Marzo in Canada tra Ontario e Québec

Pensiamo a questo viaggio da anni e l’ideale sarebbe stato partire in autunno, quando il Canada esprime il meglio di se con i suoi colori, ma dal momento che ogni volta ci trovavamo a rimandare, abbiamo deciso di approfittarne ora che se n’è presentata l’occasione.
Le temperature non erano di certo dalla nostra parte: – 35° fino a qualche giorno prima della partenza e bufere di neve. Riempiamo la valigia di maglioni e quanto di più pesante abbiamo.
Il 14 marzo alle 6.20 parte da Ancona il nostro aereo Air Dolomiti per Monaco, dove alle 11.45 decolliamo con l’Air Canada. Verso le 16 s’iniziano ad intravedere i primi ghiacciai: è la Groenlandia! Distese di ghiaccio, iceberg, insenature, laghetti: uno spettacolo che dura circa 3 ore, quando iniziamo a sorvolare le prime terre canadesi.
Atterriamo alle ore 15.55 locali al Lester B. Perason International Airport di Toronto. L’aeroporto è grandissimo, ci sono guardie ed assistenti dovunque a dare indicazioni ai passeggeri. Il controllo passaporti è abbastanza lungo anche grazie ad un fraintendimento con l’addetta che aveva capito fossimo diretti ad Edmonton (stato dell’Alberta) invece che Hamilton e non si capacitava quando le spiegavo che ci saremmo arrivati in macchina in una mezz’oretta!
Gli operatori svampiti non finiscono qui: quello dell’autonoleggio li batte tutti! Più di un’ora di tempo per ritirare l’auto solo perché stava cercando la prenotazione nel posto sbagliato!
Una volta a bordo della nostra Jeep Cherokee e preso confidenza con il cambio automatico il navigatore satellitare ci porta sull’autostrada che conduce ad Hamilton.
La temperatura è di 13 gradi (contro ogni previsione)!
Hamilton è il principale centro siderurgico del Canada, ma nonostante le alte ciminiere fumanti, tutt’intorno si estendono spazi verdi e parchi.
Alle 18.30 arriviamo a casa della zia dal Canada, in un quartiere di grandi viali, con le casette in mattoncini rossi tutte su un piano rialzato ed il giardino avanti e dietro.
Arrivano a salutarci i primi cugini e nipoti e restiamo a chiacchierare finché il fuso orario non ci fa letteralmente crollare!

15 MARZO 2007
Oggi le temperature sono “leggermente” scese di una quindicina di gradi…
Grazie al fuso ci svegliamo praticamente all’alba. Per iniziare la giornata non c’è niente di meglio di una ricca colazione canadese con wafel, succo d’acero, crostata ai mirtilli, maritozzetti con l’uvetta, succo di frutta ed una fumante caffettiera tutta made in Italy!
Oggi restiamo ad Hamilton e giriamo un po’ la città, così come i rinomati outlet di Mississagua, anche se io non vi ho trovato nulla d’interessante.
Dopo cena ce ne andiamo in un pub dove si gioca a biliardo e si suona musica dal vivo.
All’interno del locale ci serve una cameriera croata, molto simpatica, che quando ha saputo il nostro paese di provenienza non si è lasciata scappare l’opportunità di una chiacchierata tra europei.
Il locale era semi deserto, ma i pochi che avevano deciso di trascorrere del tempo al Derby (nome del locale) sembravano usciti da un telefilm americano anni 70…tutti vestiti e pettinati in stile country..peccato che non avete potuto godere dello spettacolo di ballo!
Lontano anni luce dai locali europei!

