Lubecca: Una Nuova Avventura!

Personaggi ed interpreti
1) Loretta: l’organizzatrice (sarei io). Instancabile nel ricercare in rete le mete più stimolanti, i voli più economici e gli hotel più centrali. E’ sempre pronta a partire e per lei ogni viaggio è un’avventura… a volte pericolosa!
2) Maria: l’esperta (eufemismo che si riferisce principalmente all’età). Il suo compito è documentarsi sulla meta prescelta. Piazze chiese, musei, gastronomia (soprattutto!) sono il suo campo d’azione. Metterla in movimento non è facile ma questa volta c’è l’incentivo giusto: i suoi 50 anni da festeggiare!
3) Rossana: l’interprete: special guest di questo nostro week-end. Grazie alla sua conoscenza di inglese / francese / tedesco questa volta nessuna destinazione ci sarà preclusa.

La meta
Il nostro week end di primavera dovrà essere all’insegna del relax.
Cerchiamo quindi una città non molto grande, da poter visitare gironzolando tranquillamente a piedi, il volo deve partire da Orio e l’aeroporto di destinazione essere vicino alla città.
Chiediamo troppo?
Nemmeno per sogno: troviamo una soluzione con Ryan Air per Amburgo – Lubecca partenza alle 16,25 del venerdì e ritorno alle 18,05 di domenica per un costo di euro 54 persona.
Amburgo ci sembra un po’ troppo metropoli per i nostri gusti ma decidiamo che Lubecca è quello che fa per noi.

In viaggio
E fu così che venerdì 20 aprile le nostre tre eroine partono per Lubecca, città anseatica situata a nord della Germania.
Dopo avere lasciato l’auto all’Orio BigPark (prenotazione on-line su www.oriobigpark.comprezzo euro 11,40) arriviamo in aeroporto dove ci aspetta il nostro puntualissimo ed affollatissimo volo.
E pensare che noi ci eravamo illuse di avere scelto una destinazione “alternativa”… sembra che in questo week-end tutti siano diretti qui!

Trasferimento
L’aeroporto di Lubecca (perché è qui che si atterra effettivamente) è piuttosto essenziale, senza fronzoli, adatto alla filosofia dei voli low cost.
Dopo essere uscite ed avere attraversato l’antistante piazzale ci dirigiamo a destra dove, ad una cinquantina di metri, si vede una pensilina e… l’autobus di linea n. 6 che sta per partire.
Con una breve corsa riusciamo a prenderlo al volo, ma non sarebbe stato un dramma neppure perderlo: ne passa uno ogni una ventina di minuti. La fermata più vicina al nostro Hotel è chiamata “Fegefeuer” (costo del biglietto euro 2,30 a persona, si può pagare direttamente all’autista).
Il tragitto è breve (circa 20 minuti) e ci lascia in pieno centro città, ci guardiamo attorno incuriosite e… Lubecca inizia già piacerci!

In hotel
L’hotel che abbiamo prenotato tramite il sito www.booking.com è “CVJM Hotel am Dom”. Lo localizziamo abbastanza velocemente grazie alle indicazioni che ci sono state inviate e mezzo e-mail (si trova vicino al Duomo, come si può intuire dal nome).
Sul sito erano indicate le 7.00 p.m. come orario massimo per il check-in, in realtà quando abbiamo avvisato che avremmo potuto ritardare non ci hanno fatto particolari problemi.
Noi siamo in tre ma sembra che a Lubecca le triple siano merce piuttosto rara.
Presso l’Am Dom abbiamo trovato due stanzette doppie comunicanti con bagno al costo totale (per due notti) di euro 192,00. La prima colazione non è compresa in questa tariffa per chi la desidera c’è un costo aggiuntivo di 5 euro.
La sistemazione è piuttosto essenziale ma pulita e confortevole.
Dopo le 20.00 cessa il servizio reception e la porta principale viene chiusa, per cui ci consegnano le chiavi di una porticina che da sul vicolo laterale grazie alle quali possiamo andare e venire a nostro piacimento.

La città
Lubecca è una piccola deliziosa città il cui centro sorge su un’isola circondata dalle acque del Trave. Ci si accede attraverso una porta, l’Holstentor, che è anche il suo monumento più famoso, la sua immagine simbolo.
La nostra visita inizia proprio lì vicino, al Welcome Center che si trova appena “fuori” dalla porta.
Qui ritiriamo un “Audio Visual City Tour”, in pratica un mini PC che illustra (a voce e tramite immagini sul display) un itinerario alla scoperta di Lubecca. E’ disponibile solo in tedesco ed in inglese al costo di euro 7,50 per mezza giornata e euro 10,00 per l’intero giorno.
Purtroppo sino alla fine aprile l’Ufficio Turistico di sabato è aperto solo fino alle 15,00 e la domenica completamente chiuso (l’orario estivo partirà da inizio maggio e sarà un po’ più ampio). Dovremo quindi fare tutto abbastanza di corsa e restituire l’audio guida prima della chiusura!
Iniziamo così un percorso affascinante che inizia proprio con l’Holstentor e prosegue via via con la Casa del Sale, la Chiesa di San Pietro, la piazza Markt, la Rathaus, la chiesa di Santa Maria, la Burgtor cioè l’altra porta di accesso alla città, l’antico Ospedale di Santo Spirito, la chiesa di San Jakob, il Museo d’Arte Behnhaus, la casa dei Buddenbrook, la casa di Willy Brandt, il duomo e tanti angoli caratteristici.
Tra questi un vero intrico di vicoletti e cortili interni celati nel centro storico a cui si accede da strettissimi ed angusti passaggi, difficili da individuare. Insomma una specie di Lubecca segreta.
Lungo il cammino l’audioguida, oltre ad illustrarci caratteristiche architettoniche e fornirci cenni storici, aggiunge anche alcune curiosità come quella del Diavolo che contribuì suo malgrado alla costruzione della Marienkirche, convinto che si stesse realizzando una taverna.
Una piccola statua del diavolo all’esterno della chiesa ricorda proprio questa leggenda (e naturalmente i turisti sono convinti che toccarla porti fortuna!).

