Zanzibar: mare e atmosfere coloniali

Costo approx in due: €.2500 per il pacchetto p.c. (Maxitravel) + 400 spesi sul posto

Anche quest’inverno siamo riusciti a ritagliarci il nostro pezzetto di tropico, anzi di equatore!!!
Assieme a due coppie di amici abbiamo infatti prenotato una settimana a Kiwengwa, presso La Villa Beach, con il tour operator Maxitravel di Roma.
La scelta era stata attentamente ponderata, valutando quanto letto nei numerosi diari e forum che si trovano in internet su questa destinazione. Zanzibar infatti ha subito negli ultimi anni un incremento esponenziale nelle presenze di nostri connazionali.

La sistemazione: La Villa Beach è stato scelto in quanto resort molto piccolo e senza animazione: comprende infatti 10 bungalow a struttura rotonda disposti su due file, 8 camere nella grande villa (sia a piano terra che al primo piano), e 2 camere in un’altra costruzione a fianco – 40 ospiti in tutto. Tutte le camere hanno il condizionatore, la zanzariera sul letto e sono pulite.
Il ristorante non è a buffet, ma si è serviti al tavolo con scelta fra due piatti per ogni portata (antipasto, primo, secondo e dessert). La cucina è ottima, il servizio discreto: ricordate che gli alcolici sono a pagamento.
Essendo un villaggio così piccolo, tutto è a portata di mano: spiaggia privata, bar, ristorante. Se ci si vuole allargare un po’ – oltre alle passeggiate sulla spettacolare spiaggia di Kiwengwa di cui parlerò più avanti – ci si può spingere al resort confinante, il Blue Bay, gestito dagli stessi proprietari, per una bella nuotata in piscina o per assistere a spettacoli serali. Anche il Blue Bay è un resort molto tranquillo, ma, a differenza del Villa Beach, ha clientela internazionale e pare sia l’unico ad essere aperto anche durante la stagione delle grandi piogge (aprile-maggio).

Clima: purtroppo il tempo è stato variabile e abbiamo anche avuto un intero giorno di pioggia (sembrava ci fosse un ciclone su Mauritius che influenzava anche la nostra zona). Di solito le grandi piogge arrivano ad aprile: nella prima settimana di marzo pensavamo di trovare un po’ più di sole, ma è andata bene lo stesso! Era comunque caldo umido, e su sei persone un paio sono stati punti da zanzare (a Stone Town di pomeriggio e di sera al resort dopo un acquazzone): quindi non sempre la profilassi comportamentale (gambe e braccia coperte) e l’Autan sono sufficienti!! Tra noi c’era chi aveva fatto la profilassi con farmaci (Doxiciclina-Bassado), per interromperla poi prima del tempo, e chi no. A distanza di un paio di mesi nessuno ha sviluppato nulla, però non si è mai tranquilli!!!
Chi dovesse valutare cosa fare per un prossimo viaggio, consideri bene il periodo e si faccia consigliare in merito dal proprio ufficio di igiene e profilassi.

La località: Kiwengwa, posta sulla costa orientale, è la più grande spiaggia di Zanzibar su cui sorgono innumerevoli resort, prevalentemente a gestione italiana. Ogni struttura ha una parte di spiaggia attrezzata con lettini e presidiata da Masai (reali o solo abbigliati, non saprei dire). Oltre la parte privata si estende la parte “pubblica” che si allarga a dismisura con la bassa marea, ed è frequentata da turisti e locali in egual misura: bambini che vanno e vengono da scuola, a piedi o in bicicletta, venditori di souvenir, pescatori che si offrono di accompagnarti alla barriera (con barca o anche solo a piedi) …insomma un misto di varia umanità in cui ci si “tuffa” volentieri.
Le persone sono cordiali e non troppo insistenti, o almeno questa è stata la nostra impressione.
Direi che il fascino di Zanzibar è racchiuso in questa spiaggia e nella sua gente! Il colpo d’occhio che si ha con la bassa marea – la spiaggia infinita con le colorazioni più incredibili – compensa la scomodità di dover aspettare l’alta marea per poter fare una nuotata (di solito il pomeriggio).
Durante la bassa marea si può raggiungere a piedi la barriera, distante circa 800 mt, con opportune protezioni (scarpette di gomma o sandali in plastica) per evitare i numerosi ricci: si vedono grandi stelle marine, rosse o blu, e qualche corallo isolato. In alternativa, per evitare la camminata di un’oretta con l’acqua a mezza gamba o poco più, ci si può far portare da qualche barca: considerate però che non è molto comodo fare snorkeling fuori dalla barriera di Kiwengwa, perché le onde vi si infrangono con una certa intensità.
Per trovare il mare cristallino e calmo – tipo Maldive – vi consiglio invece di fare almeno qualcuna delle escursioni per mare – vedi sotto.