16 MARZO 2007
Oggi si parte per la visita di Toronto. La temperatura scende sempre di più e grazie al vento si percepiscono (si chiama wind chilly) ancora meno gradi! Andiamo verso Toronto costeggiando il Lago Ontario: è 2 volte più grande del nostro mare Adriatico ed oggi, con le onde alte, tutto sembrava tranne che un placido lago!
A farci da guida c’è una nostra amica di origini italiane che abita a Toronto da sempre, ma che non rinuncia all’estate nel Bel Paese!
Abita in un quartiere alla periferia di Toronto, in una bella casa con mobili antichi e tanti ricordi della nostra città! Quella mattina c’erano dei vicini a darle una mano a ridipingere il pavimento del garage (anche loro emigrati, di origini abruzzese, con il tipico “italianese”, ovvero quel mix di italiano dialettale che hanno portato insieme alle loro valigie e l’inglese imparato una volta arrivati in Canada!)
La nostra visita di Toronto inizia dall’ Ontario Palace, un complesso ricreativo costruito sulle tre isole artificiali; il Fort York e poi la CN Tower strumento di trasmissione radiofonica e televisiva che con i suoi 533mt merita il primato di edificio più alto del mondo, nonché icona della città! Un’affusolata colonna di cemento in netto contrasto con il vicino tondeggiante Skydome. Incredibile come riesca a reggersi in piedi…Un ascensore ci porta in alto alla velocità di 22km/h dove ci aspetta una vista della città a 360°, nonché un pavimento di vetro con il “nulla” sotto ai piedi, a prova di vertigini, messe a dura prova da ragazzini impavidi ed incoscienti che provavano la tenuta dei vetri saltandoci sopra! Quando c’è bel tempo si può persino scorgere la nuvola di vapore delle Cascate del Niagara! Dopo aver riempito la memory card di foto da ogni angolazione, decidiamo di rimanere a pranzo al ristorante roteante, il 360 (chissà perché?). Il menù è vario, le pietanze sono forse un po’ troppo elaborate, ma gustose. Non è eccessivamente caro, considerando che mostrando la ricevuta alla cassa viene rimborsato il prezzo del biglietto dell’ascensore.
Terminata la visita alla CN Tower diamo una sbirciatina all’interno dello Skydome, dove giocano i Blue Jays, campioni di baseball. Oggi non c’era alcuna partita, ma al centro del campo è stato allestito un enorme luna park dal momento che questa è la settimana del winter break, quando cioè le scuole restano chiuse per 7 giorni.
Ancora non ci siamo abituati alle temperature canadesi, quindi proseguiamo la visita attraversando la città attraverso il labirinto di corridoi sotterranei detti PATH che collegano le zone principali della città. Entriamo alla Union Station, uno dei pochi edifici storici della città, così come il Royal York Hotel, l’hotel più antico della città; vediamo l’Hockey Hall of Fame, sistemata in un bellissimo ex istituto bancario proprio all’incrocio con Yonge St. la via più lunga del mondo con i suoi 19km!!! Passeggiamo ai piedi dei grattacieli svettanti del Financial District con le vetrate d’oro ed argento sulle quali si riflette la longilinea CN Tower.
Quello che più mi ha colpito è che nonostante ci trovassimo in pieno centro della città più grande del Nord America, il traffico è assolutamente regolare, non si sentono clacson e c’è pochissima confusione. Ci dirigiamo verso la Old City Hall, ovvero il vecchio municipio: uno splendido edificio in arenaria rossa ed il tetto verde spiovente, in netto contrasto con quello che oggi è il nuovo municipio, proprio dall’altra parte della piazza dove in inverno viene allestita una pista di pattinaggio sul ghiaccio. Due torri speculari a mezza luna racchiudono una struttura bassa e tondeggiante e ricordano un occhio… contenti loro…io mi sarei tenuta il vecchio! Ma tutta la città è un continuo contrasto tra il vecchio ed il nuovo, tra tesori monumentali del passato e grattacieli innovativi ed edifici moderni.
Dall’altra parte della strada è stato costruito l’Eaton Center: uno dei più grandi centri commerciali al mondo. Visitiamo il negozio Roots, uno dei pochi marchi di abbigliamento canadese sopravvissuti ed acquistiamo 2 paia di scarponcini Timberland, decisamente più economici rispetto ai prezzi in Italia!
Terminiamo la visita della città a piedi e torniamo a prendere la nostra auto per visitare i quartieri limitrofi al centro, ovvero quelli delle varie comunità. Negli ultimi 2 secoli la città è stata presa d’assalto non solo dai nostri connazionali, ma da immigrati da ogni parte del mondo, soprattutto oltreoceano. Ecco perché l’Unesco l’ha definita la città al modo più ricca di contrasti!
Arriviamo fino alla collina dominata da Casa Loma, un castello in stile medievale che visitiamo solo dall’esterno.
Questa sera restiamo a cena a Toronto, in un ristorante nel quartiere di Woodbridge dove si sono stabiliti moltissimi Italiani.
Nevicava già dal pomeriggio, ma quando siamo usciti dal ristorante c’era quasi una bufera e ci siamo fatti il ritorno verso Hamilton dietro ad uno spazzaneve!

