In lungo e in largo per Praga

PRAGA – 26-30 marzo 2011

Sabato 26/03/2011
Partiamo da Malpensa con volo Easyjet (€ 45 a testa a/r) in ritardo di una ventina di minuti. Alle 08:45 siamo a Praga! Preleviamo al Bancomat dell’aeroporto (difficile da trovare, ma c’è un solo bancomat in tutto il terminal o siamo ancora nelle nuvole noi?! Alla fine lo vediamo vicino all’uscita, in fondo in fondo…) direttamente in corone (cambio 1 € = 24,5 Kc). Acquistiamo qualche biglietto per i mezzi (26Kc biglietto metro-bus-tram validità 75min che permette cambi, 18Kc biglietto metro-bus-tram max 3 fermate o 20 min senza cambi), e alle 10 siamo in hotel.
Lo consigliamo senza dubbio, si chiama Merkur ed è a due passi dalla fermata metro Florenc. Comodissimo per visitare la città, in 10 minuti a piedi si arriva alla Casa Civica. La colazione era buona, le stanze belle e pulite, ed il prezzo imbattibile credo (32€ la doppia). In effetti non so se sia il prezzo standard o se abbiamo trovato un’offertona noi.

Appena sistemati partiamo con l’intenzione di scoprire il castello: la giornata è piovigginosa e freddina, stare chiusi al calduccio ci pare una buona idea. Peccato che, una volta arrivati, mi rendo conto di aver lasciato la batteria della macchina fotografica in hotel! Sob! Fla però -oh mio eroe!- si offre di tornare, mezzo correndo mezzo saltando sulla metro, a recuperare il prezioso oggetto. Detto fatto (beh, non proprio, ci metterà ¾ d’ora e tornerà color peperone, tirandomi imprechi) siamo pronti ad entrare al castello, io nel frattempo ho fatto i biglietti (250Kc a testa per palazzo reale, basilica di San Giorgio e cattedrale di San Vito – torre esclusa! Per salire lì altre 100Kc, la vista è bella ma se avete intenzione di andare a Petrin potete evitare).
La visita al castello è interessante, ma male organizzata, non ci danno un opuscolo con un percorso e delle indicazioni, e ci delude non poter accedere ad un sacco di aree che prevedono vari ulteriori biglietti. Forse sarebbe meglio far pagare di più ma includere tutto quanto (difatti anche il biglietto più esteso da 350Kc non include ogni cosa, la torre della cattedrale per esempio è sempre esclusa…).

Dopo il castello facciamo una passeggiata nel quartiere sotto una lieve pioggerellina, passando per Novy Svet, ammirando la facciata della Loreta e del monastero Strahov.
Si sono fatte le 5, facciamo una pausa in un bar (the, succo e due toast 140Kc) poi torniamo in hotel per una doccia ed un pisolino: vista la levataccia (04:30) preferiamo riposare in vista della serata.
Più tardi ceniamo a “U Knihovny” (Veleslavinova 10). La saletta è carina, con i muri in sasso, spendiamo poco (2 piatti di carne con contorno, 2 dolci, 1 birra, 1 coca ed 1 grog – dopo anni di Monkey Island volevamo assaggiarlo dal vivo…bhe, meglio lasciarlo bere a Guybrush- tot 520Kc). La carne non era molto buona, un po’ duretta, si cena meglio in altri locali. La torta al miele era molto buona però!
Dopo cena facciamo quattro passi fino al teatro nazionale e torniamo verso l’hotel percorrendo Narodni Tridna. I propositi di ascoltare musica o bere una birretta vanno a farsi benedire, siamo stanchi.
Notte

