Long Island 2007

Per concretizzare la realizzazione e la preparazione del viaggio alle Bahamas ho dovuto sudare sette camicie; si tratta sicuramente di una meta poco considerata dai viaggiatori italiani ed anche se non geograficamente troppo lontana (praticamente inglobata nei caraibi), questa situazione penalizza sensibilmente la possibilità di trovare un volo idoneo soprattutto per chi, come me, decide di soggiornare in una delle Family Island, ovvero le isole minori in prevalenza meno turistiche; la stragrande maggioranza delle soluzioni per poter raggiungere questa destinazione prevede uno scalo in una città degli Stati Uniti (in prevalenza Miami), per poi proseguire verso Nassau (la capitale delle Bahamas situata a New Providence, l’isola principale delle Bahamas) e quindi tramite una delle compagnie locali verso le isole minori; diversamente si può optare per il volo diretto da Londra Heathrow con British Airways anche se per via delle coincidenze (stando ad oggi) occorre passare una notte a Londra per poi proseguire all’indomani verso Nassau e quindi, a seconda dell’ isola scelta, sostare anche una notte nella capitale: inoltre il costo (salvo particolari promozioni) risulta essere più elevato rispetto alla soluzione sopra indicata; infine nel nostro periodo estivo (se non ricordo male da Maggio in poi) il tour operator Teorema (in collaborazione con la compagnia Blue Panorama) effettua un volo diretto da Milano verso Freeport (città principale dell’isola di Grand Bahama) ma anche questa soluzione risulta essere costosa e soprattutto va detto che il nostro periodo estivo generalmente corrisponde al periodo delle piogge alle Bahamas, quindi caldo umido e maggior rischio di precipitazioni (Agosto-Settembre sono periodo a rischio di uragani). La scelta di Long Island rispetto a tutte le altre isole è stata effettuata considerando vari fattori a me congeniali: la totale mancanza di turismo di massa, la bellezza infinita degli scenari, le spiagge selvagge, la cordialità delle persone che ci vivono; seguendo lo stesso filone ‘fai da me’ che ormai adopero per tutti i miei viaggi mi sono documentato molto sia su Internet (nei vari forum a cui segue ringraziamento particolare a Manuela e Max per le loro indicazioni preziose) che nell’immancabile guida Lonely Planet (che ad oggi per Bahamas esiste solo in lingua inglese); Long Island è magnifica, lo è sia nel paesaggio ma anche nella genuinità delle persone che la abitano (almeno a livello di rapporti umani)!
Siamo partiti dall’aeroporto Marconi di Bologna la mattina del 12 Marzo eccitati ma un po’ stressati consapevoli di dover affrontare 3 scali e complessivamente 12 ore di volo. Con AirFrance siamo atterrati all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi dove siamo poi ripartiti poco dopo in direzione Miami: ero eccitato di volare su di un 747 (uno degli aerei più grandi al mondo) ma mi sono dovuto ricredere poco dopo: in economy pareva di stare sacrificati come polli d’allevamento su di un tir, per non parlare poi se ti trovi nella situazione in cui nei sedili di fronte qualcuno senza troppi complimenti abbassa tutto il sedile per tutta la durata del viaggio (da incubo!); discorso diverso invece per il ritorno dove per casualità (infatti i posti vengono assegnati automaticamente dal sistema computerizzato all’atto della prenotazione) ci trovavamo al secondo piano dello stesso aeromobile: qui tutta un’altra musica, con sedili ben distanziati e ampio spazio! Pareva quasi di stare in prima classe! E’ comunque sbagliato secondo me offrire una maggiore comodità solo a pochi eletti quando chi rimane sacrificato al piano sottostante ha comunque pagato la stessa cifra di chi si trova in ‘comodity’ upstair class…
L’attesa all’aeroporto internazionale di Miami prima dell’imbarco per Nassau è stata molto lunga (fortunatamente avevamo 4 ore di tempo per la coincidenza) causa gli scrupolosi controlli antiterrorismo (più che giustificati) ma ‘animata’ dai simpatici doganieri ispanici (a Miami sentirete davvero poche persone parlare inglese, sembra di essere atterrati a Cuba o a Puerto Rico!) che quando ci hanno visto arrivare ci hanno accolto dicendo: ecco Laura Pausini e Eros Ramazzotti!
