Costa Atlantica Perle del Caribe + Transatlantica

PREMESSA – VALUTAZIONE GLOBALE: E’ stata una bella vacanza, tutto è andato bene. Se ne avremo occasione faremo ancora crociere Costa, anche se con aspettative diverse, forse scegliendo una nave più piccola, dove, a quanto pare, cucina e servizio sono più curati.
Quasi certamente organizzerò in maniera autonoma il mio rientro a casa, perché ciò che è evidente è che a Costa crociere, una volta attraccata la nave al porto finale, non importa più niente dei propri passeggeri.

VOLI: Volo Air France Milano Mxp – Parigi Cdg.
Parigi – Guadaloupe. In orario perfetto, Un po’ di disagio a causa della lunga attesa a Parigi. Aeromobile comodo, molto spazio tra i sedili, ottimo il catering. Alla luce dei fatti si è rivelato il miglior volo possibile, poiché il charter Eurofly in partenza da Malpensa T2 ha subito un ritardo di 6 ore.
Da segnalare: siamo stati fortunati. Alcuni passeggeri dello stesso volo non hanno ricevuto il bagaglio. Sembra che la colpa vada imputata all’aeroporto parigino.

TRASFERIMENTI– IMBARCO. Comodi, veloci. Molto organizzati. Non è necessario recuperare il bagaglio in aeroporto, viene direttamente recapitato in cabina. Avendo compilato il voucher in precedenza e avendo trasmesso via fax copia dei passaporti la procedura d’imbarco viene risolta in meno di 5 minuti.
Una volta saliti a bordo una cordata di hostess è pronta ad indirizzare tutti alle proprie cabine.

CABINA: Ponte Roma. 4191. categoria esterna con vista limitata. Si è rivelata un’ottima scelta, la porta finestra (apribile) si affaccia direttamente su una scialuppa. Il balcone sarebbe stato un accessorio piacevole per i primi sei giorni, ma indubbiamente inutile per il resto della vacanza considerato il vento e la vista monotona (acqua, acqua, solo acqua…) della traversata atlantica. In sostanza questa tipologia di cabina è molto meglio di un’esterna perché ha la finestra che si può aprire. Unico problema: un difetto al sistema di condizionamento che aspira il fumo di sigaretta dalle cabine limitrofe rigettandolo nella nostra. In questa occasione abbiamo apprezzato molto la possibilità di spalancare la finestra.
Arredamento: Molto ampia e ben arredata, con un bell’armadio e moltissimo spazio per gli abiti. Un letto matrimoniale e divano letto. Ben illuminata.
Cassaforte e televisore con canali satellitari. Bagno grande e funzionale, con un mobile e tante mensole.

CAMERIERE DI CABINA: ottimo. Molto gentile, veloce. Marvin si preoccupa di risolvere eventuali inconvenienti: abbiamo avuto problemi con il sistema di condizionamento e il nostro steward si è dimostrato molto disponibile (anche se il problema non è stato risolto).
Nonostante i nostri orari decisamente “sballati” troviamo sempre la cabina in ordine e rifatta.

La camera viene riassettata alla mattina, nel tardo pomeriggio e alla sera dopo cena, quando viene recapitato il Today e il giornale con la sintesi delle notizie dal mondo.
Abbiamo apprezzato i teli mare verdi da portare a terra, consegnati direttamente in cabina, sempre a disposizione per le escursioni.

NAVE: Molto bella, particolare nel suo genere. Dedicata al maestro Fellini è un sogno in mezzo al mare. La prima impressione è stravolgente, se non fosse appoggiata sull’acqua potrebbe essere scambiata per un palazzo di dodici piani. All’interno di grande impatto gli ascensori panoramici della hall centrale, una sorta di attrazione da luna park che fa venire voglia di fare su e giù tutto il giorno.
Gli ambienti alternano zone molto colorate e ricche di decorazioni, come la zona della hall illuminata da grossi lampadari sospesi, alle sale dei bar in cui spiccano le riproduzioni in bianco e nero di foto d’epoca (splendide!) e dove l’atmosfera è decisamente più romantica
La particolarità di questa nave è che è in grado di offrire molti spazi di quiete e di tranquillità pur ospitando a bordo più di 3000 persone. Fantastici il Caffè Florian, il Caffè di via Veneto e il Bar Paparazzi. Poco conosciuta e ottimo luogo di lettura la Terrazza Giardino.
Da segnalare la pulizia e l’ordine impeccabile degli ambienti comuni.