Domenica 27/03/2011
Il tempo è vagamente meglio oggi, tira sempre un fastidioso venticello ed è nuvoloso, ma se non altro non piove. In compenso c’è un sovraffollamento pazzesco per le vie, nel weekend Praga è davvero strapiena (anche se basta uscire dalle vie più frequentate come Karlova, Nerudova, ecc per respirare di nuovo). Non parliamo poi del ponte Carlo. L’albume che hanno usato per la sua costruzione deve funzionare davvero, o crollerebbe sotto il peso di noi turisti!
Bando alle ciance, ci avviamo nella calca verso Mala Strana, oggi vogliamo vedere proprio il piccolo quartiere e la collina di Petrin, mentre ci riserviamo Stare Mesto per domani (sperando in una minor calca) anche se inevitabilmente essendo un punto di passaggio molte cose le abbiamo viste di sfuggita.
Iniziamo il nostro giro da Malostranska Namesti, dove entriamo nella chiesa di San Nicola (70Kc): un tripudio barocco di marmo rosa…scenografico! Gli affreschi sul soffitto ci danno l’impressione di essere osservati…

Abbiamo fatto più tardi del previsto, così appena usciti dalla chiesa corriamo a prendere la metro per Republiky Namesti, perché alle 12:00 c’è la visita guidata della Casa Civica! Se volete vederla vi conviene guardare il sito (www.obecni-dum.cz) prima di partire, troverete il calendario del mese delle visite guidate che non sono frequenti né prenotabili, basta presentarsi un po’ prima dell’orario previsto (prezzo 280Kc, un po’ caro ma è davvero bella specialmente se apprezzate l’Art Nouveau).
La parte migliore secondo noi è la sala decorata da Mucha sul tema della patria e dei personaggi che ne hanno fatto la storia. I volti hanno un’espressività ed un’intensità incredibili. In ogni caso anche le altre sale – i salottini, il teatro, la grande sala con gli affreschi – sono belle.
Verso la una siamo di nuovo fuori, andiamo a mangiare in piazza presso i chioschetti che abbiamo notato prima. Prendiamo un pezzo di prosciutto arrostito (buono!), degli gnocchetti di patate ed un dolcetto tipico di cui non abbiamo colto il nome ma che non ci è piaciuto granché (tot 240Kc).
Dopo aver riempito la pancia ci piazziamo davanti all’orologio astronomico per vedere la sfilata dei 12 apostoli…bhe, non è chissà che ma è proprio vero che non si può mancare.
Nel pomeriggio ci avviamo verso Petrin, è anche sbucato un po’ di sole che si alterna alle nuvole. Partiamo dal memoriale alle vittime del comunismo e saliamo su, fino alla torre panoramica. Prima di affrontare i suoi 300 gradini ci riposiamo nel parchetto…la salita sulla torre comunque vale l’ingresso (100Kc) e la fatica, che panorama!
Tornati con i piedi per terra scendiamo nel seminterrato alla ricerca di un bagno, e scopriamo che c’è una mostra che ci diverte molto per le invenzioni assurde presenti (il mischiacarte, gli occhiali che si calano dalle falde del cappello, la bici con un dondolo sopra utile in caso di caduta, e via dicendo….non abbiamo ben capito se la cosa fosse seria, e di chi fossero le invenzioni, se qualcuno ne sa qualcosa ci illumini).
Una volta usciti costeggiamo il muro della fame, chiamato così perché fu fatto costruire per dare lavoro ai poveri della città, fino al monastero Strahov. Anche da qui la vista sulla città non è niente male.
Passeggiamo un po’ per le vie di Mala Strana gustando un hot dog (molti chioschetti li vendo per 25Kc) ed arriviamo fino alla chiesa della Vergine Maria della Vittoria, dove è custodito il minuscolo bambin Gesù di Praga. Una visita tutto sommato evitabile se non si ha tempo, a meno di non nutrire una particolare devozione o curiosità per il Bambinello.

