Prossima fermata Leipzig

“Il viaggiatore è una fonte continua di perplessità. Il suo posto è dappertutto e da nessuna parte. Vive d’istanti rubati, di riflessioni, di minute presenze.” Nicolas Bouvier

Durante il nostro ultimo viaggio estivo in Germania, decidiamo di dedicare almeno una giornata a Lipsia (Leipzig), una bella città, un tempo appartenente alla Germania est. Da tempo desideravo visitarla e la sua relativa vicinanza a Berlino, dove ci trovavamo, ha creato l’occasione giusta.

Lipsia è una città della Sassonia, seconda per importanza alla splendida Dresda, con cui è davvero difficile reggere il paragone. Ma, sebbene sorellina minore Lipsia, vale sicuramente una visita: la propensione per le arti, un forte senso di cultura ed il suo essere un po’ defilata rispetto a ben più noti centri della Germania, ne fanno una vera attrazione per chi cerca destinazioni non scontate.

Il 15 Agosto, giornata che nella capitale tedesca e nella regione della Sassonia non è festiva, lasciamo l’albergo di Berlino alle 6.30 e raggiungiamo la Stazione centrale dove ci attende il treno prenotato per Lipsia. Per una volta tradiamo le efficienti quanto costosissime Deutsche Bahn (DB) per scegliere il treno Interconnex che offre prezzi più vantaggiosi.

Fin da subito, Lipsia si rivela essere il gioiellino architettonico di cui avevo letto: recenti ristrutturazioni peraltro ancora in corso, l’hanno riportata agli antichi fasti. Il suo centro storico raccolto e delizioso, si visita tranquillamente a piedi, ascoltando la musica classica diffusa gratuitamente un po’ dovunque.

Non a caso Lipsia è la città della musica: qui è nato Wagner, come ricorda la statua a lui dedicata lungo il laghetto urbano, ed anche Bach, pur non essendo nativo di Lipsia, ha trascorso qui molti anni.
Lipsia è anche la città dei libri, per l’importante fiera che qui si tiene ogni anno e per la facoltà universitaria di grafica e arte libraia. E poi molta vita giovane, come del resto in tutte le città universitarie: ci sono intere viuzze del centro occupate dai tavoli dei vari locali sempre affollatissimi. Insomma una città frizzante, gaudente e musicofila .

Il giorno del nostro arrivo è caldo e assistiamo divertiti alle scene di bambini di due/tre anni che fanno il bagno in mutande nelle fontane del centro.

Lipsia è stata definita da Goethe “la piccola Parigi” per la sua apertura culturale che ne ha condizionato la storia, per l’atmosfera bohemienne e forse anche per le locali bellezze femminili. Volendo passare ad argomenti un po’ più futili, la definizione di “piccola Parigi” talvolta ancora utilizzata non vale per quanto attiene ai correnti canoni della moda. Ho cercato, mentre il mio compagno riposava in camera, di fare un giro per i negozi delle vie del centro, ebbene anche le più note catene europee hanno collezioni diverse (nel senso di più brutte), tarate e pensate sul gusto locale e lo scrivo con l’umiltà di chi viaggia conciata come una disperata. Il vostro portafogli ed anche i mariti ringrazieranno, perchè qui è davvero difficile spendere in accessori e abbigliamento. Ma del resto, il mondo è bello perché è vario.

Da vedere:

• Marktplatz e il Rathaus (la piazza del mercato e il municipio). Il vecchio municipio simboleggia il centro cittadino in una caratteristica architettura rinascimentale, con il balcone dei musicisti e quello degli annunci ed ospita al suo interno il museo della storia di Lipsia. La piazza è oggettivamente molto bella, anche se noi la vediamo occupata dal palco e dagli stand allestiti per un concerto rock che si terrà la sera stessa e in cui anche noi ci troveremo coinvolti, osservando divertiti generazioni diverse intonare e ballare pezzi del gruppo degli Europe.

• Il Neues Rathaus. Il nuovo municipio invece è collocato sul limitare del centro cittadino e impressiona oltre che per le architetture, soprattutto per le sue dimensioni, pare, infatti, che sia uno dei più grandi al mondo.

• La chiesa di San Tommaso (Thomaskirche). E’ il luogo dove Bach ha lavorato componendo musica per buona parte della sua vita e dove oggi riposano i suoi resti.

• La chiesa di San Nicola (Nikolaikirche). La chiesa è stata protagonista del movimento non violento che ha portato alla caduta del regime comunista, ospitando le preghiere di pace, dimostrazioni pacifiche cui partecipavano migliaia di persone in maniera tanto convincente da coinvolgere anche i militari inviati sul posto per interrompere la manifestazione stessa.

• La gradevole Piazza Naschmarkt (mercato delle ghiottonerie) dominata da un edificio riccamente decorato che un tempo aveva la funzione di Borsa Valori. Al centro della piazza è posta la statua di Goethe, che si dice adorasse questa città.