Il volo American Airlines direzione Nassau tanto per non complicarci le cose era in ritardo di 2 ore; giunti a destinazione abbiamo preso un taxi per il downtown di Nassau (25$ sola andata) dove avevo prenotato telefonicamente al Grand Central Hotel (83$ la doppia): hotel niente di chè con un bagno assolutamente da rimodernare: il signore che ci ha accolto, in compenso, era cordiale e simpatico e si era messo a raccontare di tutti i suoi viaggi fatti all’estero in maniera entusiasmante: il problema è che dopo 24 ore nello stato in cui ci trovavamo ci interessava veramente ben poco sapere delle sue scorribande quindi con fare gentile lo abbiamo liquidato e ce ne siamo andati a dormire. All’indomani prima del volo che ci avrebbe FINALMENTE condotto a Long Island abbiamo dato una sbirciatina al downtown della città: in merito a ciò mi viene in mente solo una parola per descrivere Nassau: EVITATELA! È una città dove chi la fa da padrone sono le mega strutture alberghiere ad altissima ricettività, le mega navi da crociera ancorate al porto, tanto caos e smog infernali e soggetti per strada assolutamente poco raccomandabili. Insomma una realtà che nulla ha a che fare almeno con le Family Island. Ritornati di gran fretta all’aeroporto abbiamo atteso il nostro volo Bahamasair prenotato da Internet (come poi tutte le altre tratte) in compagnia prevalentemente di locali (che a quanto ne so usano l’aereo come da noi il treno). L’aereo è decollato circa mezz’ora in anticipo rispetto alla tabella di marcia e ci siamo così ritrovati in men che non si dica al piccolo (forse meglio dire minuscolo) aeroporto di Deadman’s cay che si trova geograficamente a metà dell’isola. Altra cosa carina: i bagagli vengono scaricati su di un carretto che viene posizionato a bordo pista, poi self service uno ad uno ci si riappropria della propria valigia. Avevamo concordato con il proprietario della guest house che lui stesso ci sarebbe venuto a prendere in aeroporto solo che per qualche strano motivo mi pareva di avere capito si trattasse di una persona sui 25/30 anni; abbiamo così faticato un poco prima che il vero soggetto (sui 50/60 anni) si facesse avanti e ci chiedesse se eravamo diretti al TOMMY’S INN; da lì a poco ci siamo letteralmente innamorati sia di questa ottima per non dire eccellente guest house ma soprattutto della gentilezza e cordialità del padrone di casa: Thomas Dean è stata una persona disponibile, scrupolosa, attenta alle nostre esigenze e ci ha dato libero spazio a tutte le aree della propria casa (che si trovava di fronte alla nostra struttura) portandoci anche, non appena arrivati sull’isola, a vedere qualche posto meritevole fra i tanti che quest’isola splendida possiede (inclusi ristoranti e take away da lui consigliati) e conversando abbiamo anche scoperto di essere stati i primi italiani ad essere ospitati in questa struttura! La Tommy’s Inn guest house si trova a Clarence Town la cittadina che è anche il centro amministrativo dell’isola, situata al centro sud. Ci si sbaglia quando si crede che il centro amministrativo possa essere una cittadina più grande rispetto alle altre: infatti Clarence Town è composta da un piccolo porticciolo ed una ventina di case oltre alle immancabili chiese che si trovano davvero dappertutto: infatti tutta la popolazione è molto religiosa e si reca molto spesso in chiesa (anche più volte al giorno) che viene in questo caso considerata non solamente come luogo di culto ma anche come ritrovo per aggregazione e per prendere alcune decisioni importanti riguardanti l’isola. Appaiono quasi da fuori come dei ‘circoli ricreativi’ per