Libia: dalle sabbie del deserto..

Tour in LIBIA “Dalle sabbie del deserto …” con Best Tours dal 14 al 21 Aprile 2007

Non racconto un “viaggio avventura” ma una esperienza di tour organizzato che ci ha consentito di visitare una realtà ben diversa dalla nostra decisamente in maniera confortevole.
Tutto è nato indubbiamente sotto una buona stella e non abbiamo avuto nessuno degli imprevisti che l’organizzazione ci aveva paventato, quali improvvise cancellazioni di voli interni con conseguenti trasferimenti estenuanti su strada, tempeste di sabbia, modifiche al tour o altro. In Libia tutto dipende dalle organizzazioni locali e l’operatore italiano poco può fare.

!4 Aprile
Volo Alitalia fino a Tripoli dove avremmo dovuto essere “in transito” in attesa di prendere l’aereo (se quel giorno volava ..) per Sebha. Nelle tre ore disponibili in nostro accompagnatore ci ha condotti nella medina lasciandoci liberi di assaporare il primo incontro con questo splendido paese. Lì abbiamo visto “gente vera”, con negozi attrezzati per i locali, non è stato il solito giro per turisti.


Al rientro in aereoporto abbiamo incontrato il poliziotto che si è unito al gruppo e ci ha seguiti per tutto il viaggio: giovane e simpatico, fortunatamente.
Volo per Sebha in perfetto orario, anzi un po’ in anticipo, e pernottamento in hotel delle cui carenze dei servizi igenici sanitari ci avevano ampiamente informati.

15 aprile
Partenza per il deserto con 4 fuoristrada toyota per 19 persone: 12 turisti, 4 autisti, guida, accompagnatore e poliziotto. A parte viaggia il servizio “catering” che ci consentirà di fermarsi per i picnic nel deserto.
La strada è lunga per il trasferimento ma il paesaggio cambia continuamente e sicuramente non ci annoiamo: passiamo da zone verdi, di un verde incredibile, che contrasta con il colore del deserto retrostante, al niente. Poca naturalmente la presenza umana che troviamo solo fino a Germa e Ubari. La strada è asfaltata e si percorre bene anche se gli autisti viaggiano velocissimi e ogni tanto troviamo posti di blocco a cui rilasciamo volta volta una fotocopia del visto collettivo del gruppo. Tutto fila liscio e non perdiamo tempo.
Simpatico il picnic sotto un grande albero sotto il quale troviamo già allestito un tavolo con verdure, formaggio, tonno o sardine, frutta, acqua e bibite. Sotto un albero poco distante è allestito un piccolo mercatino: si tratta di 3 o 4 nigeriani che vengono in Libia a fare la stagione ma non sono assolutamente invadenti: hanno la poca merce distesa sopra un telo ed aspettano. Se non lo fai, loro non si avvicinano.
Nei pressi di Al Awinat imbocchiamo la pista prima su un terreno sassoso e poi su sabbia e …finalmente ci siamo!


Nel campo Magic Lodge Akakus, vicino ai confini con l’Algeria, le tende sono spaziose, pulite, con luce elettrica, letti comodi ed abbiamo pure servizi individuali con docce calde. Incredibile un confort simile nel deserto! Oggi siamo i soli ospiti e ci sentiamo veramente lontani da tutto e tutti. Qui veramente assaporiamo il silenzio e la pace.
Lo scenario è fantastico e, depositati i bagagli, via sulla duna dietro il campo per ammirare il panorama e vedere il tramonto.
A sera cena nella tenda adibita a ristorante. Non manca niente.
Durante la notte viene tolta l’energia elettrica. Nella notte mi sveglio e mi viene voglia di uscire dalla tenda. Vedo un cielo incredibile: mai viste tante stelle.