• Il museo della Stasi (Dittrichring 24), ingresso gratuito. Questa è una visita da non perdere (ancor più per noi, che non siamo stati in grado di trovare l’omonimo museo di Berlino) perchè l’esposizione rende bene l’idea sul grado di potere e controllo esercitato dalla Stasi (Polizia segreta) sulla popolazione. Non mancano particolari agghiaccianti come il coinvolgimento dei bambini, e talvolta assurdi come i travestimenti mostrati.

• L’università di Lipsia ha origini antichissime, ma la sua attuale sede è non solo moderna ma anche notevolmente particolare. A noi, che non conoscevamo la sua storia, nel momento in cui l’abbiamo vista sembrava una chiesa moderna…non a caso: successivamente abbiamo scoperto infatti che la precedente sede era stata costruita dal governo della DDR nel classico stile sovietico, sulle ceneri della Paulinenkirche, una chiesa, demolita nonostante la disapprovazione della cittadinanza proprio per costruire l’edificio universitario. Dopo il 2007 anche la bruttura sovietica ha subito la stessa sorte ed è stata demolita per lasciare il posto alla nuova futuristica università.

• La Hauptbahnhof (stazione centrale) è una delle più grandi stazioni d’Europa da cui raggiungere facilmente molte città tedesche e dell’est Europa. La stazione ospita un centro commerciale su due piani con oltre 150 negozi e moltissimi ristoranti.

Come arrivare a Lipsia:

Noi abbiamo volato su Berlino e dopo qualche giorno nella capitale abbiamo raggiunto Lipsia in treno. Il collegamento ferroviario è garantito sia da Deutsche Bahn (DB) che da Interconnex . I biglietti di questa ultima compagnia non sono acquistabili in biglietteria ma bensì on line o direttamente sul treno ad un costo maggiorato rispetto a quello del sito internet (14 € on line comprandolo qualche giorno prima, contro i 23 € dell’acquisto diretto sul treno). L’arrivo è previsto dopo circa due ore, non alla stazione centrale ma alla stazione Messe: un comodo autobus, compreso nel prezzo del biglietto effettua il collegamento con la stazione principale. I treni della DB arrivano invece alla stazione centrale che come ho già scritto è una delle più grandi d’Europa.

L’aeroporto di Lipsia è servito da voli Lufthansa, Germanwings, Air berlin provenienti dall’Italia con uno scalo e voli diretti Ryan air (da Pisa, Trapani e Roma Ciampino).

Alloggio a Lipsia:

Hotel Ibis Leipzig Zentrum, Bruehl 69, 51 € a notte senza colazione. Solito standard Ibis in ottima posizione, tra la stazione centrale ed il centro città. Siamo arrivati un paio d’ore prima del chek-in, ma gentilmente ci hanno dato lo stesso le chiavi della stanza.

Cibo a Lipsia:

• Auerbachs Keller, Grimmaische Strasse 2-4: è uno dei ristoranti più antichi e conosciuti della Germania. L’ambiente è particolare, grandissimo, con camerieri in abito tipico e con una riproduzione di una scena del Faust di Goethe. Sia per il pranzo che per la cena è possibile scegliere oltre che dal menù alla carta anche i menù a prezzo fisso che consentono di contenere la spesa. Cucina tipica e piatti abbondanti. Aspetti negativi: il locale è divenuto ormai un’attrazione turistica perciò si assiste ad un continuo via vai di persone che si affacciano alla porta semplicemente per fotografare, includendo nelle loro foto anche gli ospiti che come noi sono seduti ai tavoli per consumare. Inoltre il bagno è a pagamento per tutti, anche per i clienti del ristorante.

• Uno dei pasti lo abbiamo ripiegato mangiando patate e Wűstel (io) presso uno dei tanti economici chioschetti presenti in città.

Una delle specialità di Lipsia è la Gose, una birra scura dal gusto particolarmente forte. Da provare anche se io preferisco la Hefe.

Di Lipsia ricorderemo soprattutto il Museo della Stasi con le cellette per la reclusione dei sospettati ed i temi scritti dai bambini plagiati dal sistema fin dalla tenera età. Ricorderemo anche la “movida “di un giovedì sera d’agosto: mai avremmo pensato di poter utilizzare questo termine per una “fredda” città del nord Europa. Ma anche le colazioni a base di Bagel ripieni di formaggio ed erba cipollina consumate assieme ad operai in tuta blu, intellettuali in giacca e cravatta ed a turisti squattrinati come noi perchè qui conta molto più la sostanza della forma.

In conclusione, se vi trovate da queste parti, non fatevi mancare una visita anche solo di un giorno a Lipsia. A noi è piaciuta molto, una città ricca di storia e cultura ma con uno spirito giovane ed una ritrovata gioia di vivere.

F&M

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