preghiera. La nostra stanza al tommy’s inn era la nr.2 delle 5 inserite in questa struttura bianca ad un piano davvero ben tenuta. La stanza era a tutti gli effetti una piccola reggia: climatizzatore (mai usato), ventilatore a pale, frigorifero (con addirittura qualche bevanda disponibile ed 1 gallone di acqua potabile), bagno con doccia e vasca, bollitore, ferro da stiro con asse, tv color (che riceveva solo un canale dove trasmettevano per quasi 8 ore al giorno wrestling) e radio con cd player; la dotazione poteva sembrare quasi come quella di un resort a 5 stelle! Ma oltre a queste particolarità che per noi amanti della semplicità sono decisamente superflue, la cosa che ci ha fatto piacere notare è stato l’igiene maniacale con il quale vengono tenute queste stanze. Abbiamo passato la prima mezza giornata cercando di adattarci al nuovo stile di vita e soprattutto cercando di combattere il jet lag in assalto; all’indomani il nostro padrone di casa ci ha gentilmente accompagnati dal simpatico MR. T Car rental dove alla modica cifra di 50$ al giorno (e vi garantisco che in base agli standard questa cifra è molto buona) abbiamo preso a noleggio una macchina bruttina e un po’ malandata che però ci ha servito per tutta la durata del soggiorno senza alcun problema, anche quando ci siamo avventurati in strade piene di buche e davvero in stato pietoso (il tutto faceva molto ‘Camel Trophy’!): fortunatamente mi sono abituato in fretta alla guida a sinistra e al cambio automatico e altrettanto fortunatamente i prezzi della benzina sono discretamente buoni. L’ubicazione del Mr.T Car Rental è a dir poco sconcertante, infatti si trova al di là della pista dell’aeroporto di Deadman’s cay: lo stesso Mr.T si raccomandò prima di uscire dalla sua proprietà e di varcare la pista, di controllare scrupolosamente a destra, a sinistra e soprattutto in alto! La genuinità delle persone che abitano Long island la si può notare fin da subito, anche al volante: tutte le persone incontrate su senso opposto ti salutano con un cenno di mano, con un colpetto di clacson o ancora con un lampeggio delle luci; inoltre molte persone al lavoro lungo la strada, sentendo una macchina arrivare (la quantità di mezzi circolanti è davvero bassa), non esitavano a porgerci anch’essi il loro saluto. Tutti i nostri tragitti erano allietati da musica reggae che proveniva da un nastro cha abbiamo trovato inserito all’interno dell’autoradio. Long Island è un’isola lunga circa 120 Km. e larga poco più di 4 Km.; la posizione del Tommy’s Inn rimane effettivamente un poco a Sud ma il tutto è compensato dall’ottima struttura e dall’ottimo trattamento ricevuto. Abbiamo trascorso in quest’isola 9 giorni che sono effettivamente abbastanza in quanto le cose da vedere non sono poi così tante, ma se non altro abbiamo potuto scoprire a fondo tutto ciò che questo posto ha di bello da mostrare (certi posti anche abbastanza difficili da raggiungere causa segnaletica inesistente): di seguito da sud verso nord elencherò tutti posti che abbiamo visitato:
1) Spiaggia di Capo Verde o di Gordons
Situata lato Mar Caraibico nell’estremo sud dell’isola, proprio dove la strada termina (con un bel cartello ‘STOP’). A destra una breve stradina ciottolosa che attraversa una delle tantissime saline naturali presenti conduce a questa meravigliosa e lunga spiaggia incontaminata bagnata da limpide acque turchesi; in questa spiaggia non abbiamo visto praticamente nessuno, se non di breve passaggio. Le zone migliori dove stazionare in questa spiaggia sono di fronte all’imbocco vicino al ‘parcheggio’ auto, oppure spostandosi un poco verso sud.