RISTORANTI. Il vero punto debole.
BUFFET BOTTICELLI. Buono, si salva per la qualità del cibo
Organizzazione e disposizione: collocato al ponte 9 occupa la zona centrale e di poppa. Dispone di 4 linee di buffet a cui si aggiungono la linea denominata Pizzeria Napoli e alcune isole utilizzate a colazione come “angolo salutista”. Un po’ dispersivo. Non tutte le portate vengono servite su tutte le linee, capita quindi di dover attraversare mezza nave per avere un piatto di pasta. Spesso mancano bicchieri o posate.
Servizio: personale un po’ fuori controllo. A volte i tavoli non vengono sparecchiati, oppure i camerieri ritirano piatti pieni mentre l’ospite sta prendendo da bere…
Qualità del cibo: molto buono, menù vario, portate sempre calde.
PISCINA AURORA GRILL: servizio di colazione e pranzo. Grigliate e bruschette. Molto buono e comodo, soprattutto perché permette di evitare la ressa e l’aria condizionata del buffet.
PIZZERIA NAPOLI: funziona da mezzogiorno all’1 di notte. Pizza a fette fino alle 22, poi servizio al tavolo. Ottima.
RISTORANTE TIZIANO: servizio à la càrte. Alti e bassi. Una mensa aziendale con punte da guida Michèlen.
Il giovane chef ha grandi ambizioni, ma in più di un’occasione ha perso totalmente il controllo.
I primi piatti sono generalmente molto buoni, sintomo del fatto che lo chef dei primi è in grado di fare il suo lavoro. Il resto delle portate lascia molto a desiderare, le porzioni sono abbondanti, ma la qualità di alcuni piatti è davvero scadente.
Alla cena di gala sono state proposte capesante gratinate al forno. Ci aspettavamo capesante con pangrattato e prezzemolo invece ci è stato servito brodo di uova, latte e spinaci in cui galleggiavano pezzi di capesante! Rivoltanti.
In più di una cena è stata portata in tavola carne di manzo spacciandola per arrosto, quando in realtà si trattava di bollito…
Servizio: i camerieri si danno da fare, il maitre di sala si è dimostrato molto gentile.
In sostanza il ristorante Tiziano ha bisogno di maggiore attenzione alla qualità e alla presentazione dei cibi. Le portate semplici e legate alla tradizione sono state quelle di maggior gradimento. Gli sguardi costernati degli ospiti in sala e gli applausi tiepidi rivolti allo chef durante la serata finale ne sono stati la conferma.
Costa crociere ha la prerogativa di portare l’Italian style nel mondo delle navi da crociera. Mi auguro che ai turisti stranieri non venga servito lo stesso menu di Costa Atlantica!

PASTICCERIA. Gestita da un incapace allergico allo zucchero.
La tragedia viene al momento del dolce. In generale tutti i dolci serviti a bordo sono mediocri, in più di un’occasione immangiabili. Per non parlare dell’aspetto orribile: abbiamo visto biscotti bruciati, senza forma e spappolati; sembravano fatti da un bambino. Forse un po’ meglio le torte servite con il tè. In ogni caso, per una golosa come me è stata una vacanza da dieta.
Colazione: Abitualmente sono serviti 4 tipi di brioche: 2 cornetti vuoti, muffin di vario tipo e saccottini o girelle. Credo che a bordo fosse finito lo zucchero, perché tutto era privo di sapore. Non c’erano torte o biscotti se non una torta e dei biscottini dietetici, che però erano meglio di quelli normali.
A pranzo al buffet c’erano solo torte di pan di spagna a base di creme improbabili…il rimedio stava nella macchina del gelato.
L’apice viene raggiunto a cena quando ordinare il dolce è un salto nel buio. Per la cronaca è passata alla storia la torta all’arancia insaporita con le bustine di aulin granulare (terribile!) seguita dalla meringa della sera di gala quando mi è stata presentata una meringa grande come un mandarancio appoggiata in mezzo ad un piatto enorme e guarnita con un disegno di salsa al cioccolato. Una vera presa in giro. Gli unici dolci decenti sono risultati la pastiera, che però era ancora mezza congelata, e la torta gelato della penultima cena.
Non male i buffet di mezzanotte, si è salvato quello delle crepès.

