Oman – La terra dei Sultani

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Perché Oman?

Perché l’immaginazione corre verso un mondo misterioso e fantastico, perché è ancora poco visitato, perché le immagini che ho visto sono splendide …..

E lui non mi ha davvero deluso.

L’Oman possiede paesaggi totalmente diversi uno dall’altro, la costa che si affaccia sull’Oceano Indiano, il deserto che giunge sino agli Emirati Arabi, le montagne brulle e rocciose, intervallate da magnifiche e verdissime oasi.

Da Malpensa arriviamo a Muscat via Doha.

Soggiorniamo al Al Sawadi.

L’Hotel non è pretenzioso ma si sta benissimo.
Tre ristoranti, uno self service, uno tipico omanita con annessa danza del ventre, il terzo non so, … non l’abbiamo visto.
E’ dotato di una bellissima palestra e di un diving.
Si possono praticare moltissimi sport acquatici e per fortuna, secondo il mio parere, sono molto pochi quelli che scorrazzano con moto d’acqua o banana beach.

Al Sawadi Beach

La spiaggia è molto ampia, molto spesso si è presenti solo in quattro o cinque persone, insomma molto tranquilla.
Purtroppo il marrone della sabbia non rende limpido il colore del mare, qui niente barriera, ma un bagno ristoratore è sempre possibile e gradevole.
[LEFT]Di fronte le piccole isole Sawadi.[/LEFT]

Rivolgendosi al Diving, al costo di 5 Rial a testa (circa 10 euro) un motoscafo, in pochi minuti, ti lascia su una delle Sawadi con un ombrellone e due bottiglie d’acqua. Occorre precisare solo l’ora in cui si desidera ritornare in hotel e poi un angolo di paradiso è tutto tuo.
Noi ci siamo stati 3 volte e per due eravamo soli.
Il mare è limpido e la barriera vicinissima a riva. Il colore del corallo purtroppo è smorto, qualche traccia di un verde brillante, ma la quantità di pesci è veramente incredibile. Pesci pappagalli, chirurgo, picasso …. di dimensioni notevoli e velocissimi …. sono riuscita a fotografarne un paio con grande fatica ….
Sarà il petrolio in abbondanza presente in Oman che li rente così veloci?

Io amo il mare in tutte le sue forme, se non trovo una barriera corallina degna di questo nome mi perdo a inseguire piccoli pesci, a cercare negli anfratti, il mare non mi delude mai, e anche qui ho perso ore e ore a osservarlo.

Primo giorno di riposo alle Sawadi e poi via, verso il vero Oman.

Le strade sono molto ampie e tenute benissimo, molto spesso delle rotonde veramente originali, al centro di esse enormi mappamondi, brocche tipiche, una pila di libri nella zona della scuola coranica.

Partiamo molto presto verso Nizwa, l’antica capitale, una delle principali località turistiche dell’Oman dove troviamo bellissimi gioielli, brocche e i tipici pugnali khanjar.

Visitiamo il mercato e il coloratissimo suq.
Accanto una grande moschea dalla cupola blu e la fortezza dove risiedeva l’Imam. La visita è molto interessante ….. le stanze dell’Imam e delle mogli molto confortevoli e mi stupisce la presenza di una vasca da bagno con acqua corrente.
Il water è addirittura collocato in uno stanzino a parte.
Ogni forma di difesa è presente in questa fortezza, doveva essere estremamente difficile espugnarla.
Ci dirigiamo verso Bahla e a un bivio raggiungiamo i resti di Tanuf, dove si svolse una furiosa battaglia per il possesso di un gregge di capre. Sono rimaste solo rovine ma danno un’idea di come fosse anticamente.
Poco lontano le sorgenti di acqua minerale che viene imbottigliata e porta il nome di Tanuf.

