europei e una stazione del metrò che sembra un’opera d’arte. Successivamente ha dato vita all’interno della sua città natale ad un grande ed avveniristico complesso: La Ciudad de las Artes y las Ciencias (orario di apertura 10.00-19.00), l’opera che più di ogni altra ha contribuito al rilancio di Valencia nel panorama turistico. La città, che si estende per circa 350 mq ed è composta dall’Hemisferic, dal Museo della Scienza Principe Felipe, dall’Umbracle, il Palazzo delle arti della Regina Sofia e l’Oceanografico. Noi abbiamo limitato la nostra visita al Museo della scienza e all’Oceanografico acquistando un biglietto combinato al costo di €. 26,75.

Relativamente deludente (almeno per noi) il museo della Scienza, dove abbiamo assistito anche allo spettacolo di elettrostatica, decisamente più accattivante l’Oceanografico (anche se a ripensarci un po’ triste come tutti gli zoo) e lo spettacolo dei delfini.

4. Il verde pubblico. Particolarissimi i Giardini del Turia, nove chilometri di verde accolti nel vecchio letto dell’omonimo fiume, oggi deviato all’esterno del centro cittadino dopo la terribile inondazione del 1957. Passeggiando tra le palme e gli aranceti dei giardini, insieme ai tanti sportivi, si incontrano campi da tennis, fontane e strutture per bambini, compreso un gigantesco Gulliver sul quale è possibile arrampicarsi. Originali anche i numerosi ponti che sovrastano i giardini.

I Giardini Reali sono di una notevole estensione e possono divenire anche un luogo gradevole dove fermarsi a riposare dopo le lunghe scarpinate. A noi padani per provenienza geografica, colpisce sempre vedere le piazze arricchite da alberi di aranci o limoni carichi di frutti.

5. Le spiagge. Valencia offre diversi chilometri di ampie spiagge fiancheggiate da un piacevole lungomare denominato Paseo Maritimo. La più nota è la Playa de Malvarrosa, frequentata anche fuori stagione da giovani, sportivi o semplicemente persone in cerca di un po’ di relax.

6. I mercati coperti. I principali sono due ed entrambi in stile modernista. Il primo, che non ha nulla da invidiare alla più famosa Boqueria di Barcellona è il Mercado Central (7.30-14.30 lun-sab): ricopre una grande superficie ospitante prevalentemente bancarelle di alimentari. Bellissime le decorazioni su ceramica dipinta a mano delle pareti esterne, che raffigurano i prodotti delle campagne valenciane. Sempre all’esterno, sopra il tetto vi è una statua raffigurante un uccello verde. Una triste leggenda narra che in passato, i capofamiglia disperati provenienti dai villaggi poveri dell’entroterra, portassero qui i loro figli, cui non riuscivano più a provvedere e invitandoli a guardare quello strano uccello, li distraessero, per allontanarsi poi tra la folla, abbandonandoli al loro destino che nelle migliori delle ipotesi avrebbe potuto essere di facchino o garzone del mercato. All’interno del Mercado Central l’elemento che colpisce è la struttura d’acciaio assieme alle vetrate colorate.

Di dimensioni più ridotte ma ugualmente affascinante è il Mercado de Colon, recentemente ristrutturato dove si trovano diversi bar e locali in cui mangiare qualcosa di veloce in un ambiente gradevole.

7. I luoghi meno scontati. La Plaza Redonda è chiamata popolarmente “el clot” (il buco). E’ un piccolo spazio circolare della metà del XIX sec, costruito sopra l’antico mattatoio del Mercado Central. Vi si accede attraverso quattro stretti passaggi e subito si avverte l’impressione di trovarsi all’interno di un patio privato piuttosto che in una piazza pubblica. In questa piazza, tra le più curiose, tipiche e tranquille di Valencia, troviamo banchi che vendono articoli di merceria e passamaneria. I Banos del Almirante, sono bagni in stile arabo che svolgevano la funzione di un Hammam cristiano, un bell’esempio di sincretismo religioso! Una piccola parte di questo complesso è stata completamente ricostruita rispettando il modello originale, mentre la parte rimanente è andata purtroppo completamente distrutta. L’ingresso attualmente è gratuito, ma consentito solo su prenotazione in quanto viene organizzata una visita guidata, accompagnata dalla proiezione di alcuni filmati.

Merita certamente di essere vista anche la Estacion del Norte, un edificio in stile modernista, molto più simile ad un castello delle fate che ad una stazione ferroviaria. La stazione vanta splendide decorazioni sulle pareti esterne che raffigurano piante e frutti di aranci mentre, l’interno mostra spettacolari mosaici di piastrelle. Nel vestibolo principale, l’augurio per un buon viaggio è scritto in molte lingue, incluso l’arabo ed il cinese. L’architetto che disegnò la stazione era senza dubbio un Valenciano aperto al mondo.

