Chile – Il deserto di Atacama e non solo

Si parte! Il viaggio fai da te in Cile inizia a Genova il 19 agosto 2003.
Raggiungiamo l’aeroporto di Fiumicino in treno, il nostro volo dell’Aerolineas Argentinas, via Buenos Aires, ci porterà a Santiago il 20 mattina.
A Santiago alloggiamo all’hotel Majestic, un 3 stelle pulito e centrale, per questa notte e le ultime due al nostro rientro dal tour del nord. Avremo tempo di visitare la capitale al ritorno e per oggi facciamo un giretto vicino all’hotel e nei mercati rionali dove si può pranzare leccandosi i baffi.

21 agosto: Con un aereo della Sky Airline andiamo ad Antofagasta, prima tappa…ci lasciamo la capitale alle spalle, ma ci torneremo.
Antofagasta è la principale città del nord con un importante porto dal quale i pescherecci partono a ogni ora del giorno.

Nella bellissima piazza centrale svetta il Reloj del Big Ben in miniatura, circondato da giardini, dalla Cattedrale e da un tempio cattolico in stile gotico.
Un innalzamento della piattaforma marina e le successive azioni di erosione hanno formato un monumento naturale che toglie il fiato: La Portada.

L’alloggio per la notte non è dei migliori, ma domani…..

22 agosto: Oggi la nostra destinazione è Calama. La raggiungiamo con la compagnia di bus locale (Turbus), puntuale e affidabile. Siamo già a 2260 s.l.m. e il profumo di Ande comincia a farsi sentire. A 15 km. da Calama c’è Chuquicamata, la miniera di rame a cielo aperto più grande del mondo. Calama è un ottimo punto di sosta per raggiungere San Pedro, ma una notte è più che sufficiente, così decidiamo di acquistare i biglietti del bus per domani, San Pedro arriviamo.

23 agosto: Siamo a San Pedro de Atacama nel primo pomeriggio. La prima cosa che notiamo appena scesi dal bus è la secchezza della pelle e tanta polvere, siamo a 2650 s.l.m., il cielo è terso, sembra finto e tutto intorno svettano i vulcani con le loro cime innevate.
Uno spettacolo con pochi uguali. Ma prima di preoccuparci della sistemazione dobbiamo assolutamente procurarci della crema idratante.
Il nostro campo base per 4 notti sarà l’Hotel Tambillo, pulizia, riservatezza e gentilezza sono le parole che meglio lo descrivono.
La cittadina è un dedalo di viuzze non asfaltate (ecco perché tanta polvere) che convergono tutte nella piazza centrale con i giardinetti e la Chiesa di San Pedro.

Ristoranti, bar, agenzie di viaggi e negozietti sono ovunque, c’è solo l’imbarazzo della scelta, ma non perdiamo tempo e, confidando nella Lonely Planet, ci dirigiamo subito alla Agencia Turismo Pachamama, già sottolineata sulla guida dall’Italia.

24 agosto: Oggi giro in bici! Però che fatica! A questa altitudine (anche se siamo allenati) e con questo clima secco sembra tutto in salita anche se non lo è. Arriviamo fino al Pukarà de Quitor, un sito archeologico, dopo aver guadato ruscelli e ammirato il panorama desertico circondato dai sempre presenti vulcani della Cordigliera (Licancabur mt. 5916 in primis).
Nel pomeriggio l’autista della Pachamama ci viene a prendere e raggiungiamo la Valle della Morte e la Valle della Luna, formazioni rocciose si alternano a distese di sabbia. Fantastico!


Una bella doccia e via a cena. E’ difficile scegliere dove. I ristoranti sono tutti caratteristici e si mangia bene ovunque……quindi ogni sera uno diverso!

25 agosto: La giornata è impegnativa, andremo a visitare le lagune altiplaniche (Laguna Chaxa, Laguna Miscanti y Miniques) e il Salar de Atacama.
Il panorama è … meglio le foto alle parole…….