17 MARZO 2007

Ci svegliamo alle 8 con il sole che penetra tra le fessure della finestra e, ad aspettarci fuori c’è un magnifico paesaggio innevato.
Dopo la solita abbondante colazione verso le 10 partiamo per Niagara che dista poco più di 60km da Hamilton. Nonostante il sole le temperature sono rigide: – 4°C.
Il navigatore ci porta dritti al parcheggio del vecchio Casinò, in pieno centro e gratuito. Per arrivare alla strada principale che porta alle Cascate, decidiamo di passare all’interno del casinò stesso, ma all’ingresso una guardia mi chiede un documento pensando che avessi meno di 19 anni! Credevo scherzasse, gli dico che la sua richiesta mi lusinga, ma che ne ho ben 10 di più! Lui ancora più seriamente dice che senza documento non mi avrebbe lasciato entrare. Torno in auto dove avevo lasciato il passaporto e glielo mostro, ma la guardia era ancora perplessa: secondo lui la persona sulla foto non ero io! Dopo aver tolto cappello, occhiali e sciolto i capelli, seppur non proprio convinto mi lascia passare!
Attraversiamo i mille suoni e luci delle slot machine e tavoli del casinò e dell’Hard Rock Cafè, fino alla strada principale che porta alle cascate. Le prime che si intravedono sono le Cascate Americane: le Bridail Veil Falls (cascate Velo da Sposa), e poco dopo le maestose ed imponenti Horseshoe Falls (cascate a Ferro di Cavallo), per la loro forma a ferro di cavallo. Oggi sono più affascinanti che mai circondate dal paesaggio innevato e l’acqua che penetra nei bordi ghiacciati, fino ad infrangersi sulle enormi rocce cadute a seguito dell’erosione. Anche il lago sottostante è quasi interamente coperto di ghiaccio. La nebbiolina formata dal vapore sembra congelarsi all’istante! La promenade ci porta fino a Table Rock, il punto di osservazione più privilegiato proprio sull’orlo della cateratta. Da lì sopra ci rendiamo conto dell’enorme portata d’acqua e ghiaccio che si riversano nel fiume sottostante. Lo spettacolo è mozzafiato e sebbene non siano le cascate più alte che abbia visto, sono di certo le più possenti!
Avevo previsto foto in gran quantità, ma il sole riflesso sul paesaggio ghiacciato ed il vapore acqueo, rifletteva una luce accecante!
Siamo rimasti comunque a goderci questo spettacolo roboante ed unico al mondo e che ogni anno attira più di 13 milioni di persone (oggi invece solo per noi e per pochi altri!) finché il freddo non ci è entrato nelle ossa e ci ha costretti a cercare riparo da qualche parte per riscaldarci. Abbiamo mangiato un panino, fatto due passi a Clifton Hill, la strada dove si trovano i maggiori alberghi, il luna park, negozi ed attrazioni di ogni tipo: una piccola Las Vegas canadese.
Riprendiamo l’auto e nel pomeriggio decidiamo di visitare le 3 cittadine dell’Ontario rurale, famose per le loro comunità amish e mennonite. Iniziamo da St. Jacobs: parcheggiamo sulla strada principale, fiancheggiata da edifici originali del diciannovesimo secolo, botteghe di artigiani e panetterie e ci sembra davvero di tornare indietro nel tempo. Soprattutto quest’ultima attira la nostra attenzione: il profumo che proveniva dal forno non ci ha lasciati indifferenti! Ci sono tanti tipi di torte, pasticcini, pane, miele, sciroppi d’acero e prodotti tipici. Le ragazze sono vestite con gli abiti e le cuffiette tipiche di questa comunità. Prendiamo un caffé e dei pasticcini che gustiamo sulle panche e tavolini in legno fuori dalla panetteria ed una torta alla frutta per la cena di stasera. Purtroppo il mercato, ovvero la parte più autentica di questa città, aveva già chiuso! Visitiamo una fabbrica di scope e ripartiamo. Andando verso Kitchener teniamo d’occhio tutte quelle case immerse nei campi arati, dove non vi è la presenza di pali dell’elettricità.
Rientriamo ad Hamilton per cena.