Facciamo poi quattro passi a Kampa; il parchetto è grazioso, con belle viste sulla sponda opposta, ma siamo stanchi e dopo un breve giro prendiamo la metro da Malostranska in direzione Dejvicka. Una volta lì prendiamo l’omonima via, poi la Ckalova (quarta traversa a sinistra) ed arriviamo al ristorante che abbiamo scelto per cena leggendo i consigli di altri viaggiatori. Staroceska Krcma. Non possiamo che consigliarlo: atmosfera d’altri tempi, tutto in sasso e legno, con un grande camino dove vengono cotte delle pietanze. L’illuminazione è esclusivamente a lume di candela. Il tutto dà un’aria davvero…medievale. Anche le stoviglie richiamano la sensazione. Il cibo in più è davvero buono, ed il conto pure: ordiniamo un goulash di cinghiale con gnocchi di pane, una cotoletta di maiale con frittella di patate e cavolo, una porzione di verdure grigliate, un dolce, una birra ed una coca per un totale di 650Kc.
(parentesi sui dolci cechi: li ho trovati deludenti, da brava golosona volevo concedermene un bel po’ con la scusa del “tanto sono in vacanza” ma salvo la torta di miele non mi sono sembrati granché. Mangiano un sacco di frittelline con la marmellata o la panna…).

Lunedì 28/03/2011
Il tempo è come ieri. Usciamo belli bardati con piumino e sciarpone – tanto per la cronaca, le praghesi girano in minigonna senza calze, con tanto di tacco 12 sul pavé (che voglia), mentre gli uomini ostentano maglie a manica corta…eppure veniamo dalla val Padana, non dalla Sicilia -ahimè! Ma qui ci sentiamo freddolosi…
Comunque, oggi c’è meno gente e possiamo dedicarci meglio a Stare Mesto. Torniamo in Staromestske Namesti, in cui ovviamente siamo già passati più volte, ma che oggi esploriamo e fotografiamo per bene. Vogliamo anche entrare nella chiesa di Tyn, ma dopo qualche difficoltà a trovarne l’ingresso (hanno fatto un obbrobrio costruendole tutto intorno!) la troviamo chiusa, anche se possiamo dare una sbirciata dalle vetrate oltre le sbarre.

Percorriamo poi la Celetna, occhieggiando i negozi e le belle facciate dei palazzi (è una delle cose che colpisce di più di Praga, verrebbe sempre da girare col naso in su) ed arriviamo al bell’edificio del teatro degli Stati Generali. Percorriamo poi Havelska fino ad arrivare alla piazza del mercato, gremita di gente e di bancarelle. Accanto a quelle di souvenir sopravvivono quelle di frutta e verdure, dove acquistiamo la merenda. Sulla piazza si affaccia un negozio che ci incuriosisce, al suo ingresso c’è un enorme peluche di un talpone (un po’ onnipresente nei negozi di souvenir, ma questo è bello grosso). Dentro…che bellezza! Marionette, giocattoli in legno, macchinine di latta…mi innamoro di un salvadanaio di legno, ma costa un bel po’ e lo saluto con dispiacere.
Proseguiamo e tra un negozio, una sosta su una panchina ed uno spuntino, durante la giornata vediamo Marianske Namesti, il Klementinum, Betlemske Namesti e la chiesa di Sant’Egidio.
Ci godiamo anche con più calma il ponte Carlo, dove sta suonando un quartetto jazz che rende l’atmosfera rilassata -per quanto il ponte rimanga comunque affollato.
Verso l’ora di cena prendiamo la metro per Namesti Miru: appena scesi ci si para davanti la grande chiesa di Santa Ludmilla. Imbocchiamo la Manesova con i suoi begli edifici ed arriviamo fino alla moderna ma davvero bella chiesa del Sacro Cuore. Con il senno di poi saremmo potuti entrare, dev’essere un edificio interessante. La fame e la stanchezza però ci portano diritti alla birreria U Houdku, in Borivojova. Ordiniamo due birre e due “stuzzichini per la birra” (così li chiamano nel menù). I suddetti risultano essere due piattoni con tanto di contorno di patatine fritte e verdure. Dopo quelli non ce la sentiamo di affrontare le dimensioni del secondo piatto…ordiniamo dell’altra birra in compenso. Quando a fine serata paghiamo rimaniamo di sasso: 2 “antipasti”, 1 birra da mezzo, 2 birre piccole ed una coca 230Kc.
Riprendiamo la metro da Jiriho Z Podebrady ed andiamo a nanna.

