Breve gita a Padova e dintorni

Approfittando delle giornate settembrine ancora lunghe e calde abbiamo organizzato una gita di famiglia tra Padova e dintorni.

Sabato 17/09/2011 – Colli Euganei e Villa Pisani (Stra)
Dopo meno di tre ore di viaggio siamo a Montegrotto Terme di buon mattino. C’è il sole e fa caldo.
Qui ritiriamo la Padova Card in un centro turistico convenzionato. Questa tessera esiste in 2 versioni, 48 o 72 ore, e dà diritto all’accesso a numerosi luoghi di interesse turistico (cappella Scrovegni, palazzo della ragione, piano nobile del caffè Pedrocchi, casa di Petrarca ad Arquà, …) inoltre permette di utilizzare gratuitamente i mezzi pubblici ed il parcheggio in piazza Rabin. E’ molto conveniente, per capirci la versione 48 ore costa 16€ e la sola cappella degli Scrovegni ne costa 12. E’ possibile acquistarla online nel sito www.padovacard.it, però attenzione se in concomitanza volete acquistare la visita alla cappella dovete utilizzare quest’altro sito www.cappelladegliscrovegni.it. Qui dovrete scegliere il giorno e l’orario di visita alla cappella, visto che il numero è chiuso e la prenotazione obbligatoria. Proseguendo vi viene chiesto se volete acquistare soltanto l’ingresso alla cappella (€ 12 + € 1 di prenotazione) oppure anche la Padova Card (€ 16 + € 1 di prenotazione). La Padova Card va poi ritirata fisicamente in un punto informazioni convenzionato, l’elenco si trova sul sito.
Noi scegliamo quello di Montegrotto perché oggi vogliamo vedere i dintorni di Padova, mentre domani ci sposteremo in città. L’addetta del punto informazioni è molto gentile, e devo dire che abbiamo trovato questa cordialità dappertutto.
Grazie ai padovani, quindi, avete reso ancora più piacevole questa gita!
Ritirata la card facciamo due passi per Montegrotto, tutta la zona è costellata di hotel con SPA e centri curativi per sfruttare i preziosi fanghi che sgorgano qui. La cittadina è piacevole, in piazza c’è una bella scultura di vetri colorati ed acciaio…e proprio lì accanto, sotto i portici, facciamo una prima sensazionale scoperta (!!!) la Pasticceria Dalla Bona. Tutto ciò che c’è nei suoi banconi sembra semplicemente delizioso, e in effetti i bomboloni e le brioches provati lo sono! Non sto esagerando, è super, e i prezzi normalissimi, anzi bassi visto la dimensione delle paste (€ 1 ognuna). Se l’avessi sotto casa, indubbiamente peserei parecchi kili in più.
Riprendiamo la macchina e facciamo un giro per Arquà Petrarca, un bel paesino dall’aspetto antico, con ripide salite e viuzze acciottolate. Passiamo un momento divertente quando un signore di un’associazione benefica, vestito con un costume trecentesco, ci fa recitare a turni delle poesie per il partner! Imbarazzante (ero con i miei genitori, e la mia poesia era un po’ audace). Entriamo anche nella casa di Petrarca, e tentiamo una passeggiata nei dintorni (vediamo sulla cartina che c’è un laghetto e vorremmo raggiungerlo). Dopo un po’ però desistiamo, fa troppo caldo e non riusciamo a trovare il sentiero, che non è affatto segnalato. Prima di lasciare Arquà assaggiamo il brodo di giuggiole, un tipico liquore molto dolce, e compriamo una marmellata a base dello stesso frutto. La prossima tappa è in provincia di Venezia, perché vogliamo vedere Villa Pisani a Stra. Passando in auto vediamo graziosi paesi come Battaglia Terme (che ricorda lo stile di Venezia, con le case affacciate sul Brenta e il ponte che lo solca). Tutta la zona è costellata di piste ciclabili, e ci sembra un ottimo modo per girare: può essere lo spunto giusto per un’altra gita.
Arrivati a Stra visitiamo la bellissima villa Pisani (ingresso € 10, include villa e giardini. Informatevi all’entrata sugli orari delle visite guidate, se vi interessano sono incluse nel prezzo del biglietto). Vediamo varie stanze con la guida, che ci spiega la storia della villa dalla sua costruzione per opera della famiglia Pisani, fino al passaggio di mano a Napoleone e poi a proprietà di stato. Alcune stanze meritano davvero, in particolare la sala da ballo è veramente molto bella. Terminata la visita guidata, passiamo al giardino che è davvero d’impatto: al centro si trova una vasca rotonda che prosegue in un lungo rettangolo, mentre sullo sfondo si prospetta l’edificio delle scuderie. Ai lati della vasca si trovano sentieri che passando attraverso dei boschetti conducono a varie zone, come l’orangerie e il labirinto. Questo mi è piaciuto molto, è un labirinto di siepi di bosso con al centro una torretta che è il punto di arrivo. Noi eravamo in 4, quindi il primo arrivato in cima ha potuto osservare i nostri tentativi dall’alto, cosa che ha reso il tutto molto divertente. In caso di difficoltà un addetto fornisce indicazioni su come muoversi.