18 MARZO 2007
Oggi lasciamo Hamilton e dopo colazione partiamo per Ottawa. Il tempo è splendido ed anche oggi, malgrado il freddo, splende il sole.
Prendiamo l’autostrada (a tratti a 5 corsie!) che costeggia il Lago Ontario e alle 13.45 arriviamo a Kingston, un tempo capitale dell’Ontario. Parcheggiamo l’auto sul lungo fiume ed iniziamo il nostro giro a piedi prima al porto, dove d’estate partono i traghetti per il classico giro verso le 1000 Island, ora completamente ghiacciato, poi al Comune, il massiccio edificio neoclassico che domina il parco lungo il fiume lungo e quando la fame comincia a farsi sentire cerchiamo un posto dove mangiare su Princess St. Ci fermiamo al The Sleepless Boat, un posto carinissimo, molto colorato, con tanti quadri e libri, dove si ascolta musica new age e si mangia pure bene!
Con lo stomaco pieno facciamo ancora un giro per la città e visitiamo la maestosa Cattedrale di St. George e le altre numerose chiese della città, poi ripartiamo per Ottawa dove arriviamo alle 19.30 e scegliamo l’Hotel Embassy & Suites per trascorrere le 2 notti previste nella capitale canadese. Sistemati i bagagli scendiamo subito per una prima occhiata a questa città, capitale del Canada, anche se non ha affatto le sembianze di una capitale: sia per i soli 780mila abitanti, sia per la particolarità di essere divisa in due regioni (Québec con Gatineau e Ontario). La città sorge sulle rive dei fiumi Ottawa e Rideau ed è suddivisa in zona est ovest ed est dove si trova il Byward Market ed una serie di ristorantini e locali.
Il freddo è davvero pungente e siamo costretti a trovare presto riparo in uno di questi. Optiamo per il Luxe Bistro, locale alla moda dove si mangia bene e si spende relativamente poco, però è ottimo per passare una bella serata in mezzo a gente giovane!
La passeggiata digestiva si riduce in una specie di corsa per rientrare in hotel a riscaldarci.

19 MARZO 2007
Stamattina splende il sole su Ottawa e cominciamo la nostra giornata con un’abbondante colazione, forse la prima vera canadese. Siamo da Nate’s, lungo il Rideau St. locale tipico anni ’70 dove abbiamo mangiato uova, prosciutto, toast, pancakes con burro e succo d’acero e caffè!
La città antica è costituita da un centro antico non molto vasto e quindi facilmente girabile a piedi. C’è parecchio movimento in giro, ma nel complesso la città sembra molto vivibile e sul genere molto British per i suoi palazzi in stile anglosassone.
Facciamo un giro al Byward Market che con i suoi variopinti negozi di generi alimentari e ristoranti rappresenta la parte più turistica della città.
Ci avviamo poi verso il maestoso Parlamento: tre edifici in stile neogotico tra cui la sottile Peace Tower, o torre dell’orologio alta 91 m. Avremmo voluto visitare gli interni, ma oggi è il Budget Day, corrispondente alla nostra finanziaria. Facciamo comunque un giro nel cortile circostante che offre una bella vista sul Canale Rideau che divide l’anglofona Ottawa dalla francofona Hull.
Dalla collina si vedono anche la National Gallery e la cattedrale di Notre Dame che raggiungiamo a piedi, mentre comincia a nevicare.
E’ quasi mezzogiorno e quando arriviamo alla cattedrale c’è una messa in corso. Ci sediamo ed aspettiamo la fine per poter poi visitare la chiesa senza disturbare.
Avremmo voluto visitare la National Gallery ma Closed on Monday!
Nevica sempre di più e siamo intirizziti dal freddo così entriamo al Rideau Center, un centro commerciale dove mangiamo un panino e girovaghiamo un po’. Dal momento che anche la nostra guida ci conferma che molti musei ed attività sono chiusi di lunedì e che le condizioni meteorologiche non favoriscono la visita a piedi della città, torniamo in hotel a prendere l’auto per attraversare il grosso ponte di ferro che collega le due città di Ottawa ed Hull ed arrivare così in Québec. La città non è niente di eccezionale, ma offre uno splendido panorama sulla sua dirimpettaia.
Rientriamo a metà pomeriggio in hotel dove ci rilassiamo (e soprattutto scongeliamo le ossa!) nella sauna.
Anche stasera dobbiamo cambiare i nostri programmi: avevamo previsto di cenare in un ristorante tipico aborigeno, ma una volta arrivati lì una ragazza ci dice che il locale è chiuso per una festa privata. Ripieghiamo così per il Royal Thai proprio lì a fianco: un ristorante tailandese decantato dalla Lonely. Niente male, ma soprattutto velocissimo!
Tirando le somme Ottawa non ha davvero le peculiarità di Capitale di un paese vasto come il Canada, anzi ha l’aria davvero provinciale e culturalmente sviluppata. Purtroppo il lunedì c’è ben poco da fare in quanto quasi tutti i musei sono chiusi.

