Polleggio di primavera – Bayahibe – Viva Dominicus Beach

Vi scrivo qualche mia impressione, di ritorno da questo anticipo di estate vissuto ai Caraibi.

Eravamo in quattro: io e mio marito, più Mauro e Rosella, una coppia di amici coi quali ogni tanto “scappiamo lontano”, con le rispettive figlie adolescenti al seguito, o meno. Stavolta le avevamo lasciate a casa, a faticare sui libri, visto l’approssimarsi della fine dell’anno scolastico.

La località
Il nostro villaggio si trova nella parte sud-orientale dell’isola, tra il porto di Bayahibe e il parco nazionale dell’Este, quasi di fronte all’isola Saona: qui nel raggio di qualche chilometro di susseguono pochi resort (i due Viva, Beach e Palace, il Ventadominicus venduto per l’Italia dal gruppo del Ventaglio, e il Canoa Coral), intervallati da qualche spiaggia libera dove troverete i mercatini per i turisti (souvenir di ogni tipo e quadri naif tipici dominicani).

Il villaggio
Il Dominicus Beach si trova in un’ampia baia tra due promontori rocciosi, e prevede sistemazione in camere standard o superior in palazzine a tre piani a 100-150 mt. dal mare, oppure in bungalow fronte mare, o zona giardino, in seconda linea. Tutti gli alloggi hanno l’aria condizionata, il ventilatore a soffitto, zanzariere alle finestre e cassaforte.
Il prezzo da noi pagato (lastminute acquistato da agenzia del circuito Cisalpina) prevedeva la sistemazione in camera standard, essenziale e non tanto grande; dal momento che il tempo trascorso nella stanza era minimo, non ci è sembrato il caso di pagare supplementi per avere una superior o un bungalow, anche perché quest’ultimi si trovavano spesso vicino alle zone di animazione, e quindi non erano propriamente tranquilli.
Il Dominicus Beach è un villaggio informale e più completo e gradevole del vicino Dominicus Palace, che si trova nella baia a fianco e ha la stessa gestione: quest’ultimo è infatti di livello più alto (ad es. ha tutte camere superior, grandi e con due letti king size), ma per il resto i servizi dell’uno sono usufruibili anche dai clienti dell’altro, se pur con alcune limitazioni relative ai ristoranti.
Era la prima volta, almeno per noi due, che alloggiavamo in un villaggio all inclusive: siamo stati sopraffatti dall’abbondanza!! Snack, pizzette, hamburger, e ancor più cocktail, alcolici o meno, serviti a tutte le ore del giorno dai vari bar sparsi nel complesso: per noi la moderazione è stata la regola principale, ma non lo è stato per tutti!
Abbiamo mangiato abbastanza bene, soprattutto nel ristorante principale a buffet; ci hanno un po’ delusi i ristoranti con servizio al tavolo – abbiamo provato il messicano e il grill – di cui avevamo tanto sentito parlare nei forum su internet: a quel punto non ne abbiamo provati altri, ritornando al ristorante a buffet “La Terrazza”, dove prediligevamo pesce e frutta (e pensare che c’era chi si lamentava !!!!). Devo rettificare, una sera ci siamo intrufolati al buffet del Palace, scoprendo che era curato nella presentazione, ma forse più piccolo del nostro e con minor scelta…. Ecco perché i loro ospiti li vedevamo spesso nella nostra parte di villaggio!!!
Lo staff di animazione è composto prevalentemente da personale dominicano, dunque con pochi italiani, e il “menu” che viene servito è il solito: si inizia con giochini da spiaggia, lezioni di aerobica, di aqua-gym e di balli latini, per finire con musical serali con commento multilingue, affinchè siano comprensibili alla variegata clientela del villaggio (sia pur con una prevalenza italiana).

Il clima
Nei 15 giorni precedenti era piovuto molto, nella nostra settimana invece il tempo si è stabilizzato, era caldo ma molto umido: infatti si stava bene solo in acqua o all’ombra a far niente!!
Di mattino il mare era fantastico, liscio come l’olio e con colori stupendi; poi arrivava un po’ di brezza, il mare si increspava un poco, e il sole pian piano diventava più cocente: vi consiglio creme solari ad alta protezione e una esposizione graduale.

Le escursioni
Rammolliti dalle comodità del villaggio e dal caldo, non ci è venuta voglia di provare le gite all’interno dell’isola, anche perché temevamo le zanzare e i sandfly (i terribili moschini neri attivi di giorno) che colpivano già nel villaggio, soprattutto la povera Rosella.
Abbiamo fatto la gita in barca di mezza giornata organizzata dal centro immersioni del villagggio, all’isola Catalinita e a un reef di fronte all’isola di Saona – poiché ci interessava fare almeno uno snorkeling degno di tale nome: abbiamo visto grandi coralli colorati e tanti pesci, anche se non paragonabili alla varietà che si trova in Mar Rosso.
Avevamo appreso che Saona è meta di moltissime escursioni – anche da gruppi in arrivo da Punta Cana o Bavaro – e che ogni tour operator aveva là un tratto di spiaggia riservato: per cui abbiamo evitato l’escursione proposta dal villaggio di una giornata intera perché temevamo di ritrovarci in un gruppo troppo numeroso.
La nostra escursione prevedeva sulla via del ritorno una sosta in una secca, dove l’acqua arriva alla vita e nella quale si trovano grandi stelle marine arancioni e rosse (si possono prendere in mano, ma è opportuno non sollevarle oltre il pelo dell’acqua, altrimenti si possono disidratare in fretta). Anche in questa zona c’era un via-vai di barche, e non tutti i turisti avevano un comportamento adeguato: chi si tirava le stelle marine, chi beveva il rum dalla bottiglia – stando in acqua – neanche fossimo al bar del villaggio!! E’ molto triste vedere a che punto può arrivare qualcuno, pur di divertirsi ad ogni costo!!