BAR: moto belli, ognuno dotato di una caratteristica particolare.
Splendida la riproduzione del Florian all’interno del quale è possibile bere un drink ascoltando musica classica.
Personale dei bar: due osservazioni.
C’è molto personale a disposizione di ogni bar, forse troppo, l’impressione è che manchi il controllo sui camerieri: fanno tutti quello che vogliono e, cosa molto fastidiosa, colloquiano tra loro nella loro lingua (cinese, filippino, coreano…) davanti agli ospiti. Mi risulta che a bordo delle compagnie americane il personale sia obbligato a parlare in inglese, cosa che su Costa Atlantica non accade.
Altra osservazione: nel momento in cui l’ospite presenta un tagliando boys and girl l’atteggiamento del cameriere cambia da sorridente e cordiale a freddo e scorbutico. Questo perché non percepiscono la quota di servizio sul tagliando. E’ capitato che una cameriera alla vista del biglietto ci abbia letteralmente “sbattuto” sul tavolo il vassoio con i drink andandosene senza dire nulla.

INTRATTENIMENTO A BORDO.
Musica: di vario genere, dal latino alla musica contemporanea, passando per la musica classica. Ce ne è per tutti i gusti e ad ogni ora. Pur non essendo esperti abbiamo apprezzato molto.
Spettacoli: ogni sera al Teatro Caruso, proposti in due turni in modo da offrire a tutti gli ospiti la possibilità di partecipare. Di vario genere, musica, balletto, circensi.
Animazione: soft. Adatta allo standard dell’ospite. Interessante la possibilità di seguire i laboratori creativi: ceramica, cartapesta, decoupage. Poco sport, anche per via dell’impossibilità d’uso del campetto flagellato dal vento.

STATO MAGGIORE: lo stato maggiore della nave è composto principalmente da italiani. Il capitano, questa figura quasi mitologica, si è rivelato piuttosto freddino. In occasione del cocktail di benvenuto ha rivolto agli ospiti un discorso di circostanza di circa 20 parole- 30 secondi. Non è andata meglio con le foto con i membri del Costa Club dove, vista la smorfia del suo volto, avrebbe potuto essere sostituito facilmente da una sagoma di cartone. Dopo questa apparizione si è dissolto nel nulla. Nessuno ha più sentito la sua voce, nemmeno nell’occasione in cui siamo stati costretti a rientrare a Martinica, circostanza in cui 2500 passeggeri si aspettavano legittime spiegazioni.

GESTIONE DELL’EMERGENZA: “Signore e Signori attenzione, attenzione! Vi parlo a nome del comandante. Vi comunico che a seguito di una grave emergenza sanitaria a bordo siamo costretti a invertire la rotta e a riportarci sulle coste di Martinica…”Con questo annuncio, letto da uno speaker, a mezzogiorno del 21 aprile, dopo 20 ore di navigazione atlantica, ci veniva comunicata la decisione, presa dal comandante, di invertire la rotta. In un’occasione così particolare tutti si aspettavano e cercavano legittimamente spiegazioni.
Poi il silenzio. Tante voci si accavallano sul caso, ma nessuna proviene da fonti ufficiali.
Alle 23 della sera stessa un elicottero giunto in volo da Guadaloupe cala un verricello sul ponte di poppa della nave al quale viene agganciato un membro dell’equipaggio affetto da appendicite.
Ripresa la navigazione dopo 2 giorni di incertezza, con la netta sensazione di essere in balìa delle decisioni altrui, lo speaker di bordo ci informa che, a causa del tempo perso, siamo costretti a saltare il porto di Barcellona. La stessa comunicazione (Signore e signori buon pomeriggio, dice la lettera!!) viene inoltrata in camera.
Nessuno contesta le decisioni prese dallo stato maggiore. Sicuramente i tempi e i modi delle comunicazioni non sono stati adeguati. Da parte nostra la voce del comandante sarebbe stata gradita.