Escursioni: in spiaggia si incontrano i cosiddetti beach-boys che offrono escursioni analoghe a quelle organizzate dai villaggi, a prezzi ridotti (circa un terzo): noi abbiamo trattato con ****** detto “*********” che bazzica nel tratto di spiaggia a sinistra rispetto al Villa Beach. Gli abbiamo detto che era citato in diversi diari su internet, anzi gli abbiamo lasciato volentieri le stampe di quelli più significativi (**chiedere in privato per il contatto**,lo staff).
Serio e affidabile nell’organizzazione, *** ci ha accompagnato nelle seguenti escursioni:
 Stone town e tour delle spezie (solo il nostro gruppo –mezza giornata–us$ 15/cad.): l’arcipelago produce ancora chiodi di garofano, pepe nero, cardamomo, cannella, noce moscata, frutto dell’albero del pane, jackfruit, vaniglia e lemongrass: passerete in rassegna tutte queste piante (e altre che non ricordo) in una sorta di quiz “indovina il profumo”. Stone Town invece è un posto seducente dove trascorrere un languido pomeriggio: vagando per gli stretti vicoli rimarrete a bocca aperta di fronte alla sua straordinaria architettura che fonde influenze arabe, indiane, europee e africane, e alla varietà dei suoi mercati.
 Safari Blu (noi sei + altri 4 ospiti – giornata intera – us$ 35/cad): ci dirigiamo a sud-ovest, verso la Menai Bay, che è un’area di riproduzione delle tartarughe marine, ed ha numerose barriere coralline e dense foreste di mangrovie. Dal porto di Fumba raggiungiamo in barca una secca isolata per fare snorkeling, poi sull’isola di Kwale ci aspetta un ricco barbecue con pesce, aragoste e cicale di mare. Purtroppo la secca è rimasta isolata per poco – le destinazioni sono le stesse anche per i gruppi provenienti dai resort più grandi: dopo di noi sono arrivate 5 o 6 barche con almeno altre 100 persone. La scena si è ripetuta sull’isola in cui si è svolto il barbecue, dove i beach boys hanno a disposizione proprie griglie e tavoli in piccole capanne, mentre i gruppi dei grandi resort hanno addirittura tavolate da 30-40 persone; qui abbiamo mangiato velocemente e siamo ritornati sulla secca finalmente deserta.
 snorkeling all’isola di Mnemba (solo il nostro gruppo –mezza giornata– us$ 25/cad.): arriviamo a Matembwe con un pulmino, attraversando tortuose strade interne, poi prendiamo una barca fino all’isola di fronte dove sorge un esclusivo resort – infatti non si può scendere a terra: abbiamo fatto uno snorkeling stupendo, ci siamo goduti veramente la mattinata….abbiamo anche visto un gruppo di delfini e i nostri mariti si sono tuffati per cercare di nuotare con loro, con scarsi risultati….nel senso che i delfini sono comunque filati via: noi con la barca li abbiamo seguiti per un po’, poi siamo ritornati indietro per prendere a bordo le nostre metà.

