Una giornata a Pavia

Sono stato a Pavia il 19 Novembre in occasione dell’esposizione Les Folies de Montmartre con opere di Degas Lautrec e Zandò, che si teneva nelle suggestive sale delle Scuderie del Castello Sforzesco e approfittando dell’occasione abbiamo fatto un giro per la città.
Il Castello (XVI sec) è situato in prossimità del centro storico di Pavia, in un ampio parco, nella piazza antistante alla Strada Nuova, è in mattoni rossi con grandi torrioni agli spigoli delle mura, numerose le finestre rinascimentali decorate in marmo, l’aspetto esterno è molto elegante, infatti, il castello non aveva solo scopi di difesa ma era anche residenza dei Visconti, attualmente vi hanno sede i musei civici della città.
Prima di visitare l’esposizione andiamo alla Chiesa di S. Pietro in Ciel d’Oro, nome un po’ strano che era dovuto alla volta lignea dorata.
Lo stile è romanico, l’attuale sistemazione è frutto della ricostruzione del XII secolo, la facciata in mattoni rossi a forma cosiddetta a “capanna”, come molte altre chiese della città, molto sobria anche se non mancano decorazioni sul portale d’ingresso e sulle finestre, peraltro è molto sacrificata dal fatto che ai lati è appoggiata a edifici.
L’interno è a tre navate, nella navata centrale la famosa Arca di S. Agostino, una magnifica bianca scultura marmorea del XIV sec., su tre livelli, finemente decorata con molte statue che illustrano la vita del santo, di vescovi e di santi, l’Arca custodisce i resti di S. Agostino di Ippona, all’interno della chiesa sono anche sepolti Severino Boezio e il re longobardo Liutprando, sull’abside un affresco di epoca recente che sostituisce il mosaico originario, c’è anche una cripta, a cui non si può accedere, ricostruita nel XIX secolo.
Iniziamo la passeggiata per la città, arrivando alla vicina Strada Nuova, la via storica della città, non molto larga, pedonalizzata, che attraversa la città dal Castello al Ticino.
Molti i palazzi d’epoca che incontriamo, il Teatro Fraschini (XVIII sec), l’antica Università, fondata quasi in contemporanea con il Castello su una preesistente scuola, molto più antica, frequentata da illustri personaggi di ogni epoca.

Prendiamo quindi il perpendicolare corso Cavour e ci ritroviamo in piazza della Vittoria, forma a rettangolo molto stretto, circondato da Palazzi anche con portici, alcuni del periodo XIV-XV secolo, su di lato il noto palazzo Broletto, sede del comune, si vede anche la parte alta absidale del Duomo.
Poco più lontano la piazza Duomo, la chiesa però e in ristrutturazione ed è coperta quasi totalmente da impalcature, accesso interdetto.
Dopo la sosta per un veloce spuntino andiamo alla chiesa di San Teodoro, passando per caratteristiche strette stradine.
La Chiesa di San Teodoro è in stile romanico del XII secolo, facciata spartana, in mattoni rossi, ingresso piccolo e semplice con sopra una lunetta, pareti esterne con finestre bifore e trifore, interno con tre navate, sui pilastri e sulle pareti affreschi del XVI secolo, mi sono piaciuti in particolare l’affresco con le Storie di S. Teodoro e di S. Agnese, oltre al citato affresco con la città di Pavia nel XVI sec., dove si vede anche l’antico ponte coperto, poi distrutto nella seconda guerra mondiale, da notare anche una statua in marmo di san Teodoro che regge la città.
Terminata la visita andiamo alla Chiesa di San Michele Maggiore, ritenuta un capolavoro dell’arte romanica. Era la chiesa dove sono stati incoronati molti re longobardi, infatti, la città era la capitale del regno.
Di origine molto antica (VII secolo), la chiesa attuale è del XII secolo, ci si arriva percorrendo interessanti piccole strade d’epoca, è situata in una piccola piazza, che accentua la sua imponenza, grande facciata di color ocra, costruita in pietra arenaria, tre portali con sopra lunette decorate e colonne finemente scolpite, peraltro la parte inferiore della facciata possiede notevoli sculture di animali e figure bibliche.
L’interno è a tre navate, splendidi i capitelli finemente scolpiti, e interessanti parti di affreschi piuttosto mal ridotti, a lato sotto il pavimento protetto da un vetro si vede parte di un antico mosaico dell’antico pavimento.
Andiamo quindi sul Ticino per vedere il ponte coperto, rifatto dopo la II guerra mondiale, il ponte non mi dice molto, vi transitano normalmente i veicoli, mi è piaciuta molto la sistemazione delle sponde del fiume, con aree a giardino, panchine, anche il panorama è suggestivo, con la leggera nebbia che copre il fiume, rendendo il panorama molto bello.

Ferny forner

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