Terminata la visita siamo stanchi, ci siamo alzati presto, così ci dirigiamo verso Padova per una doccia e un pisolino in hotel. L’alloggio in questione si chiama Hotel Volta, è fuori dal centro ma con la Padova Card non ci sono problemi. Ci siamo trovati bene, le camere sono nuove e sufficientemente spaziose, il bagno è molto grazioso e pulito, la colazione inclusa nel prezzo è ok anche se prevede solo prodotti confezionati, nulla di fresco. C’è un parcheggio gratuito a disposizione dei clienti.
La sera a cena torniamo a Montegrotto, ci hanno suggerito di mangiare nei colli Euganei e così facciamo. Il ristorante si chiama Miravalle, l’ambiente è bello, c’è una veranda all’aperto e mangiamo lì. Il personale però è insufficiente, ci sono solo 2 camerieri che fanno anche cassa, e i tavoli da servire sono molti. Prendiamo 2 menù di carne (€ 19 incluso coperto, vino, acqua, 2 assaggi di primi, grigliata mista, dolce e caffè), degli gnocchi con pesto e gamberetti e degli gnocchi al ragù. Il piatto degli gnocchi con ragù è la metà di quello degli gnocchi con pesto, non ne capiamo il motivo. La grigliata non è molto buona, la carne non si rivela di qualità. La scelta del dessert è limitata a due dolci. In totale abbiamo speso 60€, quindi benone dal punto di vista del prezzo ma non lo consiglierei, vista la qualità medio-bassa del pasto e il tempo d’attesa per le portate. Dopo cena io e il mio ragazzo avremmo voluto fare un giro a Monselice, ma i miei genitori sono stanchi, per cui torniamo in hotel.

Domenica 18/09/2011 – Padova
Dopo la colazione in hotel ci avviamo verso il centro città. In auto sono solo una decina di minuti dall’hotel a piazza Rabin, dove abbiamo il parcheggio gratuito in convenzione con la Padova Card. Iniziamo quindi il nostro giro da Prato della Valle, immensa anche se purtroppo occupata da un mercatino dell’antiquariato che non ci permettere di coglierla del tutto nell’insieme. La domenica mattina non è quindi il momento ideale per vederla.

Percorriamo poi un bel viale lastricato fino a giungere davanti all’università e al caffè Pedrocchi. Per ora ci limitiamo a dare un’occhiata agli esterni, in quanto abbiamo prenotato la visita alla cappella degli Scrovegni per le 10.
Ci presentiamo con un buon anticipo, cosa che ci permette di ritirare con calma i biglietti e di vedere un filmato introduttivo in una saletta apposita all’interno del museo degli Eremitani. Poi ci viene indicato come raggiungere l’ingresso vero e proprio della cappella, dove puntuali alle 10 entriamo. Prima ci si trattiene per un quarto d’ora in una stanza di acclimatamento, dove viene mostrato un altro video, poi si può entrare ed ammirare per un altro quarto d’ora la meravigliosa opera di Giotto. I colori sono magici, le espressioni e l’intensità dei volti purtroppo non si possono ammirare tutti bene come nel filmato di introduzione poiché alcuni sono molto in alto, ma quelli alla nostra altezza ci si imprimono dentro. Mi colpisce particolarmente lucifero, ritratto nell’atto orrendo di divorare un peccatore, e le rappresentazioni delle virtù e dei vizi, che sembrano proprio delle statue anziché dei dipinti. Un quarto d’ora passa in fretta, all’uscita facciamo un giro veloce nel museo (incluso nella Padova Card) ma non ci tratteniamo quanto forse meriterebbe perché vogliamo vedere la città, e una giornata non è poi molto.
Proseguiamo così per il caffè Pedrocchi, salendo al piano nobile (ingresso incluso nella Padova Card) che è molto interessante e particolare, le sale sono costruite imitando diversi stili (egizio, antica Roma, ecc) e in più ospitano foto, cimeli e manifesti di diverse epoche della storia d’Italia.
Dopo ci incamminiamo fino alle due piazze della Frutta e delle Erbe, divise dall’imponente palazzo della Ragione. Le piazze sono affollate, Padova ci dà l’idea di una città che i padovani amano vivere in compagnia, nei bar, nei ristoranti. Visitiamo il bel Palazzo (sempre incluso nella Padova Card). Si tratta di un antico tribunale, che ai piani inferiori ospitava botteghe e banchi del mercato.