Siamo riusciti ad effettuare le escursioni nelle giornate di tempo migliore. Il safari blu è stato rimandato al giorno successivo, causa maltempo: dopo 10 minuti che eravamo partiti col pulmino, hanno telefonato dalla baia di Menai avvisando che il mare era troppo agitato per la traversata; ciò denota la serietà di **** e dei suoi collaboratori (tutti dotati di cellulare!). Bisogna ammettere che le barche utilizzate non sono un granchè – quindi è bene andare solo con mare tranquillo.

Altre mete, da noi non considerate per mancanza di tempo, possono comunque risultare interessanti:
 spiaggia di Paje sulla costa orientale – gita in jeep
 spiaggia di Nungwi, a nord, l’unica non soggetta alle maree
 baia di Kizimkazi, con avvistamento di delfini molto probabile, abbinato alla foresta di Jozani, dove si trovano le caratteristiche scimmie rosse Red Colobus.

Considerazioni finali: la vacanza è andata molto bene, grazie al fatto di essere un gruppo già affiatato, di aver soggiornato in un villaggio tranquillo e raccolto, e di avere avuto la possibilità di personalizzare un poco le escursioni.
Rispetto a quanto letto nei numerosi diari già apparsi su internet voglio sottolineare i seguenti aspetti:
 aeroporto = vero delirio: la disorganizzazione è assoluta, ci sono file interminabili per visti, timbri, ritiro bagagli, con un dispendio di tempo, fatica e danaro che non ha eguali. Considerato il costo del visto da pagare all’arrivo (us$ 50), la tassa di uscita (us$15 + 8 per il bagaglio), e le mance che vengono richieste da chiunque si trovi nell’area areoportuale (personale abilitato e non)….viene voglia di mandare tutti a quel paese!! Ma poi ci si ricorda che si è in vacanza, si tira dritto davanti a chi ti chiede un dollaro o un euro, altrimenti ti apre la valigia….e pian piano si arriva al pullman che porta al proprio villaggio.
 Il profumo di spezie non sempre compensa quello che vedono gli occhi, cioè la sporcizia nelle strade e nei cortili delle case. Interpellati al riguardo i nostri interlocutori dicevano che il problema sono i loro governanti, tutti corrotti: da noi però si dice “aiutati che Dio ti aiuta!!”
Si spera che un turismo responsabile possa portare un po’ di benessere a questo paese e possa far crescere nei zanzibarini la consapevolezza di dover preservare il proprio ambiente naturale.
 Noi avevamo fatto una vacanza a Malindi anni fa, e devo dire che fare un confronto fra i due paesi è difficile: le spiagge probabilmente sono più spettacolari a Zanzibar, ma d’altro canto dalla costa del Kenia è molto facile organizzare un safari di 2 gg./1 notte al vicino parco Tsavo Est, mentre a Zanzibar diventerebbe tutto molto più costoso (i parchi della Tanzania sono distanti e raggiungibili solo in aereo).
 La presenza dei turisti italiani è veramente massiccia e sta condizionando Kiwengwa: passeggiando per la spiaggia non si sente che parlare italiano, l’eco dell’animazione da un villaggio o da quello seguente si spegne solo quando ci si distanzia un pochino….
 Penso che se dovessimo tornare a Zanzibar con più tempo a disposizione opteremmo per una settimana nella Tanzania continentale in giro per parchi abbinata a una settimana a Nungwi, dove ci sono alberghi e ristoranti di vario livello.

Alla prossima,

Brunella e Maurizio

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Ci sono 2 commenti su “Zanzibar: mare e atmosfere coloniali

  1. grazie MAXX64

    effettivamente ho cannato il paese: frequento ogni tanto questo portale con relativo forum, ma non avevo mai inserito i miei diari. la settimana scorsa l’ho fatto per 2 o 3 e vedo che nella fretta ho sbagliato il paese.
    sono anche entrata in modifica diario ma non ho trovato il campo paese.

    se i moderatori leggono chiedo loro di apportare la modifica.

    A maxx64 dico anche che ho scelto la Villa beach leggendo le varie segnalazione su internet, e tra queste anche le sue su questo portale.

    saluti
    Brunella

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