20 MARZO 2007
Non saremmo mai potuti ripartire senza aver visitato il Parlamento! Così, terminato il budget day, prima di partire verso una nuova meta, stamattina ci alziamo alle 7.30: nonostante il sole fa un freddo glaciale e c’è un vento pazzesco; i marciapiedi sono ghiacciati e noi camminiamo facendo attenzione a non scivolare, mentre sfrecciano accanto a noi canadesi che fanno jogging incuranti del ghiaccio e del freddo! facciamo colazione da Starbucks con un litro di caffé ed una brioche da mezzo chilo e alle 9 siamo di fronte all’ingresso del Parlamento per la nostra visita guidata di 45 min in inglese. Il gruppetto è davvero ridotto dato il periodo e l’orario: siamo solo in 7! Il Canada è una monarchia costituzionale ed il capo di stato è la Regina d’Inghilterra, sebbene con un ruolo essenzialmente simbolico. Visitiamo il Centre Block dove, in uno dei lunghi corridoi, incontriamo Ken Dryden (chi?!?!?): ora ministro liberale, ma diventato famoso per essere stato portiere della squadra di Hockey dei Montreal Canadians. Praticamente un’istituzione in Canada come ci hanno confermato tutti gli altri partecipanti alla visita, compresi i 2 bambini che hanno confessato di avere il suo poster in camera. Visitiamo la biblioteca, davvero magnifica in legno e ferro battuto con una quantità di libri e volumi impressionante.
Terminata la visita, saliamo in ascensore sulla Peace Tower: la vista da quassù è davvero superba e poi oggi è una giornata assolata e limpida. Si vedono i grattacieli del distretto finanziario, le chiuse del Canal Rideau ora completamente ghiacciato ed adibito a pista di pattinaggio, le guglie dello Chateau Fairmont, la cittadina di Hull, la National Gallery, la Cattedrale…
Terminata la visita del Parlamento rientriamo in hotel, facciamo check out, carichiamo le valigie sull’auto e ripartiamo: direzione Québec!
Lasciata Ottawa il paesaggio è completamente pianeggiante e campagnolo: distese di campi innevati con qualche casetta sparsa qua e la. Il nostro navigatore non ci consiglia l’autostrada ma una strada parallela e molto paesaggistica. Ad un certo punto la voce del GPS dice “ed ora imbarcate l’auto sul traghetto”….Traghetto!??!!? Subito dopo una curva ci troviamo di fronte ad un fiume e ad un traghetto con il portellone aperto che c’invitava a salire. 7 $ e ci porta dall’altra parte del fiume, attraverso un canale scavato dalle rompighiaccio!
Alle 11.30 arriviamo a Montebello per la visita al Park Oméga. Alla reception paghiamo il biglietto d’ingresso e compriamo un sacchetto di carote. Ci danno una cartina con il circuito da percorrere in auto di circa 10km e diversi itinerari da fare a piedi di varia lunghezza. A causa della neve caduta in questi giorni, alcuni di questi cammini sono interrotti. Iniziamo con il giro a piedi consigliato: il paesaggio è magnifico, completamente innevato ed assolato. Il silenzio regna e si percepiscono solo i rumori della natura. Il primo avvistamento è un grosso alce proprio sotto al ponticello in legno dove camminiamo; poco più in là un altro e tornando indietro incontriamo un gruppo di lupi bianchi. A bordo dell’auto proseguiamo il giro. Lungo la strada ci vengono in contro cervi, daini, stambecchi, cinghiali, bisonti, ed altre razze tipiche del Nord America come il Wapiti. Possiamo attirare gli animali con le carote, così si avvicinano al finestrino per prenderle. Sul bordo della strada ci sono orsi lupi grigi e bianchi, coyote ed orsi neri: è magnifico. E poi sintonizzando la radio dell’auto sulla frequenza del parco si possono ascoltare spiegazioni sugli animali e le loro abitudini. Il paesaggio è vario: si succedono laghi, praterie e vallate, foreste e colline rocciose. E’ strano che sulle guide non sia indicato questo parco dove si possono scoprire numerose specie di animali selvaggi in libertà nel loro habitat naturale. Vale davvero la pena!
Alle 14.30 usciamo dal parco davvero soddisfatti e ci rimettiamo in strada per Québec City dopo esserci fermati in un ristorantino verso Mirabel.
Arriviamo verso le 19.30 all’ Hotel Fairmont Le Chateau Frontenac dove abbiamo prenotato 2 notti: è l’hotel più fotografato al mondo, simbolo della città dall’architettura fiabesca.
Un ragazzo ci accompagna in camera e ci spiega i vari servizi dell’hotel. La camera è piccolina ma molto bella con vista direttamente sul San Lorenzo!
Usciamo subito per fare un giro di questa città che ha un’atmosfera davvero magica: le strade sono innevate ed illuminate da una luce soffusa. Ceniamo in un pub sulla via principale dove suonano anche musica dal vivo, davvero molto carino!