2) Spiaggia di Hard Bargain
Situata lato Atlantico; una volta giunti nel piccolo (tanto per cambiare) paesino omonimo troverete sulla destra un piccolo take away con un giardino, alcune panchine e una grande pianta (enorme) che fa ombra a chi si siede: immediatamente dopo una stradina sulla destra dapprima larga poi sempre più stretta vi porterà in una piccola spiaggietta che serve come punto di attracco per alcune barchette di pescatori. Spostandosi verso sinistra in direzione del piccolo yacht arenato una piccola spiaggia discreta con acque basse e calme perché riparate da una insenatura.
3) Spiaggia di Lochabar
Situata lato Atlantico; appena passato il Tommy’s Inn (che rimane a sinistra indicato da un piccolo cartello) fra Miley e Clarence Town, la prima strada a destra con due muretti bianchi ai quali è appesa una classica corda marinara, completamente asfaltata ed in ottime condizioni porta ad un piccolo parcheggio; da qui è possibile proseguire a piedi per qualche metro prima di giungere a questa bellissima spiaggia dove si trova un largo blue hole (letteralmente ‘buco blu’, un punto in cui la profondità dell’acqua passa da pochi centimetri a diversi metri creando un contrasto splendido anche se impressionante). La spiaggia è tutta molto bella anche se ho apprezzato maggiormente la zona a destra del parcheggio quasi di fronte alla piccola villetta fronte mare. Acqua in genere calma, anch’essa perché riparata da alcuni isolotti che stanno di fronte.
4) Spiaggia di Galloway
Situata lato mar Caraibico; imbucare la strada a sinistra all’indicazione ben visibile della guest house Bahamian Mood. Dopo qualche chilometro superato il piccolo ponticello potete entrare nel parcheggio della guest house oppure proseguire verso sinistra e continuare dritto invece che imbucare il secondo ponticello a sinistra. Spiaggia molto carina con mare calmo e posizione molto isolata dove potete stare quasi certi di essere gli unici!
5) Spiaggia di Bonacorde
Situata lato Atlantico; appena passata Clarence Town imbucare la stradina a destra con l’indicazione del Compass Point rent villas; la strada è davvero in pessime condizioni, piena di buche, anche molto profonde, ciottolame e ghiaia quindi prestate davvero molta attenzione (avevo una paura tremenda di sfondare la coppa dell’olio); la spiaggia però è veramente meravigliosa; parcheggiate la macchina nel piccolo piazzale sopra la duna e scendete a vedere la bella spiaggia principale; ma la cosa più straordinaria è la splendida insenatura che troverete proseguendo a piedi verso il sentiero a sinistra del piazzale: una sorta di piscina naturale racchiusa fra due insenature ravvicinate che frenano in maniera pressoché totale il moto talvolta impetuoso dell’oceano. Da vedere assolutamente!
6) Spiaggia di Turtle Cove o Deans e relativo Blue hole
Situata lato Atlantico; quando leggerete l’indicazione di Deans poco dopo arriverete ad un punto in cui sulla sinistra troverete una cabina telefonica blu (della società locale dei telefoni, la Ba.tel.co) ed a destra una strada semi-asfaltata decisamente larga con una piccola costruzione in cemento bianco (sembra quasi una fermata dell’autobus costruita però in cemento). Imbucate quest’ultima e proseguite diritto, fermatevi a fare una foto sulla splendida collina che sovrasta il panorama poi proseguite; la strada incomincia a diventare stretta e di terra. Tenete sempre la destra; la prima strada a sinistra porta alla spiaggia di orange cove (niente di chè), mentre proseguendo il sentiero terminerà in un piccolo parcheggio sulla destra. Da qui proseguite a piedi per circa 30 metri prima di arrivare ad una delle più belle meraviglie naturali al mondo: il Deans Blue hole, ovvero il blue hole (vedi sopra per la definizione) più profondo al mondo (quasi 180 mt.!) con annessa la splendida spiaggia di Turtle cove: essendo una delle principali attrazioni dell’isola vi capiterà sicuramente di non essere soli (almeno nel periodo in cui sono andato io) ma vale la pena sicuramente di andarci più volte perché lo splendore di questo posto non potrà mai essere valorizzato dalle mille foto che troverete sparse su Internet. Salite anche nel piccolissimo sentiero che porta in cima al ‘cratere’ per ammirare lo splendido panorama che si gode dall’alto. L’acqua è abbastanza calda e assolutamente piatta proprio perché circondata quasi a 360° dalla parete rocciosa.