Molti Wadi sono secchi, ma le palme resistono e contrastano con l’asprezza della montagne .
Giungiamo a Al Hamra e ammiriamo da lontano queste case arroccate sulla montagna, poi entriamo nel paese, quasi un paese fantasma. Alcune case sono ancora abitate, ricordano vagamente le costruzioni yemenite.
Entriamo in una abitazione, ci vengono offerti datteri, caffè con cardamomo e una strana marmellata spalmata su di un pane sottilissimo appena cucinato della padrona di casa.
Siamo seduti su di un tappeto ed è estremamente piacevole cullarsi in una ospitalità veramente degna di questo nome.
Dopo datteri e caffè si chiacchiera serenamente di problemi anche piuttosto pesanti e ci rendiamo conto dell’esistenza di un Islam colto, pacifico e aperto al dialogo.

Al ritorno attraversiamo diversi paesi, puliti e ordinati. La nostra guida ci racconta che ogni paese deve destinare un certo numero di abitazioni per anziani indigenti e queste casette sono delle piccole ville, veramente carine!
Il paesaggio cambia in continuazione, montagne brulle e improvvise oasi o coltivazioni di palme da dattero e di manghi, un mare di verde che si interrompe nuovamente per lasciar spazio ad altre montagne aridissime.

Altra meta …..le Dune di Wahiba. Distano circa 260 km., ma le strade, sempre molto spaziose e scorrevoli, rendono le distanze poco faticose.

Le Dune di Wahiba sono montagne di sabbia arancione che si innalzano raggiungendo anche un’altezza di 200 metri. I colori sono splendidi ….. E correre col fuoristrada su e giu’ è estremamente divertente.
Le dune di sabbia rossa si spingono sino al mare alternandosi a cumuli di sabbia bianca.


Se dovessi dire cosa mi è rimasto nel cuore dell’Oman direi proprio questo: un arancione violento e spettacolare, una sabbia soffice e impalpabile, uno spettacolo di incomparabile bellezza.
Le Dune sono abitate da alcune tribù beduine. Chiedo notizie alla nostra guida e scopro che i beduini sono molto ricchi. A cosa è dovuta questa ricchezza? All’allevamento dei cammelli da corsa, infatti sulla strada avevamo notato un “cammellodromo”. Anche le capre hanno un valore notevole e questo permette loro di avere anche a fianco della proprio capanna un bel fuoristrada.
Entriamo e visitiamo una abitazione beduina. E’ costruita in canne di bambu’. Una camera per i figli, una per i genitori, la cucina e un ampio locale per gli ospiti.
A terra tappeti, tutto molto semplice ma originale, e la temperatura è estremamente gradevole, fuori il deserto è soffocante.
Anche qui ci vengono offerti i datteri, il caffè con il cardamomo, e la marmellata già assaggiata, una bellissima ciotola viene utilizzata per sciacquarsi le mani.
Poco dopo giungono altri due turisti svizzeri, le nostre tazze vengono sciacquate nell’acqua dove ci siamo lavati le mani per offrire loro il caffè. Insomma in quella ciotola si è fatto di tutto. A noi e ai due svizzeri sfugge una risata sommessa.
La padrona di casa beduina indossa una maschera molto originale, solo il marito può godere della sua bellezza.
Lasciamo con dispiacere questo bellissimo luogo ma sono molto emozionata per cosa ci aspetta

Partiamo per il Wadi Bani Khalid, uno dei più suggestivi wadi dell’Oman, al cui interno si trovano oasi rigogliose alimentate da sorgenti di acqua dolce.

E’ magnifico!
Mi butto subito in acqua, la temperatura è piacevolissima….
Intorno palme bellissime, rocce a strapiombo di un color bianco intenso, montagne stratificate di vari colori …. Un vero eden.