Martedì 29/03/2011
E’ già arrivato il nostro ultimo giorno a Praga: per fortuna ci regala un bel sole!
Al mattino ci dedichiamo a Josefov: vi sono due tipi di biglietti, uno che include tutte le sinagoghe (480Kc) e un altro che esclude la Vecchionuova e quella di Gerusalemme (300Kc). Noi abbiamo fatto quello intero – molto caro – per poi scoprire che la sinagoga Vecchionuova è sì interessante in quanto la più antica, ma credo evitabile salvo per gli appassionati e gli esperti. O almeno per noi lo era. In più la sinagoga di Gerusalemme (o del Giubileo) è chiusa da ottobre a marzo! Ma nessuno all’ingresso ce l’ha detto! Ci siamo sentiti abbastanza truffati onestamente, e ancor più quando – dopo aver sganciato ulteriori 40Kc per il permesso per le foto – abbiamo scoperto che si poteva usare solo nel cimitero ebraico, dove peraltro tutti scattavamo foto liberamente e senza nessun controllo. La scoperta poi è avvenuta in maniera traumatica, poiché stavo scattando una foto all’interno della sinagoga quando la custode (elegantissima nella sua tenuta calzettoni e ciabatte…) mi ha assalita urlando “no photo!”. Le ho mostrato il permesso ma non faceva altro che urlare “No photo!” finché non mi ha spiegato che valeva appunto per il solo cimitero. Ok io non l’avevo notato, ma nessuno mi ha avvertita all’ingresso! Non è così che si trattano i visitatori. Prima mi avvisi gentilmente, può essere una svista, se poi persevero hai ragione ad arrabbiarti ma non mi puoi aggredire a quel modo.
Abbastanza indisposti proseguiamo nella visita. Ah, devo dire che qui abbiamo incontrato le persone più acide, ma che in generale non abbiamo trovato i cechi molto simpatici o disponibili. Sono freddini e distaccati, quando abbiamo chiesto indicazioni o di cambiare della moneta per acquistare i biglietti dei mezzi era già tanto se ci rispondevano. E la risposta di solito era NO.
Vabbè. Alleggeriti nel portafogli ci dedichiamo prima alla sinagoga spagnola, davvero splendida, in stile moresco. Poi vediamo la sinagoga Maisel, che senza una guida non può essere apprezzata pienamente visto che contiene molti oggetti rituali di cui abbiamo capito l’uso grazie alle esaurienti spiegazioni dei pannelli (in inglese) ma che con una spiegazione umana sarebbe stata più fruibile. Passiamo poi alla Pinkas, molto toccante con i suoi 80.000 nomi vergati a mano sulle pareti.
Il cimitero ebraico è particolare, curioso -passatemi il termine.
La sinagoga di Gerusalemme esternamente è molto bella, davvero particolare, se andate a Praga in un periodo in cui è aperta – sic!- può valer la pena fare il biglietto intero per Josefov, altrimenti potete fare il ridotto risparmiando 180Kc.
Dopo la visita si è fatta ora di pranzo: due baguette nella catena “Paneria” e siamo di nuovo in marcia, il bel tempo ci mette voglia di stare all’aperto e così arriviamo fino alla stazione centrale, dove entriamo nella bella ma trascurata stazione vecchia in stile Art Nouveau. Proseguiamo fino a piazza Venceslao (Vaclavsky Namesti), una sosta davanti alla croce a Jan Palach e poi verso il passaggio Lucerna, con i suoi ascensori (ma come si prendono?!) e la famosa statua al contrario.