21 MARZO 2007
Anche oggi è una splendida giornata di sole anche se le temperature sono sempre di qualche grado sotto lo zero.
Facciamo colazione in una boulangerie in rue St Jean dove sfornano brioche calde proprio sotto i nostri occhi. E poi il cappuccino è davvero delizioso. Facciamo un giro della città vecchia Alta dove si respira un’aria parigina, partendo da Place des Armes proprio di fronte al nostro hotel.
Sulla Terrasse Dufferin passeggiamo fino alla Cittadelle, sotto di noi sul San Lorenzo scivolano lastre di ghiaccio di fronte alla città di Laval sull’altra sponda. I mattoni rossi ed il tetto spiovente verde dello Chateau che contrastano con il blu del cielo sono visibili da ogni punto della città.
Con la funicolare scendiamo verso la città vecchia bassa: Rue Petite Champlain è un gioiellino di botteghe artigianali con le insegne in legno e ferro battuto ed i famosi murales, ovvero dipinti sulle pareti delle case che rappresentano scene di vita quotidiana d’un tempo. Il fondo dell’Escalier Casse Cou (ovvero a rotta di collo, forse per la pendenza della scalinata!) offre uno scorcio fantastico sulla Città Alta. Québec è forse la città che più ci è piaciuta nel nostro itinerario, così altera e sicura del proprio fascino, con una grazia che ammalia ogni visitatore.
Facciamo un giro a Place Royal e al porto da dove si gode delle vista migliore sulle torri ed i frontoni medievaleggianti dello Chateau; dopo un centinaio di foto risaliamo alla città Alta. Pranziamo alla Casse Crêpe Breton, dove fanno delle crêpes sia dolci che salate davvero eccezionali!
Passeggiamo un po’ in Rue St. Anne, compriamo i primi souvenirs, poi torniamo in hotel a prendere l’auto per andare verso Beaupré. A circa 7km fuori da Québec City si trovano le cascate di Montmorency, più alte di quelle del Niagara, ma niente a che vedere con le più famose! E poi tutto è ghiacciato, acqua inclusa! Continuiamo verso Beaupré e dopo altri 20km arriviamo alla Basilica di St. Anne, una specie di parco religioso: la basilica è davvero imponente e tutt’intorno sono stati costruiti motel per i pellegrini, negozi di souvenir e strani hotel a forma di cappella.
Rientrati in hotel ci lasciamo coccolare dai servizi offerti dal nostro albergo: piscina, idromassaggio, palestra, bagno turco…
Alle 21 usciamo per cena e proprio di fronte all’hotel si trova il ristorante Aux Anciens Canadiens, un locale tipico raccomandato, ma alle 21.15 è già troppo tardi e la cucina è chiusa. Scendiamo all’ora al Vieux Port, al Bistro Le Cafè du Monde, un ristorante in stile parigino proprio sul San Lorenzo. Abbiamo mangiato un filetto con insalata davvero ottimo!
Il Vieux Port offre una vista sulla città altra davvero insuperabile!

