Tunisia del sud: tour fra dune oasi e villaggi

PREMESSA
Anche questa volta, a causa di difficoltà varie ( differenze di budget, di gusti, o di periodo di ferie) mi ritrovo sola a decidere come spendere i miei primi 8 giorni di ferie estive.
Da tempo ho preso gusto a partire da sola, da una parte perché questo è un modo per staccare realmente la spina dall’ambiente che mi circonda tutto l’anno, e dall’altra, ogni volta, ho l’occasione di conoscere persone nuove. Chi mi conosce bene mi attribuisce un animo inquieto e nomade.
Vagando per la rete alla ricerca di qualche offerta, economica e diversa rispetto ad una vacanza balneare, scovo una ghiotta occasione, un last minute cui non si può rinunciare, un tour del sud della Tunisia, viaggio che da tempo progettavo di fare. Superando le prime esitazioni dovute un po’ all’incognita del gruppo con cui avrei viaggiato, e un po’ all’aspetto economico, decido di partire e prenoto.
Mi auguro la mia esperienza, ricca ma, per ovvie ragioni, sintetizzata in questo racconto, serva da stimolo per le persone che, in assenza di compagni di viaggio, rinunciano a vacanze che, spesso, riservano piacevoli sorprese. E’ inoltre la dimostrazione di come, anche con un budget limitato, ci si possa calare in una realtà così lontana e diversa dalla nostra.

1° GIORNO: Italia/Djerba
Partenza dall’aeroporto di Milano MXP alle 11.30 circa. L’assistente del T.O. mi accoglie in aeroporto e mi indirizza verso il mio bus. Durante il breve viaggio cerco di capire, con scarso successo, se intorno a me vi sono i miei futuri compagni di viaggio. Arrivo all’ hotel Djerba Sun Club intorno alle 14.00. Dopo qualche momento utile ad orientarmi, inizio a socializzare.
Trascorro il resto del pomeriggio insieme ad una donna, anche lei sola, che ha scelto, con lo stesso T.O., il tour di 3 gg più soggiorno mare. Andiamo a Midoun col taxi, e lì giriamo il mercato. La località non offre altro pertanto non ci resta che tornare in hotel e, fra una chiacchiera e l’altra, attendere la fine della giornata. Ci comunicano che la partenza dei tour è fissata per la mattina successiva, alle 8.00, davanti all’hotel.

2° GIORNO: Medenine/Tataouine/Chenini/Ksar Ghilane
Dopo la colazione raccatto i bagagli e mi presento all’appuntamento. Davanti all’hotel vedo il fuoristrada, una recentissima Toyota Land Cruiser 6000 c.c., e durante il tour capisco perché è indispensabile avere un mezzo così potente. L’assistente del T.O. mi presenta la guida/autista, Justicia. E’ in questa occasione che conosco i miei futuri compagni di viaggio, una coppia di Genova (Maria Grazia e Giuseppe), una coppia di Carrara (Cinzia e Giuseppe) ed una di Bologna (Caterina e Stefano). Accidenti, ci rendiamo conto di essere in 7, con la guida in 8, e qui nasce il primo problema, non siamo in troppi per un tour che prevede spostamenti così lunghi?
Il fuoristrada è omologato per 9, ma i posti posteriori sono un po’ sacrificati, c’è poco spazio per le gambe..
Fortunatamente fra noi non ci sono cestisti e lottatori, per cui, dopo un po’ di lamentele, decidiamo di partire ugualmente (nel corso del viaggio ci alterniamo nei posti posteriori per cui limitiamo i danni).
Oltrepassato il ponte romano, arriviamo a Medenine dove facciamo una sosta per la visita delle tipiche ghorfas, antichi granai berberi, la cui forma ricorda quella di un alveare.


Ancora mi chiedo dove è il grano in Tunisia..
Proseguiamo per Tataouine dove facciamo un giro della cittadina e del mercato. Nelle stradine secondarie, quelle non frequentate dai turisti, notiamo piccole botteghe di artigiani, pare di tornare indietro di decine di anni..