Un’ottima cena e una bella dormita è quello che ci vuole.

26 agosto: Una giornata di alleggerimento è d’obbligo, quindi mattina bici e pomeriggio cavallo, d’altronde in un posto così come si fa a stare fermi?


Ma stasera a nanna presto…..domani andiamo al Tatyo Geysers

27 agosto: Sveglia alle 4.30! Alle 7 siamo già a destinazione. Siamo a 4300 mt. e la temperatura esterna è –7° (esatto 7° sotto lo zero). L’attività dei geysers dura fino alle 8/8.30 del mattino poi sembra che qualcuno con un interruttore spenga tutto.
Lo spettacolo è impagabile.

Al rientro passiamo per Caspana, attraversiamo altre zone desertiche per far rientro all’Hotel.
Abbiamo deciso che San Pedro ci ha regalato tutto quello per cui eravamo venuti e, alla biglietteria della Turbus, acquistiamo i biglietti per Arica sul bus delle 20.30.

28 agosto: Il viaggio in bus notturno si è rivelato un’ottima scelta. Siamo ad Arica.
A meno di 20 km dal confine peruviano, Arica è una delle località balneari più belle del Cile. Gironzoliamo tra centro città e Oceano e all’Agencia Geotour prenotiamo l’escursione che domani ci porterà al Parque Nacional Lauca e al Lago Chungarà e cerchiamo l’Hotel Diego de Almagro per prenotare due notti.

29 agosto: La nostra guida sembra un cow boy, è un personaggio. Il Parque Nacional Lauca, con aquile, condor, vigogne, viscacce (parente selvatico del cincillà), è una riserva mondiale della biosfera e una delle sue attrazioni è il Lago Chungarà, fra i più alti al mondo (4500 s.l.m.), posto ai piedi di due vulcani gemelli.


Oggi, purtroppo, avendo affrontato l’escursione in un giorno (dal livello del mare a 4400 in poche ore), ho sofferto un po’ di “soroche”, ma dopo aver masticato le foglie di coca, gentilmente offerte da due attempati signori cileni in gita con noi, sono stata molto meglio.
Al ritorno passiamo da Parinacota, attraversiamo la Laguna Cotacotani, avvistiamo un nandù (simile allo struzzo) e raggiungiamo Putre (3500 s.l.m.) per il pranzo, prima di fare rientro in hotel.

30 agosto: Ormai affezionatissimi clienti della Turbus, prendiamo quello delle 9.30 per Iquique. L’impatto all’arrivo è spaventoso. Una enorme collina di sabbia sovrasta la città e sembra che un solo refolo di vento la possa far franare sugli abitanti. La cittadina è graziosa ma non merita più di una notte.

31 agosto: Dopo un giretto da Zofri (un centro commerciale zona franca) decisamente inutile, partiamo con il bus delle 14.00 da Iquique per Antofagasta, dove l’Hotel Diego de Almagro (si chiamano tutti così in ogni città) ci ospiterà per la notte. Stiamo per tornare a Santiago…sono gli ultimi giorni, sigh!

1/2/3 settembre: Santiago, abbiamo due notti e tre giorni da spendere e li sfruttiamo al meglio:
quartiere Barrio Bellavista, Parco Metropolitano, Palacio de la Moneda, e non potevamo lasciare Santiago senza tornare in uno dei suoi favolosi mercati.


3/4 settembre: E’ veramente finita, il boing dell’Aerolineas Argentinas ci riporterà a Fiumicino, via Buenos Aires, e il mitico Air One ci poserà a Genova
…adios Chile

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Ci sono 12 commenti su “Chile – Il deserto di Atacama e non solo

  1. Molto bello anche il Sud Del Cile da vedere.
    ho letto questo diario e mi sono ricordato il mio viaggio di nozze che ho fatto
    nel 1998 considerando anche che ho una moglie italo-cilena.

    Ciao e grazie per il bel diario

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