POLITICA AMBIENTALE COSTA: un paio di osservazioni.
Costa si vanta molto di essere all’avanguardia con tutte le norme in fatto di politica ambientale. Tuttavia, a bordo della nave abbiamo notato qualche cosa che stride un po’ con queste dichiarazioni.
1. che senso ha mettere a disposizione di ogni passeggero una quantità di teli mare illimitata? Osservando le abitudini degli ospiti ho notato che molte persone utilizzavano abitualmente 2-3 teli mare a testa, anziché uno come in tutti gli hotel del mondo, soltanto per sdraiarsi sui lettini. Questo significa lavare dai 2500 ai 5000 teli in più ogni giorno. Abbiamo un’idea di quanto inquini tutto ciò?
2. che bisogno c’è di stampare tutte le inutili fotografie scattate dai fotografi di bordo? Soltanto a noi ne sono state fatte una trentina. Non ne abbiamo comprata nemmeno una. Quanti fogli di carta si potrebbero risparmiare trasmettendo le foto su schermi lcd e stampando solo quelle che vengono acquistate?

ITINERARIO.
Molto bello. Troppo impegnativo se si fosse concluso dopo un settimana (cioè senza traversata)
Porti di sbarco.
Saint Marteen. Bellissimo, una piacevole scoperta. Luogo di turismo d’alto profilo e porto di attracco di numerose navi da crociera. Attracchiamo a Philipsburg da dove prendiamo un taxi per la spiaggia di Orient Bay. Il tragitto costa 9 dollari a persona se si è in due, mentre il prezzo scende man mano che aumenta il numero di passeggeri. Lungo il tragitto abbiamo modo di ammirare i paesini dell’isola: siamo in piena campagna elettorale e qui ogni famiglia si schiera apertamente a favore di un candidato tappezzando la propria casa di volantini, bandiere e manifesti. Per strada la gente indossa le magliette con le facce dei candidati e nel pomeriggio, sulla strada del ritorno verso la nave, finiamo nel bel mezzo di un corteo elettorale che paralizza il traffico dell’isola. L
a spiaggia di Orient Bay è una della più belle che abbiamo visto, quasi meglio della Polinesia. Molto ampia, di spiaggia fine e bianca. Si possono affittare lettini ed ombrelloni oppure ci si può sdraiare nei tratti di spiaggia libera. Consigliamo la prima alternativa visto che dopo sole 4 ore di sole siamo tornati a bordo rossi come aragoste…
Nel pomeriggio facciamo una passeggiata fino alle fine della spiaggia, dove sorge il Club Med, stranamente deserto.
Santo Domingo. Ci avevamo lasciato il cuore sei mesi fa. Siamo tornati a Bayahibe e abbiamo trascorso una piacevole giornata in spiaggia.
Isola Catalina. Molto bella. Perfetta l’organizzazione Costa che ha preparato ombrelloni, lettini e un fantastico buffet sulla spiaggia. Approfittiamo della giornata per rilassarci. Io mi godo l’ombra, visto che a Saint Marteen mi sono arrostita a puntino.
Tortola: paradiso fiscale, città di banche e uffici. L’abbiamo utilizzata come base per l’escursione Costa per Virgin Gorda. Anche qui ottimo a Costa per l’organizzazione del tour. Dopo mezz’ora di barca veloce arriviamo a Virgin Gorda, da qui con dei pulmini ci portano a The Bath. Partiamo per una passeggiata nel bosco attraverso un percorso tra le rocce molto suggestivo. Devil’s Beach è bellissima, molto simile ad Anse sous d’argent delle Seychelles. Facciamo un sacco di foto, anche se la giornata è nuvolosa e i colori rendono solo la metà.
Poco dopo mezzogiorno rientriamo a Tortola e decidiamo di fare un giretto in città. Il caldo e l’umidità sono insopportabili e in giro ci sono solo banche. Felici di essere stati a Virgin Gorda stabiliamo che non ci siamo persi nulla e torniamo a bordo.
Antigua: pittoresca, affittiamo un taxi e facciamo un tour nella zona nord ovest. Passiamo per tantissimi paesini fatti di splendide casette di legno colorato, poi visitiamo il Nelson Harbour, dove sono state ristrutturate le case del vecchio porto dell’ isola. In seguito saliamo al forte (il cui ingresso è compreso nel prezzo del Nelson Harbour), dove possiamo approfittare della vista sulla baia. Infine decidiamo visitare Dickinson Bay una delle 365 spiaggie dell’isola (una per ogni giorno dell’anno…). Non sarà la più bella, che dicono sia HalfMoon Bay, ma qui la sabbia è come borotalco. Ci sdraiamo sotto una pianta e ci facciamo un bel bagno, il mare è trasparente e il più calmo tra quelli incontrati finora.