22 MARZO 2007
Sveglia alle ore 8 e partenza per St. Catherine del Jaques Cartier, località dal nome stranissimo che ogni inverno ospita uno dei due hotel di ghiaccio esistenti al mondo.
Arriviamo a destinazione e alle 11 inizia la nostra visita guidata in inglese. La struttura è davvero impressionante: viene costruita a gennaio con dei grossi blocchi di ghiaccio e distrutta in aprile; oltre l’ingresso si trovano sculture a forma di camino (ovviamente senza fuoco!), sedie e tavoli, dove sedersi non risulta affatto rilassante! Entriamo nelle camere (dove per dormire al freddo e al gelo si spendono dai 200 ai 600 dollari!). Sui letti ovviamente di ghiaccio sono stese pelli animali; ai clienti viene dato un sacco a pelo e…sogni d’oro! Ci sono persino dei camini nelle camere…ma con dei doppi vetri, quindi il calore rimane imprigionato all’interno e non rischia di sciogliere il ghiaccio. Ogni stanza è diversa dall’altra: c’è quella con il letto dentro ad un igloo, quella con i tronchi ed i rami dei pini, quella con i letti a forma di castello; come ogni hotel di classe che si rispetti non può mancare la beauty farm…all’aperto! C’è una jacuzzi d’acqua calda ed una cabina sauna; c’è persino una cappellina (con altare e panche di ghiaccio) dove da gennaio hanno già celebrato 75 matrimoni); una discoteca, 2 bar. Insomma, non manca proprio niente…non fosse che non vediamo l’ora di uscire per “scaldarci” all’aperto!
Alle 12 ripartiamo in direzione Trois Rivières dove arriviamo dopo un’oretta circa: le guide dicono che la città sia una delle più belle del Québec, adagiata sull’incrocio di 3 canali, ma oggi non aveva nulla d’invitante. Sarà stata la pioggerellina che rendeva il paesaggio grigio, i locali chiusi sul lungofiume, resta il fatto che ci fermiamo solo per un panino prima di ripartire verso Montreal.
Una delle città più grandi del Canada ci accoglie con un traffico da vera metropoli all’ingresso della città. Dopo un’ora di coda riusciamo ad entrare. Facciamo un giro orientativo in macchina e decidiamo per un hotel fuori dalla Città Vecchia e sulla strada per il Quartiere Latino: Hotel Les Suites Labelle, le camere sono davvero grandi, con cucina e internet free.
Sistemati i bagagli andiamo a fare due passi alla Città Vecchia e al trasgressivo Quartiere Latino traboccante di dinamismo ed attività. Qui si scatena la vita notturna, soprattutto universitaria di Montreal, in un crogiuolo di razze e culture. Lungo l’affollata Rue Saint Denis si allineano bar, caffè bistro, locali, pub, librerie e negozi di ogni genere, diventando punto di riferimento culturale per gli abitanti di Montreal. Ceniamo a base di hamburger, zuppa, torta d’acero e gelato al cocco.
Giriamo ancora un po’ per queste viette piene di gente, luci e musica, prima di ritornare in hotel.

23 MARZO 2007
Finalmente le temperature stanno risalendo sopra lo zero e girare fuori è decisamente più piacevole. Dopo un’abbondante colazione in hotel torniamo verso la Città Vecchia: da Champs de Mars alla Basilica di Notre Dame, attraversando i vicoli lastricati, edifici d’epoca, case coloniali e facciate settecentesche. Oltre il Vieux Montreal si affaccia il lungofiume con il moderno Centro delle Scienze.
Da Place des Armes prendiamo la metro fino a Mont Royal. Arriviamo ai piedi della “montagna”, immenso parco dove gli abitanti della città trascorrono il loro tempo libero. Dal momento che il girarlo a piedi è praticamente impossibile, decidiamo di rimandare la visita e tornare più tardi in auto. Siamo dalle parti del rinomato Schwartz, il tempio della carne affumicata dal 1928! Avevamo letto sulla guida che ogni giorno si formano code all’ingresso: oggi non si fa eccezione! Aspettiamo circa 15 min mentre un cameriere gestisce il traffico di persone che entrano ed escono dal piccolo ristorantino ed assegna i posti sui tavoli in comune. Ordiniamo 2 panini con patatine fritte ed il coleslaw, un’insalata tipica. Nemmeno il tempo di segnare l’ordine e già arrivano i nostri gustosissimi piatti. Che bontà questo sandwich imbottito di carne magra affumicata!
Rientriamo a piedi in hotel passeggiando per le pittoresche viette di Montreal con le sue case a mattoncini colorati, le scale a chiocciola all’ingresso, i tetti spioventi ed i balconi in legno.
Come previsto, prendiamo l’auto per andare a visitare Mont Royal: il monte è ancora per gran parte coperto dalla neve, ma gli sportivi non si scoraggiano e sono in molti a fare jogging sulle sue pendenze. In cima alla salita troviamo il Cimitero Notre Dame des Neiges (anche qui c’è gente che corre o passeggia). Ci fermiamo al Lac aux Castors, ora una pozzanghera di ghiaccio immersa in un bosco, ma che in estate dev’essere davvero bello! Qui la polizia gira a cavallo. Andiamo poi all’imponente Oratorio di St. Joseph, molto simile al Sacre Coeur di Parigi, in posizione panoramica sulla città. Scendendo di nuovo verso la città, ci fermiamo al Belvedere, una terrazza panoramica da cui di gode la vista più bella della città.
Prossima tappa Parco Olimpico: il Bidôme, una specie di conchiglia in cemento dove sono stati ricostruiti quattro ecosistemi tipici delle due Americhe e le rispettive flora e fauna; lo Stadio Olimpico, un’enorme strutture capace di ospitare 80mila posti, dominato da una straordinaria torre pendente a cui il soffitto è appeso mediante dei grosse funi: l’obiettivo era quello di far aprire il tetto dello stadio come un ombrello tirato da questi cavi. Il progetto costò un’enormità, ma non funzionò mai.
Verso le 18 rientriamo in hotel, ma ancora non ne ho abbastanza e decido di tornarmene al Vieux Montreal a fare un giro e ad ammirare il tramonto dietro i grattacieli della città, dominata dalla Croce di Maisoneuve sul Mont Royal.
Stasera si torna al Quartiere Latino in un ristorante giapponese “Keyaki”: anche qui arriviamo alle 21 passate e sebbene non ci fosse già più nessuno ci fanno accomodare. Abbiamo praticamente tutta la sala per noi ed un ragazzo squisito che alle 22.30 ci avverte gentilmente che avrebbero dovuto chiudere già da un pezzo…Ci scusiamo, terminiamo ed usciamo nella movida di Rue Saint Denis.
Alla mezzanotte TANTI AUGURI VECIO!

