Londra e l’english prince

Il mio non è stato un viaggio convenzionale… prenotato i primi di dicembre decido di tornare per la terza volta in quella splendida città che tanto amo: Londra. Volo di partenza il 23/12 intorno alle venti da Malpensa.. peccato che penso bene di fare un incidente il giorno prima con annesso ricovero in cardiologia… dal quale però metto firma il 23 mattina e torno a casa: Londra mi aspetta! A differenza delle altre volte durante questo viaggio sarò praticamente sola, dico praticamente poiché si aggrega il mio ex fidanzato che fungerà da accompagnatore (fondamentalmente poco utile). E così con colpo di frusta, sterno fratturato e qualche altra piccola complicazione cardiologica volo alla volta della mia Londra.
Atterro a Gatwick, e attendo un’eternità una navetta che mi porterà a Victoria Station… ovviamente tutte le metropolitane sono ormai chiuse, così, vago per la stazione cercando di capire che bus prendere per arrivare in Earl’s Court, sede del mio albergo. Morale dopo due cambi di bus arrivo finalmente a destinazione. Ho alloggiato all’Olympia hotel, piccolo e comodo, a due passi dalla metropolitana, con bagno in camera (fondamentale), pulito e caldo. Il personale è gentilissimo e io sono già pienamente soddisfatta. Crollo sul letto in pochissimi istanti. Il mattino dopo è il 24 dicembre, vado a fare colazione presso il bar sopra un supermarket aperto 24h e a stomaco pieno posso iniziare a mettere insieme le idee. essendo già stata a Londra altre volte, decido di andare a Camden che mi mancava e che dopo aver letto numerosissimi interventi su questo forum, non posso non visitarla.. e .. mi ci perdo dentro, splendida, senti la musica che pervade le vie, mercati scoperti e coperti, profumi di tutti i tipi.. e soprattutto inglesi.. io amo gli inglesi, gentili, carini, sempre disponibili, altro che gente fredda!
Con me c’è sempre l’ex compagno al quale in prarica faccio da guida proponendo i vari posti. Evito come la peste Harrods che sarà stata presa d’assalto la vigilia di Natale, e vago per la città.. ovviamente dopo aver mangiato cibo orientale a Camden seduti su una panchina. Decidiamo di andare a vedere Wembley, e ci impieghiamo una vita causa traffico super intenso. La zona sembra essere stata presa d’assalto da pakistani e simili, ogni negozio, ogni supermercato è gestito da loro. Arrivati al mega stadio, e se non fosse che a Natale siamo tutti più buoni, faccio qualche foto, interessantissima all’esterno di questa costruzione immensa.
Riprendiamo i mezzi per tornare in centro, un giretto in Oxford street è immancabile… ma davvero c’era il mondo… decido di voler vedere Notting Hill, ma quando arriviamo a destinazione è già buio, e mentre sto per entrare in un ristorante per mangiare qualcosa, mi sposto al volo perchè due simpatici inglesi si sono scaraventati fuori facendo a botte… e vabbè, tutto il mondo è paese.. e con questa frase senza aver visto Notting Hill riprendo il bus e torno in Earl’s Court, fermandomi a mangiare da Nando’s, un locale che fa tutto a base di pollo. Stanca e molto indolenzita per i postumi dell’incidente torno mesta mesta in camera, dove crollo nuovamente sul letto.
Domenica 25 dicembre, Natale… Con estrema calma ci prepariamo e andiamo a fare colazione da Bench’o, cappuccio e cornetto ci stanno tutti.. il compagno di viaggio (ricordiamolo, sempre autoinvitato) propone di andare al National Science Museum, sottolineo che mi ero documentata precedentemente e di aver letto che sarebbe stato chiuso, ma gli uomini si sa, finchè non ci sbattono la testa… e così ci facciamo questa passeggiata a piedi (a natale a londra i mezzi non ci sono!!!) e ovviamente troviamo chiuso.. e così tranquillamente torniamo indietro dopo essere passati davanti alla casa di Freddie Mercury.. Pranziamo