7) Spiaggia di Pinders e Guana Key
Situata lato Atlantico; una volta giunti a Pinders voltate per l’unica strada a destra non asfaltata. La strada ad un certo punto diventa di terra e molto stretta fino a terminare in un minuscolo parcheggio. La spiaggia è larga e molto caratteristica, anche se il fondale è quasi interamente ricoperto di rocce e coralli per cui è indispensabile avere un paio di scarpette idonee. Al largo appare il bel isolotto di Guana Key che teoricamente è raggiungibile anche a nuoto (il mare è calmo e la distanza da coprire è poca) con una bella spiaggia e abitato da delle iguana ‘small-size’. In cima alla collina di quest’isole quello che rimane dell’unica abitazione collocata in questa posizione assolutamente inusuale.
8) Spiaggia di Salt Pond
Situata lato atlantico; appena entrati a Salt Pond (uno dei paesini più grandi) noterete sulla destra un grande negozio che vende generi alimentari e altro (le famose grocery) chiamato HSC (con una bella insegna ‘where the shopping is a pleasure!!!’). All’angolo sulla destra immediatamente dopo l’hsc una strada in buone condizioni conduce a due spiagge molto belle separate da una massa rocciosa con un bel buco al centro (molto fotografata nei vari siti internet su Long Island).
9) Spiaggia di Thompson Bay
Situata lato mar Caraibico; una volta oltrepassato Salt Pond vi accorgerete subito alla vostra sinistra del prolungamento della baia e potrete anche notare una bella spiaggetta raggiungibile dall’unica strada che si protrae all’interno di questo prolungamento (un cartello all’inizio di questa strada indica il Bahamian Village). Una volta imboccata questa stradina sterrata sulla sinistra vedrete un piccolo sentiero (percorribile solo a piedi); parcheggiate l’auto lungo la stradina ed addentratevi nel sentiero. Arriverete in questa piccola spiaggia carina con acque basse dove al largo stazionano diversi yacht e barche da pesca.
10) Spiaggia di Deals
Situata lato mar Caraibico; questa spiaggia rimane praticamente al bordo sinistro della queen’s highway (la strada che percorre Long Island per tutta la sua lunghezza) quindi è facilmente individuabile subito dopo l’indicazione del pesino di Deals; è una spiaggia davvero molto bella ricoperta alle spalle da una fitta vegetazione di pini e alberi di casuarina; qui abbiamo avuto l’incontro con un bel granchio di ampie dimensioni, il quale si era avvicinato di nascosto alla mia ragazza facendola morire di paura!
11) Stella Maris
Lo Stella Maris è il complesso residenziale più esclusivo di Long Island. Si trova su di una collina che domina L’Oceano Atlantico dal quale si gode di una visuale stupefacente. Il posto è contornato di ville tutte molto belle ed eleganti inserite bene nel contesto naturalistico. Qui è possibile vedere anche qualche spiaggia di bellezza però inferiore rispetto alle altre: per potere raggiungere le Love Beaches (così si chiamano le spiagge dello Stella Maris) occorre voltare a destra quando vedete il cartello del negozio di vendita liquori poi proseguire sempre diritto fino al cartello indicante proprio queste ultime spiagge a destra.