Lungo questa spiaggia sorge il resort Sandals Antigua, riservato a sole coppie, ne approfittiamo per dare una sbirciatina…sembra davvero bellissimo, ma sicuramente proibitivo.
Martinica: ultima tappa caraibica della nostra crociera è l’isola meno affascinante dell’itinerario. La zona di Fort de France, dove la nave è attraccata, ricorda le città portuali della Francia mediterranea. Grandi condomini a grattacielo che si arrampicano su una collina di cemento.
Anche qui affittiamo un taxi e decidiamo di vistare un po’ di entroterra tra cui una distilleria di rum di inzio 900 sopravvissuta all’eruzione del vulcano Pelèe, che nel 1902 distrusse la capitale dell’isola Saint Pierre uccidendo 30000 persone.
A posteriori possiamo dire che è stata l’isola che ci è piaciuta di meno.
Funchal: è una bella cittadina, che ricorda vagamente le stazioni balneari liguri, con una bella cattedrale e un centro animato e pieno di negozi. Una moderna funicolare sale fino alla cima del monte vicino. Dopo 7 giorni di oceano decidiamo di voler stare con i piedi per terra. Scendiamo dalla nave e raggiungiamo a piedi il paese ( ci vogliono 10 minuti); poi iniziamo a passeggiare un po’ a caso.

SBARCO E TRASFERIMENTO DA SAVONA: Lo sbarco, che dovrebbe avvenire ordinatamente grazie alla divisione dei gruppi per colore, crea qualche problema. Arrivati a Savona attracchiamo ad un molo secondario, poiché al principale, dove sorge il Palacrociere, c’è già l’ammiraglia Concordia. Nessun problema, sul nostro molo è stata montata una tensostruttura che dovrebbe funzionare come zona di ritiro bagagli.
Il nostro sbarco, previsto alle ore 10.15, avviene con mezz’ora di ritardo. Una volta a terra è il caos. Giunti al tendone ci accorgiamo che i gruppi sbarcati prima di noi non hanno ancora ritirato i bagagli (ma lo sbarco per colore non doveva servire a non creare confusione??). Dopo 10 minuti arrivano le nostre valigie. La procedura è la seguente. Le gabbie piene di valigie vengono scaricate con i muletti dalla nave. Una volta aperte le gabbie i facchini provvedono a portare le valigie nel tendone. A questo punto, a rigor di logica, chi riconosce il proprio bagaglio provvede al recupero. Secondo le hostess Costa questo non è possibile. Con un tono stridulo da maestrina zitella apostrofano ai poveri vecchietti: “Dove va? Lei non può prendere le valigie, me le deve indicare!!!” E’ un paradosso. In ogni caso da bravi passeggeri prendiamo il sopravvento e le hostess rotwailer della Costa ci permettono magnanimamente di recuperare le valigie. A questo punto uno dice: “è fatta!”. Basta salire sul bus. Peccato che il mezzo in questione non sia ancora disponibile. Infatti non appena usciamo dal tendone: “C’è traffico, sta arrivando” ci dicono “Manca poco e arriva” , “ Sta arrivando”. Noi siamo fuori, per strada, senza posto per sedersi, senza bere, e in Italia, dopo 20 giorni di sole, proprio oggi il tempo ha deciso di fare freddo. Passano quasi 3 ore. Ho sbranato viva una hostess, che mi dice che ho ragione, ma il bus che ci deve portare a Milano, e che arriva da Milano con gli ospiti della nuova crociera, ha trovato traffico ed è in ritardo.
Ora mi chiedo:
1. Visto che già alle 10 sapevano che il bus era in ritardo, perché farci sbarcare?
2. Se il bus non arriva, Costa Crociere non può affittarne un altro?
3. Ma soprattutto, perché io se non pago in anticipo non salgo sulla nave e loro possono permettersi di mandarmi un autobus con tre ore di ritardo?
4. Infine, visto che questa bella compagnia ha dato il meglio di sé: perché io devo pagare in anticipo per una crociera che mi porta a Barcellona se poi a Barcellona non ci vado?