24 MARZO 2007
Dopo aver fatto colazione e preparato le nostre cose, usciamo per andare al Marché Bonsecours, un edificio neoclassico che ospita negozi di artigianato, gallerie d’arte e boutique.
Con la metro andiamo a Sherbrooke a fare ancora un giretto e pranziamo da Le Commencal, un ristorante vegetariano self service dove si paga a peso.
Si ritorna verso Toronto e ci fermiamo a casa dei nostri amici per festeggiare con loro il compleanno. Ceniamo allo Swiss Chalet, poi andiamo in centro tra Yonge St. e Bloor St. dove si trova una grossa concentrazione di locali notturni. Qui si usa affittare grosse limousine per farsi accompagnare nei vari lunge bar e discoteche, per fare poi lunghe file all’ingresso: se non c’è la fila il posto è da sfigati!
Noi scegliamo il Belvedere, un bar al 51esimo piano di un grattacielo. Il posto è molto carino: c’è musica, ma non troppo alta così si può parlare, i cocktail sono buonissimi e poi si può uscire sulla terrazza e da qua su la vista è davvero superba!

25 MARZO 2007
Ormai siamo agli ultimi giorni che trascorreremo insieme a parenti ed amici che vediamo poco ed alcuni addirittura mai conosciuti!

26 MARZO 2007
Oggi si torna a Niagara! All’andata ci fermiamo a Niagara on the Lake, cittadina a 20km dalle cascate dalle vie alberate e le case ottocentesche in riva al lago. Ritorniamo alle Cascate, parcheggiamo di nuovo al casinò e, come 15 giorni fa, anche stavolta non vogliono lasciarmi entrare e mi chiedono i documenti!
Compriamo gli ultimi souvenirs al negozio sotto al casinò (qui si trova davvero di tutto, magari non a prezzi proprio popolari, ma cose davvero carine!); ceniamo al Rubytuesday e poi andiamo verso le cascate per lo spettacolo notturno di luci, purtroppo rovinato dalla fitta nebbia creata dall’umidità e dal vapore delle cascate.

27 MARZO 2007
Ultima giornata a Toronto. Facciamo ancora un giro Downtown per Yonge e Bloor Street, pranziamo da Katz, una catena di ristoranti specializzati in carne affumicata e alle 15 ritorniamo in aeroporto per riconsegnare l’auto, fare check in e partire con il nostro volo alle 19.45.
Il volo del ritorno è stato decisamente migliore di quello dell’andata visto che l’abbiamo fatto in prima classe! Mi è quasi dispiaciuto scendere! Alla fine arriviamo a Monaco dove abbiamo solo 20 min per non perdere la nostra coincidenza per Ancona che prendiamo davvero al “volo”.
Siamo stanchi, ma soddisfatti: il Canada ha superato di gran lunga le nostre aspettative e l’abbiamo lasciato con la promessa di tornarci per visitarlo coi i caldi colori dell’autunno.

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Ci sono 1 commenti su “Marzo in Canada tra Ontario e Québec

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