Proseguiamo per Chenini antico villaggio berbero arroccato sulle montagne. Ai nostri occhi un effetto mimetico, il colore del villaggio è lo stesso della terra eccetto la moschea, bianca, che si distingue sul colle e che raggiungiamo con una breve salita.

Nel pomeriggio, proseguiamo il nostro viaggio verso Ksar Ghilane seguendo una pista desertica di 100 Km..La pista è quanto di più vario si possa immaginare, si passa da un fondo duro e roccioso e ad uno molle e sabbioso. Sussultiamo, ondeggiamo, in punto ci insabbiamo ma, il ns.autista, bruciando mezza frizione, riesce a ripartire. Durante il percorso ci fermiamo alla ricerca di scorpioni e scarabei sotto le pietre che costeggiano la pista, e riusciamo a vederne alcuni, piccoli.

Prima del tramonto raggiungiamo l’oasi lussureggiante di Ksar Ghilane, con il suo laghetto di acqua sulfurea a 32 gradi. Pernottiamo in un accampamento composto da grandi e basse tende berbere da 6 posti letto, usate anticamente dai beduini nomadi. I servizi (in muratura) lasciano un po’ a desiderare, la cena è quasi inesistente, ma i disagi sono ben ripagati dall’emozione della magica notte sahariana, sulle dune, sotto le stelle.


3° GIORNO: Douz/Sabria/Zaafrane
Dopo la colazione partenza per Douz..La prima tappa è alla “Porta del Deserto”, un muro fortificato biancheggiante che, di fatto, divide il deserto nella sua vastità sterminata, dal centro urbano. All’interno della porta, lato deserto, vi è una tribuna, con gradinate, dalla quale è possibile assistere alle corse dei dromedari, vere e proprie gare organizzate periodicamente dalle autorità locali. Procediamo verso la stupenda oasi, ci fermiamo e passeggiamo in mezzo al palmeto osservando anche i colori dei melograni.

Qui Justicia tiene una accurata lezione sulle palme e sul modo che hanno i tunisini di sfruttarne tutte le parti. L’unica delusione è quella di sentire che i datteri migliori sono destinati all’esportazione ( e noi speravamo di farne incetta!) Proseguendo, all’animato, ma turistico, mercato Nouail preferiamo il mercatino “povero” di Zaafrane, frequentato dalla gente locale. Ciò che si presenta ai nostri occhi è il reale aspetto della Tunisia non turistica. Il mercato è un insieme di rudimentali banchetti ai bordi della strada . Le verdure e la frutta vi sono ammucchiate sopra, oppure per terra su stuoie o pezze. Le bilance utilizzate sono antiquate, ancora con i pesi di metallo. Compriamo della frutta, albicocche e banane. Provata dal forte caldo, disinteressandomi dell’igiene, mangio subito le albicocche e, incredibilmente, non accuso alcun problema fisico, né nei giorni seguenti, né dopo il rientro.

In attesa di tornare a Zaafrane, per la classica escursione nel deserto in dromedario, andiamo a visitare la cittadina fantasma di Sabria.
Qui pare di aggirarsi in una terra desolata. Il paese è tutto fuorchè una meta turistica. Per le strade è un vero “deserto”, pochissime persone, qualche animale, perlopiù capre, e distese di sabbia. Non esistono strade asfaltate, bensì, piste di sabbia. Questo è il luogo ideale per godere il deserto e ascoltare il rumore del vento..

Sulla strada del ritorno verso Zaafrane la nostra guida allarga il percorso e, in mezzo al deserto, fuori dai percorsi turistici, ci offre un’ora di rallye avventuroso, a tutta velocità in mezzo alla sabbia e su e giù dalle dune, ogni salita è una piccola impresa, bisogna prendere la rincorsa e salire velocemente, mamma mia che avventura, che tensione!