8. La gentilezza dei Valenciani. Lo so, sembra uno dei soliti clichè sugli Spagnoli, tutti gioviali, solari e gentili ma i Valenciani sono in buona parte proprio così; dagli autisti dei mezzi pubblici ai passanti cui chiedevamo informazioni, tutti sorprendentemente cortesi e affabili.

9. Cibo. Valencia è famosa in tutto il mondo culinario per la Paella. In verità i locali sostengono che ormai in città è praticamente impossibile mangiare una buona paella, per la quale occorrerebbe spostarsi nei pressi di Albufera, la zona lagunare appena a sud di Valencia. Trattandosi del piatto della Domenica, pare che così come per il ripieno dei tortellini, ogni famiglia abbia una propria ricetta segreta, anche se per i puristi la vera Paella valenciana è quella di soli frutti di mare, la cosiddetta Paella de Marisco. La Paella mista di pesce e carne (generalmente coniglio) è riservata ai soli turisti. E ricordate, una buona paella deve attaccarsi un poco sul fondo dell’apposito tegame dove viene cucinata. Un altro famoso piatto, buono ma che vi inibirà il sorriso è l’Arroz negro, il riso al nero di seppia. Moltissimi locali offrono invece Tapas accompagnate da buona ed economica birra locale, che scorre a fiumi, indipendentemente dalla temperatura esterna. Tra le specialità va ricordata anche l’Horchata, una bevanda dolce ottenuta dalla spremitura della polpa dei papiri, che si può gustare nelle notissime Horchateria El Siglo oppure in quella di Santa Catalina. Più raramente è possibile bere sidro.

10. Movida. Valencia la colta convive con Valencia la gaudente. Alla quiete ed al silenzio delle mattine valenciane, (sembrava di trovarsi a Milano in una Domenica mattina di metà agosto è invece era un giorno lavorativo di Febbraio) si contrappone in maniera abbastanza scontata un’intensa vita notturna e tanto divertimento per tutti i gusti. Alle spalle della Cattedrale, nella Calle de los Caballeros, i turisti passeggiano dall’ora dell’aperitivo all’alba, tutti a provare la celeberrima Agua de Valencia che in realtà è un Cocktail fatto di succo di arancia, Cointreau o Gin, Vodka e Cava, lo spumante locale. Ambiziosamente Valencia si ispira a Madrid e soprattutto a Barcellona per la vita notturna. Ma la movida valenciana è diversa: più discreta, elegante e meno esibita.

Informazioni pratiche

Volo Ryan Air, Bologna_Valencia, pagato 38 € A/R. Solite scene fantozziane al gate per il controllo dei bagagli (signore distinte che dopo aver fortunosamente passato il valico seppur con due borse, una volta richiamate scappano correndo a gambe levate verso il velivolo, giovani uomini che pur di far entrare il bagaglio nel cestello metallico predisposto per i controlli, ci salgono sopra con tutto il loro peso, salvo poi cadere rovinosamente a terra, ecc..). La comicità raggiunge l’apoteosi ai controlli per il volo di ritorno, quando questi si fanno generalmente più severi e le assistenti di terra, che pur mantenedo un certo aplomb si lasciano andare ad un “…ahi, ahi, ahi los italionos…” .

Alloggio. Dormavalencia Hostal, Avenida Cardenal Benloch, 63. Stanza doppia per quattro notti € 190. Stanze nuove, moderne, pulite e spaziose. Il personale, quando presente, è molto cortese. Unico neo, il bagno privato e nuovissimo, situato fuori dalla stanza, particolare che ci era stato segnalato al momento della prenotazione ma che noi avevamo completamente ignorato. La posizione dell’ostello non è centralissima ma bensì a metà strada tra il nucleo storico di Valencia e la Città delle arti e della scienza. Le notti sono state un po’ rumorose in quanto la nostra stanza si affacciava su una trafficata rotonda. Comodissima la vicina fermata della metro di Aragon.

Clima. Assolutamente gradevole tutto l’anno. D’inverno le temperature non scendono mai sotto lo zero e d’estate la calura viene attenuata dalle brezze mediterranee. Siamo partiti il 10 febbraio con non poche perplessità rispetto alle condizioni climatiche che avremmo potuto trovare, ma siamo stati graziati da 4 giornate di sole che a pranzo ci hanno permesso di mangiare tranquillamente seduti all’aperto. Temperature diurne di metà Febbraio 18/20°.

Per mangiare, Valencia offre molte soluzioni per tutti i gusti e tutte le tasche. I Velenciani non concepiscono l’idea di recarsi al lavoro portandosi il pranzo da casa. Ecco quindi che per agevolare questa loro propensione a mangiare fuori, quasi tutti i locali offrono combinazioni di tre portate ad un prezzo fisso che raramente supera i 10 €. Considerate però che difficilmente il pranzo vi verrà servito prima delle ore 14.00.