con qualche provvista fatta nei giorni precedenti, proprio perchè in giro di aperto c’era ben poco. In camera cerco di riposare un pochino mentre lui decide di andare fino al Tamigi a piedi… no no, io non ce la posso fare… e così lo lascio andare senza alcuna remora. Sdraiata sul letto termino il libro che stavo leggendo, e decido improvvisamente di uscire e di cercarmi un principe azzurro.. insomma dove se non a Londra avrei potuto trovarne uno? e così mi butto in doccia, mi preparo per benino, trucco perfetto e ovviamente non metto il collare per il colpo di frusta.. tutti i miei sforzi per apparire caruccia sarebbero andati in fumo nell’immediato. Corro giù, lascio la chiave al portiere ed esco. Non fa freddo, anzi sicuramente meno che in Italia, e inizio a vagare per il quartiere, finchè stanca, sola e assetata mi fermo in un pub (uno dei pochi aperti a natale) e ordino da bere. Dietro di me un tavolo con quattro ragazzi, uno più bello dell’altro, davanti a me un anziano signore, il quale pensa bene di autoinvitarsi al mio tavolo e di raccontarmi la storia della sua vita. Sul maxischermo in fondo al locale vedo passare le immagini di Kate e William… non c’è proprio giustizia. Mentre l’anziano signore si reca al bagno guardo con aria semidisperata il tavolo dei ragazzi, i quali ridevano della mia situazione con il compagno di bevuta, e chiedo loro se quell’uomo fosse il mio regalo di natale. Beh, in breve ho fatto amicizia con i ragazzi, l’anziano signore dopo poco è andato via e il pub stava per chiudere… la serata sembrava volgere al termine quando uno dei ragazzi mi ha chiesto di unirmi a loro per andare a fare un party improvvisato in una delle loro case. Che avevo da perdere? Inoltre ho sempre sognato di entrare in una casa inglese! E così dopo una breve sosta ad acquistare l’occorrente (leggi alcool e cibo) andiamo a casa di Paul, nelle vicinanze. Era una di quelle case seminterrate alle quali si accede da un cancelletto e delle scale esterne. Molto calda e pulita. E’ per me una vera emozione entrare lì. La compagnia è ottima, così come la musica e tutto il resto. Spesso usciamo fuori senza giacca poichè la temperatura lo permette, e tra una sigaretta e uno sguardo anche io, come Kate incontro il mio principe azzurro. Purtroppo si fa tardi, e io devo tornare in albergo. Scambiati i reciproci recapiti mi allontano tristemente, godendomi ancora per un po’ quella splendida città. La partenza è l’indomani all’una, e così facciamo colazione nuovamente da bench’o e con tranquillità io e il compagno di viaggio ci avviamo al bus per victoria station e quindi alla navetta che ci porterà a Stansted. Questa volta a Londra lascio molto più che un bel ricordo… gli sms del principe già la sera prima non si erano fatti attendere.. Salgo sull’aereo con un groppo alla gola, difficile da mandare giù e con gli occhi lucidi. A distanza di sue mesi però continuiamo a sentirci e oggi stesso ho prenotato il prossimo volo per metà marzo. questa volta senza accompagnatori non richiesti.

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Ci sono 5 commenti su “Londra e l’english prince

  1. Come te amo questa città però, tranne la primissima volta vent’anni fà, mai più ci sono stata in compagnia di uomini! Brava! Molti complimenti per il diario e per la tua intraprendenza! Spero che “le rose fioriscano bene” così avrai la scusa per tornarci e tornarci e tornarci….Magari la prossima ti accompagno io!!!!!!
    Silvia

  2. Anch’io da ragazzina sognavo il principe azzurro inglese poi destino volle che lo trovassi comunque straniero ma da tutt’altra parte :D…. buona fortuna per tutto, la lontananza a volte è dura ma spesso porta anche tanta felicità e non è poco al giorno d’oggi :bye:

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