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Ci sono 3 commenti su “Costa Atlantica Perle del Caribe + Transatlantica

  1. Ho letto il tuo diario…molto ben fatto e dettagliato…
    …non sei la prima che mi parla bene della nave, dei servizi di bordo ma che si lamenta dell’organizzazione Costa…i miei “suoceri” (non sono ancora sposata!!!) hanno fatto la Crociera Perle del Caribe a Gennaio…e non sono stati affatto soddisfatti della Costa come compagnia di crociera, anche loro delusi soprattutto dall’organizzazione, in particolare dei servizi a terra, e dalle escursioni (che loro hanno fatto tutte con la Costa!!!)
    Oltretutto abbiamo mandato attraverso l’agenzia una lettera alla comoagnia, alla quale ci hanno prontamente risposto, controbattendo a tute le nostre osservazioni…in definitiva…hanno una scusa x tutto ed hanno ragione loro!!!
    Logico no!!!
    Fortuna che nel commercio si dice che “Il cliente ha sempre ragione”!
    Cmq brava, bel diario!!

    Lola :rose:

  2. Mi è stato riferito ke sulle navi costa compreso nel prezzo c è la pensione completa del mangiare,ma tutte le bevande sono a pagamento. e che i prezzi sono anche alti. Quindi non saprei, quanto spenderei circa nel bere oltre la spesa della crociera?Quancuno sa qualcosa?grazie

  3. Ciao Mara, complimenti per l’esplicito commento della crociera.
    Presumo tu l’abbia effettuata in aprile 2007.
    Dato che io e mia moglie abbiamo prenotato la stessa dal 14 al 29 aprile 2008 vorrei chiederti alcune notizie:
    Le escursioni on line sul sito costa è possibile prenotarle da casa, ma dato che non c’è l’ora di inizio della stessa ma solo la durata totale, posso prenotarne più di una per la stessa isola e poi quando saprò gli orari definitivi confermare dopo con il pagamento?
    Hai avuto problemi di mal di mare, la nave è stabile? Abbiamo una cabina interna.
    L’abbigliamento è prettamente estivo, ciabatte, pantaloncini ecc. o ci sbalzi di temperatura eccessivi?
    Il pulman l’hai prenotato in agenzia?
    A parte il disguido che hai avuto, il viaggio per milano come è andato? E’ possibile scendere per esempio al casello di Novara?
    Grazie per la tua attenzione
    Francesco
    P.S.
    Se può essere utile, sul sito http://www.costa.it che è fatto molto bene, amio avviso, si trovano molte risposte ai ns quesiti ma non a tutti purtroppo.
    Sul sito risulta che puoi acquistare prima della partenza pacchetti di bevande, acqua, vino ecc. a prezzi più abbordabili che in crociera.

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