12) Spiaggia del Cape Santa Maria
Situata lato mar Caraibico; quando penso a questa spiaggia di Long Island in particolare si susseguono in me emozioni indescrivibili: il posto è davvero spettacolare; questa è indubbiamente la spiaggia più bella di tutte. I colori del mare sfumano da un bianco accecante fino al blu più intenso seguendo una gradazione di colori che comprende davvero tutte le sfumature. La sabbia bianchissima assomiglia a talco e riflette talmente tanto la luce che in alcune foto e riprese fatte da me in questo posto non è possibile distinguere dove finisce la sabbia da dove incomincia il mare! Se potete cercate di recarvi in questo posto verso le 13, periodo della giornata in cui (salvo cattive condizioni meteorologiche) i colori del mare sono ancora più accentuati. Per giungere in questa meraviglia svoltate a sinistra all’indicazione del resort Cape Santa Maria (fra Glintons e Seymours) ed una volta giunti al bivio, voltate a sinistra (vedrete l’indicazione ‘residential area’). Proseguite per circa 1 km poi appena vedete un piccolo parcheggio alla vostra sinistra sistemate l’auto e imboccate a piedi il sentiero sterrato che costeggia la splendida villa di colore bianco: non potrete credere ai vostri occhi appena giungerete alla piaggia!
13) Spiaggia di Newton Cay
Situata lato Atlantico; un’altra bellissima spiaggia con un eccezionale tonalità di colori! Appena oltrepassato Seymours proseguite tenendo la destra. La strada termina in un parcheggio con un piccolo muretto costruito per facilitare l’ingresso in acqua di piccole imbarcazioni. Alla vostra sinistra noterete un ponte in condizioni disastrate a cui viene impedito l’accesso mediante un cumulo di terra depositato proprio per questo scopo (!). Potete oltrepassare quindi a piedi il ponte e proseguire nel sentiero. La spiaggia si presenterà in tutto il suo splendore percorsi 60/70 mt.; anche qui state certi di essere sicuramente gli unici!
14) Columbus monument e spiagge del north end
Situata lato Atlantico; Appena passato Seymours imboccate la seconda strada a sinistra dopo quella che vi porta al Cape Santa Maria. La strada non è in buone condizioni ed è particolarmente lunga prima di giungere al monumento dedicato a Cristoforo Colombo. Il monumento di per sé non è nulla di particolare, ma vale assolutamente la pena di essere visto per il suo valore storico ma soprattutto per la vista stupefacente che si gode da questo promontorio: di fronte a voi tutta la mestosità dell’Oceano Atlantico che infrange le proprie onde contro la parete rocciosa sottostante, mentre alla vostra destra in basso noterete dei piccoli isolotti che per essere raggiunti occorre guadare un piccolo lembo d’acqua con una corrente un po’ forte: meglio farlo sicuramente con la bassa marea! Il senso di libertà che si prova in questo contesto è totale e tanto per cambiare anche qui le tonalità della laguna sono strepitose!
Quando vi verrà voglia di chiamare casa (sempre che ciò avvenga) vi consiglio di affittare un cellulare in uno dei tanti uffici dislocati lungo la Queen’s della Ba.Tel.Co; noi avevamo acquistato una scheda prepagata da utilizzare nelle apposite cabine (attenzione ai nidi d’ape!) ma anche digitando correttamente il prefisso internazione (01139 seguito da prefisso e numero telefonico italiano) una voce registrata ci avvertiva che il numero era incompleto e puntualmente perdevamo 85 cent dal credito residuo. Dopo aver tentato varie volte senza risultati e aver perduto nel nulla 4 dollari abbiamo deciso di rivolgerci ad un tecnico della compagnia, il quale molto gentilmente dopo aver mobilitato gli uffici di questa società ci ha detto che avevano problemi in via di risoluzione nel nodo che collega Nassau a New York (città in cui ha sede lo smistamento satellitare della compagnia): ci ha permesso di chiamare con il suo cellulare e all’indomani ci siamo resi conto che il guasto era stato ripristinato.