Tutti al mare!
Dopo essere tornati al Welcome Center per restituire la guida anziché tornare in centro abbiamo proseguito verso la stazione, alla ricerca di un mezzo per andare a Travemunde.
C’è un treno che parte ogni ora, costo del biglietto andata e ritorno € 5,27 a persona, e noi scegliamo questa soluzione ma ci si può andare anche in autobus.
In meno di mezz’ora siamo al mare!!! Il Baltico è piuttosto diverso dal nostro concetto mediterraneo di mare, farci il bagno sarà probabilmente una sfida anche in estate, ma c’è una spiaggia immensa con le tipiche “poltrone da spiaggia” ed un’elegante passeggiata sul lungomare.
Non c’è neppure il vento freddo che ci aspettavamo, anzi per un po’ possiamo starcene su una banchina a goderci il sole.
Il tempo è però imprevedibile e mentre stiamo aspettando il treno che ci riporterà a Lubecca arriva un vero e proprio acquazzone.
Niente paura, prima del nostro arrivo in città sono già tornati il sole e la temperatura mite che ci hanno accompagnato per tutto il resto del nostro week-end.

Cucina tedesca
Generalmente noi italiani abbiamo la bizzarra convinzione che andando all’estero soffriremo per la fame e gli stenti.
Ancora una volta ci è stato dimostrato il contrario: la cucina tedesca non sarà, forse, la più raffinata del mondo ma tutti i nostri pasti sono stati gustosi ed abbondanti.
Siamo state alla Ratskeller in piazza Markt una “cantina” molto pittoresca dove si mangia in “intimi” separè ognuno dei quali dedicato ad un personaggio legato alla città di Lubecca e dove abbiamo gustato “enormissime” cotolette e le tipiche aringhe, il tutto accompagnato da una quantità incredibile di verdure e contorni vari.
Anche per la nostra seconda esperienza culinaria siamo state sul tipico tedesco scegliendo la Kartoffelkeller altra cantina storica dall’ambiente particolare (si trova vicino all’Ospedale di Santo Spirito) dove ogni piatto è a base di patate; dicono che anche i dolci lo siamo ma noi non siamo riuscite ad assaggiarli… ci siamo arrese prima per troppa sazietà!
L’ultimo giorno invece siamo andate un po’ a caso e ci siamo fermate da “Potter’s” chiedendoci il perché del nome chiaramente riferito al mitico mago. A parte le locandine dei films appese alle pareti abbiamo capito che la vera magia doveva essere la moltiplicazione del cibo. Le porzioni, se possibile, erano ancora più abbondanti del solito!
Insomma abbiamo sempre mangiato benissimo spendendo circa 15 euro a testa.

Peccati di gola
Resta ancora da parlare delle nostre prime colazioni: una vera esperienza dei sensi.
Siamo state clienti fisse di Niederegger, la casa del marzapane.
Dopo avere attraversato il negozio, siamo entrate nella pasticceria e siamo rimaste affascinate dall’eleganza antica dell’ambiente, dal profumo, dai sapori.
Abbiamo assaggiato cioccolata e cappuccino al marzapane uniti ad una fetta delle loro torte, ce ne sono di tantissimi tipi e l’unico problema… è scegliere!
Nel tentativo di mascherare la nostra immensa golosità dietro un velo di cultura abbiamo visitato il Museo di Marzapane che si trova al piano superiore dove è illustrata la storia del più tipico prodotto di Lubecca.
Ma alla fine non siamo riuscire a resistere: abbiamo dovuto fare acquisti da portare a casa. Che si tratti di una forma di dipendenza dal marzapane?

Auf Wiedersehen
Siamo alla fine della nostra breve vacanza e ci prende un po’ di immotivata malinconica.
E’ vero il nostro week-end è terminato ma è stata una bellissima esperienza, abbiamo conosciuto una città nuova che si è rivelata ancora più interessante di quanto ci aspettavamo e, naturalmente, dolcissima!
Quindi con un sorriso salutiamo Lubecca e ci resta solo una cosa da dire: “Danke Lubeck”

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