Torniamo a Zaafrane per la cammellata. Purtroppo, a causa della foschia, non riusciamo a godere il tanto desiderato tramonto nel deserto.
4° GIORNO:Tozeur/Tamerza/Mides/Chebika/ Nefta
Nelle primissime ore della mattina, dopo colazione, partiamo per Tozeur via Kébili attraversando il Chott El Jerid, chilometri e chilometri di strada dove il deserto mostra i suoi tre triplici aspetti: roccioso, ciottoloso e sabbioso.
Il deserto di sale è di una bellezza lunare ed ha mille sfumature di colore, dalle distese di crosta bianca (dalla strada sembra neve) al rosa o verdino dell’acqua , a causa del fosfato di ferro che lascia emergere in superficie la crosta di sale.


Questo sale non è adatto per usi culinari proprio a causa della presenza di minerali. Perlopiù viene venduto in Europa dove viene utilizzato per sciogliere la neve. Proseguiamo verso Tozeur dove visitiamo il museo d’arte tradizionale Dar Cherait (deludente, classica attrattiva per turisti) e la medina, con le sue strette viuzze che, invece, vale la visita. Gli edifici hanno un’architettura molto particolare, sono costruiti in mattoni pieni, cotti al sole, di colore giallo ocra e formano gradevoli disegni geometrici identici a quelli dei tappeti della regione.

Nel pomeriggio, percorriamo la strada che si avvicina al confine con l’Algeria. La strada è asfaltata ma attraversa un panorama bellissimo, essenziale e semi desertico. Visitiamo le pittoresche oasi montagnose di Chebika, Tamerza, Mides e Nefta. Quest’ultima, è l’oasi con il palmeto piu’ grande della Tunisia , ed è nota per la “Corbeille”, la caratteristica forma assunta dall’oasi.
Chebika con il suo palmeto all’interno del canyon e la vista dall’alto dei dirupi verso il chott è magnifica!

Tamerza, altra piccola oasi di montagna, è famosa, oltre che per il suo palmeto, anche per le sue fresche cascate, una delle quali è denominata la grande cascata, grande per loro ovviamente, chissà cosa penserebbe un canadese a tale proposito… E’ suggestiva la vista dal canyon, in virtù delle forme particolari assunte dalle rocce erose dall’acqua e dal vento nel corso dei millenni.

Facciamo una puntata a Mides, a 6 Km. da Tamerza, per ammirare il villaggio fortificato arroccato sul bordo di uno strapiombo impressionante.
5° GIORNO: Fatnasa/Gabes/Tamezret/Toujene/Matmata
Partiamo per Fatnasa dove ci fermiamo ad osservare le sabbie ghiacciate. Proseguiamo poi verso Gabes, cittadina affacciata sul mare, un luogo, si dice, pieno di storia, abbellito da palmeti, ma, recentemente, consegnato all’industrializzazione. E’ un proliferare di fabbriche e raffinerie a causa delle quali, pare, vi sia un tasso di mortalità molto alto. Facciamo una breve sosta ad El Hamma, e ci dirigiamo verso il caratteristico mercato delle spezie di Jara, dove facciamo acquisti.
Proseguiamo per Matmata. Qui visitiamo un’abitazione troglodita. L’entrata dell’abitazione è tinta di bianco come la parte bassa delle pareti, sulle quali sono dipinti la manina di Fatima (simbolo di fertilità) e un pesce turchese (simbolo porta fortuna). Le varie stanze della casa si affacciano su un atrio centrale, un vero e proprio cratere scavato nella roccia.

La seconda parte della visita a Matmata è riservata al set di guerre stellari, anche questo classica merce per turisti. Disinteressati a questo tipo di attrattive, preferiamo l’escursione ai villaggi berberi di Tamezret e Toujene.
Sulla strada tortuosa per Toujene ci fermiamo per gustare il panorama, qui regna la pace.