Il tempo a disposizione non ci permette di visitare altro all’interno ma non ci puo’ mancare Muscat, la capitale, che occupa, con i suoi sobborghi, un’area di circa 50 km
Alcuni quartieri sono separati l’uno dall’altro da basse colline e montagne che dividono in sobborghi le diverse zone della città.
Esiste la zona delle Ambasciate, quella dei rivenditori di auto (Ferrari, Porche ecc.), la Residenza del Sultano, tutti splendidi edifici moderni.
[LEFT]Visitiamo la Moschea, la seconda per grandezza nel mondo. [/LEFT]

Stupefacente il tappeto iraniano di dimensioni enormi, lo splendido lampadario giunto appositamente dall’Austria e i nostri marmi di Carrara.
Il mercato del pesce è il solito vociare …. Resto sorpresa e amareggiata dalla presenza di tantissimi baby sharks ….
Al Suq di Muscat un giovane omanita con le 4 giovani mogli entra in un negozietto e io li seguo.
Resto stupita del clima di serenità fra i componenti la famiglia, il marito sedeva in un angolo tranquillo e paziente mentre le 4 spose sceglievano un capo da acquistare ridendo fra loro come 4 grandi amiche.

Giriamo nei dintorni della città e sostiamo in un hotel da 1.000 euro a notte con annessa pista di atterraggio per elicotteri. Entriamo per utilizzare la toilette e fumiamo una sigaretta in un angolo di divani super lusso.
Beh posso dire di essere stata in Oman in un Hotel da 1.000 euro a notte….
Avrei preferito scoprire Muscat non così moderna, anche se a confronto con le altre capitali degli Stati Arabi vicini è costruita orizzontalmente e non in altezza, il Sultano dell’Oman non gradisce, per fortuna, i grattacieli.

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Scende il tramonto e con dispiacere salutiamo questa terra bellissima. Fra poco raggiungeremo l’aeroporto e diremo addio a tutto cio’. Le Sawadi stanno scomparendo davanti a noi, nel cielo stanno spuntando le prime stelle, la luna spicca nell’oscurità che ci circonda.
Ci sono angoli della terra che rimangono nel cuore, e queste montagne, i wadi, le case di fango rimarranno un ricordo indelebile.

Cosa mi è piaciuto in Oman?

Tutto.
Gli uomini nei loro eleganti e bianchissimi dishasha, alcune donne, completamente vestite di nero con un portamento quasi regale.
La loro grande cordialità e cortesia.
I colori del deserto, delle oasi, del mare …..ricordi da mille e una notte.

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Ci sono 39 commenti su “Oman – La terra dei Sultani

  1. Devo dire che l’Oman si è rivelato esattamente come me l’aspettavo!un luogo dalle mille sorprese con posti quasi magici.
    Oltre a tutto non si è lasciato coinvolgere dall’iper modernismo degli stati arabi vicini,non ha distrutto la propria storia e la propria cultura anzi la mette in mostra con orgoglio.
    Anche la capitale mi è piaciuta! nessun grattacielo, nessun iper-super shopping center, una città bianchissima costruita senza sfarzo ma con molto buon gusto.
    Un viaggio che non dimenticherò.

  2. Finalmente ho trovato il tempo di leggere il tuo Diario..ed immaginavo fosse stato meglio non lo facessi.. :(
    Mi hai fatto venire un’altra “voglia”!
    Che posti splendidi, poi tu ce li fai “vivere” sempre in maniera sublime, sia nel racconto che nelle immagini :ok:
    Perchè devi farci soffrire così ? *-)

    Bellissimo :rose:
    Max

  3. Brava Wanda!!!! Eccezionale come al solito! Pensa tu, che dopo aver visto un documentario sull’Oman mi stavo facendo stuzzicare dall’idea…..vedendo il tuo diario non ho dubbi: prossimo inverno capatina in Oman!!!

  4. Veramente un resoconto splendido accompagnato da foto incantevoli; leggere il diario ti prende ed affascina anche perche’ tutto e’ pervaso da un senso di gioia e positivita’. :)
    Grazie delle sensazioni che sai trasmettere a chi non c’e’ stato e si deve accontentare di leggere e guardare tramite computer. :)
    Ciao

    Gianni

  5. ciao! qualche consiglio per una vacanza in Oman: si trovano facilmente guide e cartine dettagliate del Paese per poter girare autonomamente? il noleggio del 4X4 è molto caro? è necessario avere la patente internazionale? da ultimo: avete informazioni sul tragitto da Dubai a Muscat in 4X4? grazie 1000. Adriano da Torino

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