Dove ci siamo alimentati:
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[*]o Ristorante Tonyna, Calle Chile, 3 (molto vicino al nostro alloggio). Accettabile il menù completo a prezzo fisso (€ 9,50), carissime e povere invece tutte le altre portate.
[*]o Ristorante FresCo, Calle Feilx Pizcueta 6. Appartiene ad una nota catena di self-service all-you-can-eat a prezzo fisso, abbastanza diffusa in Spagna. Come sempre offre una discreta scelta di verdure, mentre per il resto bisogna accontentarsi. Costo a persona € 9,90, bevande escluse.
[*]o Ristorante Neco, è un altro locale self-service all-you-can-eat a prezzo fisso. A Valencia si trovano almeno due sedi, uno in Calle Pasqual y Genis 9 ed un’altra presso il Centro comercial El Saler. Da Lunedì a Giovedì il prezzo è di € 9,95; Venerdì, Sabato e Domenica si paga € 13,95, dai prezzi sono escluse le bevande. Buona qualità in un ambiente discretamente elegante.
[*]o Ristorante “El Rall”, Calle Tundidore 2. E’ un locale molto turistico, il servizio offerto non è particolarmente cortese ma la Paella è buona. Pranzo per due a base di Paella 33 €.
[*]o Taverna “La Purisima”, Carrer de l’Estamenyeria vella (vicinissimo al risorante El Rall). E’ un locale accogliente, frequentatato soprattutto da valenciani, che offre un buon menù del giorno a meno di € 10.
[*]o Sidreria “La Sidrita”, Avenida Cardinal Bennloch, un locale simpatico dove bere sidro e mangiare tapas, chiuso la Domenica.
[*]o Cerveceria 100 Montaditos, è una storica birreria che in città ha almeno due esercizi aperti, uno a Plaza della Reina ed un altro presso il centro commerciale El Saler. Birra a fiumi praticamente regalata, patatine, insalate ed una scelta di 100 piccoli panini ad un prezzo compreso tra 1 e 2 €.
[*]o Cafeteria “Alfonso el Magnanimo” situata al n°10 dell’omonima piazza (vicino a El Corte Ingles), offre una discreta scelta di The ed una buona cioccolata calda.
[*]o Cafeteria-Pasteleria “Azucar y Sal”, Plaza Porta de la mar, 5. Una delle poche pasticcerie degne di questo nome che siamo riusciti a scovare in città, forse un po’ cara, ma apprezzabile.

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Trasporti pubblici: Valencia ha un buon sistema di trasporti costituito da metro, tram e autobus della compagnia EMT (www.emtvalencia.es), che raggiungono tutti i punti della città compresi spiagge e aeroporto. Il costo è contenuto se paragonato allo standard europeo e soprattutto sono molto convenienti gli abbonamenti di uno o più giorni (il costo per tre giorni è di 10,75 €, compreso il costo della tesserina ricaricabile). Attenzione perché le corse della metro e di gran parte degli autobus terminano alle ore 23.00.

In conclusione, Valencia è una bella città, a tratti sorniona e colta, a tratti energica e gaudente ma sempre a perfetta misura d’uomo. La città del cielo blu, dei fiori e degli aranci, dove trascorrere qualche piacevole giornata in qualsiasi periodo dell’anno.

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Ci sono 7 commenti su “Dieci ragioni per visitare Valencia

  1. Tornato una settimana fa da Valencia mi ha fatto davvero emozionare rivivere il mio viaggio :serenata: :serenata: leggendo il tuo racconto e rivedendo in foto i luoghi a me diventati molto cari, solo su un punto non posso condividere, in quattro giorni non ho quasi mai visto il sole :x:-x
    Comunque Valencia merita davvero un viaggio :ok:

  2. Paolodebora wrote:

    Tornato una settimana fa da Valencia mi ha fatto davvero emozionare rivivere il mio viaggio :serenata: :serenata: leggendo il tuo racconto e rivedendo in foto i luoghi a me diventati molto cari, solo su un punto non posso condividere, in quattro giorni non ho quasi mai visto il sole :x:-x
    Comunque Valencia merita davvero un viaggio :ok:
    Peccato per il vostro cielo nuvoloso…..certo sarebbe stato meglio il sole ma visitando una città e non prevedendo soste belneari si può tollerare. Però dai, non dirmi che era anche freddo?

  3. Non era freddo, tra i 10 e i 15 gradi durante tutta la giornata, ai primi di marzo va benissimo.
    Comunque ripeto sia stati benissimo lo stesso nonostante le nuvole e consiglio a tutti di visitare Valencia anche a chi ha bambini che si divertiranno tantissimo :ok:

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