16 Aprile:
Trascorriamo tutto il giorno nell’Akakus: il paesaggio varia continuamente con formazioni rocciose che spuntano dalla sabbia. In certi punti sembra di essere sulle dolomiti con la sabbia al posto della neve. Queste formazioni rocciose assumono forme diverse che ci divertiamo ad interpretare:


Vediamo pitture rupestri e graffiti antichissimi con scene di caccia ed animali di tutti i tipi (qui un tempo era foresta).
La nostra guida ci fa conoscere una delle poche famiglie tuareg che vivono ancora nel deserto. Anche questa è una esperienza autentica, non fasulla come spesso avviene nei viaggi in altri paesi. A sera rietriamo al campo.
Arrivano altri ospiti, una decina, di un altro tour. Il caso vuole che una di queste la conosco benissimo a casa … Si dice sempre che il mondo è piccolo, ma questo davvero non me lo aspettavo!
Oggi è il mio compleanno e mi festeggiano con torta, candeline ed un po’ di musica. Sicuramente il più bel compleanno della mia vita!

17 Aprile:

Avevo raccontato agli altri delle stelle: alle 3 e 30 ci siamo ritrovati quindi al buio con le nostre piccole pile per vivere insieme questa esperienza unica. Per dormire ci sarà tempo!
Al mattino partiamo da questo campo e ci aspetta un’altra giornata di trasferimento con sosta al piccolo museo di Germa (forse in questo momento siamo poco disposti e poi fa caldo) e siamo tutti in attesa delle dune di Ubari.
Finalmente eccoci …..


Qui niente esiste al di fuori di noi. E’ una esperienza fantastica ed unica al mondo. Anche qui siamo il solo gruppo e le sensazioni che proviamo sono indescrivibili
Cena al campo e poi un tuareg ci prepara il pane cotto nella sabbia. Ottimo davvero.

18 Aprile
Al mattino lasciamo il campo e ci immergiamo in un mare di dune.
Qui l’esploit degli autisti che ci fanno cavalcare le dune, con ondate di sabbia che entrano dai finestrini, fermate a cavallo delle dune stesse ed infine discese a tutta velocità.
In questo deserto in cui i colori si alternano (giallo, bianco, grigio, rosso, a seconda delle proprietà delle rocce che hanno creato le dune stesse) all’improvviso appare un lago le cui acque cambiano di colore durante il giorno. Non è un miraggio ma la realtà.


Ne visitiamo diversi, quello di Gabroun, Unn al-Ma, Mafu e Mandara, quest’ultimo ormai prosciugato. Narra la leggenda che appena il popolo che viveva intorno ha lasciato le proprie abitazioni, le acque hanno iniziato a ritirarsi ….
Usciamo dal deserto e ci fermiamo in un locale frequentato da tutti coloro che, in moto, vogliono addentrarsi tra le dune (con furgone ricambi al seguito….)
Con il rimpianto nel cuore ci dirigiamo verso Sebha dove, forse, un aereo ci riporterà a Tripoli. L’aereo c’è e partiamo, arrivando a Tripoli in tarda serata.

19 Aprile
Al mattino via in pulman per Sabratha, molto bello, ma abbiamo ancora il deserto nel cuore …
Nel pomeriggio visitiamo il Museo di Tripoli, veramente interessante e poi cerchiamo di immergerci nella realtà di questa piccola città. Tutti sono gentili e non invadenti. Da un pulmino alcune bambine mi chiamano solo per stringermi la mano. Mi fanno una grande tenerezza.
Cena in ristorante in cui ci sono solo turisti. Non abbiamo veduto ristoranti per la popolazione locale. Fuori si vedono solo uomini.

20 Aprile
Al mattino ci rechiamo sempre in pulman a Leptis Magna, credo il più bel sito archeologico romano, e rientriamo a Tripoli nel pomeriggio per proseguire il contatto con la realtà Tripolina. Il nostro poliziotto è molto disponibile e ci accompagna volentieri negli spazi liberi dal programma. Da soli non ci lasciano proprio andare …Anche l’esperienza dopo la cena in uno dei pochi bar della città è speciale: solo tre donne del nostro gruppo sedute ai tavoli….. La presenza del poliziotto, per quanto giovane, simpatico ed allegro, ci trasmette una strana sensazione, ma così sono le cose.

21 Aprile
Abbiamo la mattinata libera prima di imbarcarsi per l’Italia e la trascorriamo ancora tra Medina ed altre zone che ancora non avevamo visitato. Salutiamo Piazza Verde e ci dirigiamo verso l’aeroporto che ci riporterà in Italia.

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