Per quanto riguarda il cibo posso sicuramente consigliare la TROPICAL BAKERY a Scrubb Hill (l’equivalente del nostro forno) con ottime torte alla carota, all’ananas e alla confettura di fragole.
il COCO’S RESTAURANT fra Hamiltons e Petty’s, un posto grazioso a cui l’appellativo ‘ristorante’ va però un po’ stretto. Qui è possibile gustare diverse prelibatezze da un menù non troppo variegato tutte però molto buone; è possibile mangiare in loco oppure take away: quest’ultima soluzione è forse la più consigliata in quanto essendo la cucina molto vicina alla sala, l’odore di fritto vi si impregnerà addosso e sarete costretti quanto meno a stendere i panni una notte all’aperto! Va detto senza dubbio che gli isolani non sono proprio attentissimi all’igiene in senso generale (discorso a parte per il Tommy’s Inn) ma questa è una caratteristica del posto quindi occorre senza dubbio spirito di adattamento. Altro posto carino che merita una sosta il MAX CONCH BAR & GRILL a Deadman’s cay. Evitate di prendere cibo (troppo caro) ma gustatevi una bevanda ascoltando musica dal vivo in un ambiente allegro e familiare. In entrambi i posti sopra citati il personale è risultato essere molto gentile.
Le uniche due cose che non mi sono piaciute di Long Island? La conch, ovvero un mollusco molto in voga che vive in queste zone e che viene cucinato nelle maniere più variegate: l’ho trovato troppo ‘lapposo’ e privo di gusto; inoltre è un animale in via di estinzione causa pesca eccessiva. Il mio consiglio è ovviamente quello di evitarlo facendo così un piacere anche alla specie in se per se. La seconda cosa, e questa mi ha fatto veramente imbestialire, sono le condizioni di alcune spiagge del versante Atlantico: piene di rifiuti di qualsiasi genere: dalla bottiglia di vetro a quella di plastica, bidoni di ogni tipo, calzature (!) e oggetti di plastica di varie forme e dimensioni. Ho voluto approfondire questa cosa perché mi ha veramente sconcertato e all’unanimità i locali mi hanno risposto che si tratta di rifiuti che vengono gettati dalle navi (sia da crociera che da pesca) al largo delle coste, e che la corrente trasporta poi questo schifo a riva. Sono state organizzate delle battute di vedetta per cercare di identificare chi fossero questi soggetti senza scrupoli (a cui personalmente auguro ogni male) ma con scarsi risultati. Anche se so che poco conterà, ho scattato qualche foto che spedirò al ministro del turismo bahamense proprio per documentare questo scempio che va doverosamente combattuto. Ho cercato di inserire in questo mio racconto tutto ciò che sono riuscito a raccogliere frugando nella mia mente in questi ricordi splendidi. Nel caso abbiate qualche domanda ulteriore da farmi non esitate a scrivermi.
Lorenzo

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Ci sono 1 commenti su “Long Island 2007

  1. Ciao Lorenzo,sono Brunella – anch’io di Bologna.
    Complimenti, bel diario. Leggendolo trovo ulteriori motivi per pensare a questa destinazione per la prossima vacanza di febbraio/marzo prossimo.
    Mi preoccupo un po’ dei voli – che non trovo proprio comodissimi, sia gli intercontinentali per arrivare, che quelli tra le varie isole, nel caso volessimo fare almeno due tappe (Exuma+Long island, oppure Eleuthera+Long I.)
    Volevo sapere se siete stati soddisfatti del vs. volo (da Bologna a Parigi CDG, poi Miami a Nassau)? C’è anche adesso e costa circa 800-840 euro su portali internet (in agenzia non so). I voli interni di Bahamasair invece non li ho ancora guardati.
    Grazie in anticipo per la risposta

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