Considerazioni finali
La zona di Bayahibe è piuttosto tranquilla, con hotel a basso impatto ambientale: per quello che ho potuto vedere dai cataloghi, diversi da quelli di Punta Cana e Bavaro, che mi sembrano fatti per soddisfare una clientela prevalentemente americana (multipiani tipo Hilton).
Bayahibe é anche molto vicina all’aeroporto della Romana, una ventina di chilometri circa, dove arrivano i charter dall’Italia.
Devo ammettere che, avendo passato solo una settimana qui, in un villaggio all inclusive dove non si è stimolati a muoversi più di tanto (complice il clima), non posso dire di avere conosciuto questo paese, per quanto abbia scambiato qualche parola con il personale dell’hotel o dei negozi vicini.
Sentivo dire che nelle campagne il livello di vita era ai minimi termini, anzi ci sono molti profughi da Haiti – dove stanno anche peggio – che vengono a lavorare nelle piantagioni di Santo Domingo.

Speriamo di avere in futuro la possibilità di ritornare con più tempo a disposizione, per visitare le piantagioni e la capitale, e ….magari il nord, dove in inverno, al largo della baia di Samanà, si possono vedere le megattere.

Brunella e Maurizio

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Ci sono 2 commenti su “Polleggio di primavera – Bayahibe – Viva Dominicus Beach

  1. Non riesco a spiegare quello che provo ogni volta che torno al Viva Dominicus…solo pensando alla prossima volta che
    ci tornerò (la quarta!) riesco a superare la nostalgia che mi assale quando ritorno in Italia e per tutti quei mesi che passo qui.
    Mi basta una canzone, una bachata, un merengue, per riuscire a rivedermi davanti quel panorama, il verde delle palme che fanno da contorno stupendo al turchese del mare, a ripensare al sorriso della gente, di chi lavora nel villaggio, degli animatori, dei giardinieri, delle cameriere, dei venditori di quadri sulla spiaggia, di tutti quelli che col loro duro lavoro e con la loro infinita simpatia e cordialità contribuiscono a rendere sempre indimenticabile una vacanza in quel posto…
    Forse chi non ci è mai stato non riesce a capire, forse sembra tutto esagerato, penserà che sarà come uno dei tanti vilaggi al mondo…
    e invece per che c’è stato, magari non per tutti ma credo per molti, ogni volta è diverso e ti lascia tanti ricordi felici, ricordi di atmosfera magica,
    fatta di panorami, di musica e di spontaneità nei rapporti con la gente, ricordi che ti rimangono nel cuore un anno intero,
    scaldandoti quando qui è freddo e c’è la nebbia, ricordi che ti fanno aspettare e sperare di poterci ritornare presto e magari per più tempo…
    Forse un giorno andrò a vivere a Bayahibe, chissà, magari proprio vicino ai mercatini dove ho conosciuto tanta gente simpatica e magari, quando vorrò concedermi un lusso, entrerò per un giorno al Viva Dominicus, come fanno ora i pochi dominicani che se lo possono permettere…o forse questo rimarrà solo un sogno e continuerò solo a passarci le vacanze, tutte le volte che posso…magari rinunciando a qualche regalo e a tanti acquisti inutili in Italia…
    Ormai è già stato scritto tutto sul villaggio, sull’organizzazione, sulle escursioni, sull’animazione, quindi invece che ripetere le solite cose, ne aggiungo solo una: andateci, provate a godervi la vacanza in tutto, vedendo sicuramente posti bellissimi ma cercando di parlare anche con loro, sia dentro che fuori dal villaggio, cercate di farvi contagiare dalla loro voglia di vivere, con pochi soldi ma con tanta simpatia e allegria, forse è proprio vero che sorridere alla vita un po’ aiuta a superare tante difficoltà……
    Ma andateci con lo spirito giusto, non per criticare tutto e trovare sempre quello che non va, spesso sono solo cavolate che sembrano enormi
    abituati al nostro standard e al nostro frenetico ed esagerato stile di vita, ma per osservare e riflettere su un altro modo di vivere, il loro,
    sicuramente povero ma semplice, spontaneo e di un’allegria che contagia.
    E se alla fine della vacanza, quando salite sull’aereo e ritornate in Italia, morite di nostalgia….vi avevo avvertito! Ma potete sempre tornarci….
    per poco o…para siempre!
    Muchos Besos!
    Danita

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