La stanza del tribunale, a cui si accede da una bella scalinata, è l’enorme Salone…appena entrati si capisce perché è conosciuto con questo nome, senza bisogno di ulteriori specifiche! E’ il Salone per eccellenza! Il grande cavallo di legno che si trova ad un’estremità quasi non si nota all’inizio, tanto sono immense le pareti che lo circondano.
Stupiti dalla visita, proseguiamo passando da Piazza dei Signori (dove si trova un bell’orologio astronomico) e per la graziosa piazzetta sant’Andrea, finendo poi davanti alla Cattedrale (che non ci colpisce particolarmente) e all’adiacente Battistero, che invece troviamo molto bello. Gli affreschi non sono eseguiti da Giotto, ma sono della stessa scuola o stile (che sinceramente non so come si chiami, ma moltissimi edifici di Padova sono decorati con questo stile italiano trecentesco).
Finalmente ci incamminiamo verso di Lei, l’abbiamo pregustata già durante i nostri giri…la Basilica di Sant’Antonio. Quando ci si para davanti la facciata non ci lascia di stucco, come invece accade se si osserva l’insieme delle cupole lateralmente o da lontano. La parte che veramente ci colpisce è l’interno: non so descriverlo, non ci provo nemmeno, ma i dettagli, le pitture sui toni del marrone e dell’ocra dietro l’altare, le colonne poste quasi come una cancellata davanti alla tomba, tutto è da osservare. In più, visto che nel frattempo si mette a diluviare, gironzoliamo anche per il museo dei fedeli (che colleziona voti e ringraziamenti al Santo per le grazie ricevute) e vediamo un filmato sulla vita di Sant’Antonio, un po’ noioso a dire il vero.

Quando la pioggia ci dà tregua usciamo e mentre i miei genitori preferiscono sedersi un po’ in piazza Prato della Valle a riposare io e il mio ragazzo diamo una sbirciata nell’oratorio adiacente alla Basilica (a pagamento, per cui alla fine non entriamo visto che abbiamo poco tempo. Siamo riusciti però a dare un’occhiata quando abbiamo chiesto al custode se fosse incluso nella Padova Card, e ci è sembrato molto bello, riccamente affrescato in questo stile di cui mi sfugge il nome…) poi gironzoliamo per l’orto botanico, giusto perché è incluso nella Padova Card, altrimenti non sarebbe valsa la pena entrare (non per l’orto in sé, quanto per il tempaccio e la scarsità di tempo a disposizione).
Con un po’ di tristezza torniamo anche noi in Prato della Valle, dove facciamo qualche ultima foto (nel frattempo le bancarelle sono quasi scomparse, ma resta il fatto di non riuscire ad abbracciare con lo sguardo l’intera enorme piazza! Impressionante).
Ripresa la macchina, ci aspetta un ultimo dolce momento: facciamo una sosta alla gelateria da Bepi, fuori dal centro, scovata leggendo recensioni sul web. Lì fanno il gelato con metodi antichi e tradizionali, e il risultato è semplicemente strepitoso. Io un gelato così non l’avevo mai mangiato.
Addolcito l’arrivederci, salutiamo Padova: una bella ed interessante città con un’altrettanto gradevole provincia.

COSA VEDERE
Padova (almeno almeno la Basilica di Sant’Antonio, la cappella degli Scrovegni e il Palazzo della Ragione)
Villa Pisani a Stra (provincia di Venezia, in realtà) è molto interessante
Arquà Petrarca è carina, può essere piacevole passarci un’oretta, ma con il senno di poi abbiamo passato troppo tempo lì. Piuttosto visitate un’altra villa (villa Barbarigo per esempio pare avere dei bei giardini, oppure la Malcontenta dovrebbe essere interessante) o abbinate Arquà ad altri paesi nelle vicinanze, come Monselice, Este, Abano Terme…non so dire quale sia più interessante non avendoli visti, ma dagli opuscoli forniti dall’ente del turismo sembrano tutti carini.

PAUSE GOLOSE
Pasticcera Dalla Bona a Montegrotto Terme, per una colazione o merenda ipercalorica.
Gelateria da Bepi in via Madonna della Salute a Padova, un gelato veramente speciale.

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Ci sono 5 commenti su “Breve gita a Padova e dintorni

  1. Mi fa piacere sia andato tutto bene, peccato per la pioggia (l’unica di settembre!). Alla prossima occasione ti consiglierei Monselice, Este e Montagnana per … un tuffo nel medioevo!
    Non conosco quella gelateria, grazie per il consiglio!

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