A pochi passi da noi, corre una volpe, purtroppo, data la velocità, non siamo riusciti a fotografarla.
6° GIORNO: Rientro a Djerba
Dopo la colazione intraprendiamo la strada del ritorno, verso Djerba via Jorf
Lungo la strada restiamo impressionati (anche se li avevamo già visti ad inizio tour) dalla grande quantità di venditori di benzina di contrabbando, proveniente dalla Libia. Pare la vendano a 10/20 centesimi di euro al litro. E’ un susseguirsi di “esposizioni” improvvisate, pile e pile di taniche, in attesa di acquirenti.

Arrivati in porto, dopo una breve attesa, ci imbarchiamo e, in dieci minuti di traghetto, arriviamo a Djerba. Facciamo il giro del capoluogo Houmt Souk, del souk, del villaggio di ceramisti di Guellela, di un venditore di tappeti. La parte interessante del tour è finita.
Dopo il pranzo la guida ci offre un fuori programma, il tour della costa, da Houmt Souk a Zarzis. Facciamo una breve sosta sulla spiaggia vicino al Ventaclub Helios, curiosamente deserta, dopodichè rientriamo all’hotel Sun Club.

7° GIORNO: Djerba. Giornata di meritato riposo dedicato al mare..
8° GIORNO: Rientro in Italia.
CONCLUSIONI
E’ stata una esperienza eccezionale sia per le località visitate e i paesaggi ammirati che per le persone incontrate, persone che si sono distinte per simpatia, sensibilità, adattabilità ed anche per quella piccola dose di spirito di avventura sempre utile per affrontare i piccoli imprevisti che un tour nel deserto può riservare. Le ringrazio pubblicamente (su mio invito verranno anche loro su Il Giramondo) per non avermi fatto sentire, mai, neppure per un istante, la single del gruppo.
Due parole sulla guida, Justicia, un quarantenne djerbino. Si è rivelato una vera sorpresa. Personaggio certamente eccezionale, “alternativo”, divertente, a tratti imprevedibile, ben preparato dal punto di vista culturale, con una ottima conoscenza dell’italiano (autodidatta ci ha detto), dotato di grande simpatia e di comunicabilità e, poi, un vero esperto di piste Sahariane (ottimo rallista) e di meccanica. Oltre ad averci spiegato molte cose sulla cultura, sull’economia e la politica tunisina, ci ha risparmiato qualche mercatino, e ci ha regalato momenti di autentico divertimento.

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Ci sono 23 commenti su “Tunisia del sud: tour fra dune oasi e villaggi

  1. Bellissimo diario Carmen, hai saputo descrivere bene quei luoghi così belli.
    Ho avuto la tua stessa esperienza col numero di persone dentro un unico fuoristrada e ricordo anch’io i posti dietro :shock: meno male che anche noi ci alternammo nei posti migliori come avete fatto voi.
    Giustissima considerazione sul vostro autista, avete avuto davvero fortuna a trovare una persona intelligente che facendovi saltare qualche mercatino vi ha fatto guadagnare le dune ;)

    g

  2. [b:1e6fab7107]non potevo fare a meno di riguardare queste splendide foto!!!!!!!!un po’ mi e’ mancata la tunisia, ma con il tuo diari….stasera ci sono ritornata…per un po’….bellisssssssimo!!![/b:1e6fab7107]

  3. Complimenti per l’interessante racconto e per le suggestive foto, davvero belle anche se quando ho visto gli scorpioni…:shock:pelle d’oca fino al cuoio capelluto!!! E’ più forte di me, sono completamente aracnofobica! Comunque è veramente bello, fa venire voglia di andarci e di vivere quelle esperienze:ok:.

  4. Ioluce wrote:
    grazie di cuore ragazzi :rose: Pur avendo limitato al massimo le mie considerazioni temevo di essere stata prolissa e noiosa.., invece pare non sia così :D :bacio:

    molto bello speriamo di vedere metà delle cose descritte
    (partiamo l’11 agosto)

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