Maldive, Veligandu 1-9 Aprile 2007

1 aprile 2007: ecco finalmente il tanto sospirato giorno di partenza.
Siamo in 4, i miei figli di 9 e 12, mio marito ed io; il volo (Eurofly) è previsto da Roma alle 23:55 pertanto attorno alle 21:00 ci presentiamo al banco kuoni per il ritiro dei dox di viaggio. Voglio veramente sorvolare su tutto quello che è potuto succedere perchè sicuramente tutti ne avranno avuto notizia: in sostanza partiamo solo alle 5 di mattina, quindi con 5 ore di ritardo.
Il volo è brevissimo 7,5 ore contro le circa 9 previste, aereo nuovo, non molto comodo, ma abbiamo talmente sonno che ci svegliamo appena ad 1 ora dallo spettacolare atterraggio a Malè.
Appena arrivati in aeroporto ci fiondiamo al terminal idrovolanti perchè dobbiamo partire prima del tramonto, in quanto al buio gli idro non possono volare e rischiamo di farci una notte a Malè.

Il volo in idrovolante è un’esperienza da provare un volta nella vita e rimaniamo estasiati dal paesaggio che vediamo scorrere per 25 minuti sotto di noi………fino al momento dell’avvistamento!

Eccola la nostra isoletta lunga e secca con una lingua di sabbia lunga quasi quanto tutta l’isola! Ci sono un pò di nuvole ed è quasi ora del tramonto, ma la riconosciamo benissimo (prima di partire ci eravamo naturalmente moooolto documentati); dopo un atterraggio dolcissimo, ci avviamo sul pontile verso la reception.
Ci riceve ….., responsabile Kuoni in loco, assolutamente perfetta nello svolgimento del suo lavoro, che ci illustra come si svolge la vita sull’isola, ma molto velocemente, perchè ormai sà benissimo che quando arrivi alle Maldive prima di tutto ti devi buttare in acqua! Ed è quello che dopo 10 minuti facciamo!
Il bungalow è spazioso, un letto matrimoniale e due letti singoli per i ragazzi che si sentono immediatamente a casa; è presente una cassetta di sicurezza, il frigo bar, un bollitore per the e caffè, un armadio (piccolo, ma tanto avevamo pochissimi vestiti).
L’arredamento non era proprio di tendenza, ma giuro che nessuno ci ha dato importanza. Il bagno grandissimo con zona aperta, con tanto di sabbia e piastrelline! Ogni bungalow ha due lettini da spiaggia ma noi ne avevamo 4 in due spiaggette vicine; le spiaggette davanti ai bungalow non sono molto ampie (dipende dalla marea) comunque sono molto scenografiche e private e se ne può approfittare quando non si ha voglia di andare fino alla lingua di sabbia. Tra il bungalow e le spiaggette ci sono molte piante di cocco che i bambini si sono divertiti ad aprire autonomamente per bere il latte e mangiare la polpa (buonissimi, niente a che fare con quelli che siamo abituati a mangiare da noi). Il nostro bungalow era l’ultimo prima degli overwater e poteva appunto godere di 2 piccole spiaggette.
Ma ciò che veramente toglie il fiato a Veligandu è la fantastica lingua di sabbia: una spiaggia talmente bianca e fine che per oltre 200 metri di lunghezza ti riempie il cuore; a destra la laguna, a sinistra il reef, vicino abbastanza da poterlo raggiungere a nuoto, meta quotidiana di fantastiche snorkelate in famiglia con avvistamenti di tutti, ma proprio tutti, i pesci di NEMO.

L’entusiamo dei ragazzi è stato tutta la settimana alle stelle, tanto che abbiamo fatto per ben due volte lo snorkeling safari con la bravissima Elena. Una delle due volte abbiamo perfino beccato il temporale con tuoni e fulmini ma noi, indefessi, siamo rimasti in acqua quasi fino alla fine……………..
La settimana è volata con un unico dilemma mattutino: spiaggette o lingua di sabbia?
Le uniche escursioni sono state le due snorkelate, molto belle, e la pesca al bolentino, che però non rifarei perchè mi hanno fatto pena quei bellissimi pesci presi all’amo proprio da noi!
Tornando alla lingua di sabbia, abbiamo sempre trovato un ombrellone libero, anche quando andavamo in spiaggia più tardi: ci era stato richiesto di non occupare i lettini con gli asciugamani tutto il giorno, ma solo quando effettivamente eravamo presenti, e così abbiamo fatto noi e tutti gli altri ospiti e devo dire che è un metodo che funziona veramente……. l’importante è che non ci siano i soliti cafoni che vogliono por forza fare i furbini (e noi non ne abbiamo visti).

La popolazione tustica dell’isola era molto variegata: circa 20 italiani, poi il resto nord europei, francesi, qualche giapponese; nel complesso un bel clima cosmopolita, rilassante, senza eccessi.
Il personale dell’isola è semplicemente meraviglioso: ti assegnano un cameriere per tutto il soggiorno e lui ti coccola con mille attenzioni ricordandosi i tuoi gusti, consigliandoti quando fare la cena all’aperto, riservandoti un tavolo per una cena a base di corstacei nel giorno miglore per farla…….. bravissimi.
Lo stesso vale per la pulizia; sebbene l’isola sia molto selvaggia, la pulizia è impressionante sia dentro che fuori dalla camera.

Il ristorante è molto bello, pavimento in sabbia, tetto in legno e pareti aperte. Normalmente il servizio è a buffet per tutti i pasti, salvo un paio di serate con cena servita al tavolo. Il buffet propone cibo per tutti i gusti, tutto molto buono e ben cucinato, ciò che abbiamo più apprezzato è la presenza sia a pranzo che a cena di pesce e carne alla griglia cotti al momento che (lo sà bene chi viaggia con i figli) sono un ancora di salvezza. Per i grandi (e anche i bimbi avventurosi) che amano assaggiare specialità straniere, è un vero paradiso: dal sushi ai piatti maldiviani, al sashimi, alla cucina cinese. Ovviamente presente anche la pasta che io non ho proprio toccato ma che mi hanno detto essere abbastanza buona.

In sostanza direi che per Veligandu il rapporto qualità prezzo è fantastico, ma putroppo devo dire ERA, perchè abbiamo saputo che l’isola da Maggio verrà totalmente ristrutturata e dove era il nostro paradisino sorgerà un fantastico 5 stelle lusso che sicuramente sarà mooooolto più costoso
!

Pin It
Tags:

Lascia un commento

Commenta con Facebook