Sbuchiamo in via Vodickova, che bei palazzi ci sono, ed arriviamo in Karlovo Namesti. Ci riposiamo un po’ su una panchina (ci sono tanti spazi verdi e parchi a Praga, in cui rilassarsi e vedere i praghesi con i loro cani a passeggio, o i bambini che rincorrono i piccioni, o le ragazze che si passano bottiglie di plastica dal dubbio contenuto…questa la variegata atmosfera che si respirava in quel preciso momento in piazza).
Riposati e divertiti dalla sosta ci incamminiamo verso la Casa Danzante…che bella è, come spicca sul resto del viale.

La giornata è così gradevole che abbiamo vogli ancora di stare al sole e camminare, così imbocchiamo il piacevole lungofiume ed arriviamo fino alle pendici della collina di Vysehrad. Ci inerpichiamo fino alla cima, dove c’è un bel parco con un’ampia vista sulla città.
C’è anche una chiesa gotica dedicata ai santi Pietro e Paolo: decidiamo di entrarvi e…rimaniamo a bocca aperta! E’ una meraviglia liberty, mai vista una chiesa così. Santi dai colori pastello e dai delicati lineamenti, intrecci di fiori che fanno da sfondo, pennellate d’oro sulle colonne. Non posso descriverla come si deve, ma mi è piaciuta da matti.
Usciti dalla chiesa entriamo nel cimitero monumentale accanto, troviamo anche la tomba di Jan Neruda. Passeggiamo ancora un po’ nel parchetto gustando l’ennesimo hot dog, poi torniamo a piedi verso il centro. Abbiamo la curiosità di vedere il lampione cubista, così lo cerchiamo ma non ci dice granché anche se gli dedichiamo le foto di rito. Entriamo poi nei giardini francescani, e dopo una sosta su una panchina troviamo il coraggio di incamminarci (poveri piedi) verso le pendici di Petrin, dove ceniamo a U Svejku.
L’atmosfera di questo locale era molto carina, i camerieri simpatici (incredibile!) e il cibo buono ed abbondante. Abbiamo speso 570Kc prendendo un goulash con gnocchi di pane, delle buonissime patate ripiene di carne, tre birre ed un dolce orrendo (gnocchi alla ricotta e frutta…erano immangiabili. Vabbè ci ho ritentato con i dolci, mi è andata male anche stasera anzi peggio del solito).
Soddisfatti usciamo e per smaltire (scherzo, il motivo che ci spinge a portare all’estremo i nostri arti inferiori è la vista dalla cima) ci inerpichiamo per la seconda volta sulla sommità di Petrin. La vista come immaginato ci ripaga, costeggiamo ancora una volta il muro della fame, ed arriviamo fino al castello. Ce lo godiamo quasi deserto ed illuminato, è un degno saluto a Praga in questa ultima serata lì.
Stanchi ma soddisfatti torniamo in hotel.

Mercoledì 30/03/2011
Oggi si torna a casa. Il volo è alle 12:45 per cui abbiamo tempo solo per la colazione e i bagagli, dopodiché ci tocca avviarci.
Praga ci è piaciuta, la consigliamo a tutti. Quattro giorni vanno bene per godersela senza correre troppo, volendo ne possono bastare tre tralasciando qualcosa. Forse marzo non è il periodo migliore, certi giardini (quelli del castello, i giardini Wallenstein) erano ancora chiusi.
Il cibo è ottimo e poco costoso. La birra idem.
Purtroppo abbiamo riscontrato che molti monumenti (la cattedrale, le statue sul ponte Carlo, la torre delle polveri ecc) avrebbero bisogno di una bella ristrutturata, sono davvero sporchi ed anneriti dallo smog. C’è di buono che ora tutto il centro storico è zona pedonale, il che lo rende molto godibile e si spera preservi meglio gli edifici, una volta ripuliti.
A disposizione per ulteriori consigli!
Ele e Fla

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