Rodi: cultura e suggestioni si fondono con un mare incantevole

Dopo due anni di “last minute” quest’anno decidiamo di prenotare con largo anticipo la vacanza estiva. Passo l’inverno a cercare suggerimenti e consigli sul forum del “Giramondo” e alla fine decido per Rodi, la più grande isola del Dodeccanneso, nella parte orientale della Grecia a pochi chilometri dalla Turchia. Mia moglie non è convintissima ma alla fine riesco a convincerla e allora verso aprile andiamo a prenotare in agenzia sapendo bene che non avremo molte alternative a disposizione perché nostra figlia grande ha compiuto i 12 anni e allora le offerte con bimbo gratis anche sopra i 12 anni non sono molte. L’unico catalogo che offre un po’ di alternative anche con i bimbi gratis fino a 14 anni è Columbus e allora ci concentriamo su quello. Decidiamo già in anticipo che cercheremo qualcosa tra Rodi e Lindos per poi poter visitare le due città e le spiagge della costa est dell’isola. Le strutture migliori di Columbus ci sembrano il Calypso e l’Olympos, ma chiedendo la prenotazione all’agenzia vediamo che già ai primi di aprile sono tutti esauriti almeno per le camere quadruple, allora ci restano due possibilità, sempre nella stessa zona, il Pegasus e il Colossos, il prezzo è simile, decidiamo per il Colossos per il fatto che ci offre anche il servizio “all inclusive”. La pratica va a buon fine e allora non ci resta che aspettare i quasi tre mesi che ci separano dalla partenza. Finalmente arriva il 30 giugno e andiamo all’aeroporto della Malpensa e finalmente abbiamo un “vero” volo Airbus A-321 della Livingston e non un sub-appalto della stessa compagnia come ci è capitato lo scorso anno. L’aereo è effettivamente molto bello con un buon spazio tra i sedili, pulito e con personale gentile e cortese, la compagnia charter migliore tra quelle provate finora. Arriviamo a Rodi alle 17.30 circa del pomeriggio, il tempo di vedere un po’ l’albergo ed è già sera. Le impressioni complessive su “Louis Colossos Beach” sono positive anche se non mancano i lati negativi dovuti soprattutto alla grandezza della struttura: 740 camere, 2100 ospiti di 15 nazionalità diverse (lingua ufficiale anche tra i dipendenti stessi dell’hotel, multietnici pure loro, è l’inglese). Noi eravamo nella parte laterale, la più vecchia della struttura e le camere erano decisamente meno belle delle nuove, che valevano certamente il supplemento. La pulizia, molto curata e dettagliata nelle parti comuni dell’hotel (bar, ristoranti, piscine, reception e hall centrale) lasciava un po’ a desiderare nelle camere; il ristorante principale a buffet, attivo a colazione e cena offriva molti piatti internazionali ma spesso di non eccelsa qualità. Gli aspetti più positivi riguardo la struttura sono i seguenti: l’”all inclusive” è assolutamente reale, puoi bere qualsiasi cosa dalle 7 del mattino a mezzanotte, il gelato sfuso è sempre disponibile, poi a metà mattina, metà pomeriggio e fino a mezzanotte si possono mangiare snack di vario genere. Il servizio di “all inclusive” tra l’altro è valido sino al momento della partenza, il che è molto utile nei casi di partenza dopo aver lasciato libera la camera. Poi l’altro aspetto molto positivo del Colossos è il pranzo, dove potevi scegliere tra 3 ristoranti tutti tra le piscine e la spiaggia, una pizzeria che serviva pizze buonissime oltre a pasta e verdure, un barbecue che preparava grigliate di carne e un ristorante cinese, era veramente impossibile non trovare niente che potesse piacere, non ricordo quante pizze abbiamo mangiato in una settimana. Poi molto positiva anche l’animazione gestita direttamente dall’hotel da 5 ragazze/i italiani (e una cubana) con l’aiuto di 2 ragazzi inviati da Columbus, facevano veramente di tutto dalle 10 del mattino a mezzanotte c’era sempre qualcosa che proponevano (senza mai forzare nessuno a partecipare) ai bordi della piscina oppure sul palco delle attività, davvero bravi! Al mini club c’era una ragazza inglese, che non parlava italiano ma organizzava tante attività per i bambini piccoli e grandi aiutata da una ragazza di Columbus. Le due piscine principali più quella per i bambini erano molto pulite e ben tenute così come i tre bar nel giardino dell’hotel e le due caffetterie all’interno.
La domenica ci serve come al solito per ambientarci e sentire le varie proposte del Tour Operator e dell’hotel, ma noi avevamo già deciso di noleggiare un’auto e girare l’isola seguendo le indicazioni di chi c’è già stato. Affittiamo una FIAT Panda direttamente dal “Rent a car” dell’hotel pagando 110 euro per 4 giorni con assicurazione completa, chilometraggio illimitato e seggiolino per la bambina gratis. Forse girando per Faliraki avremmo trovato la stessa auto o una simile anche a meno, però in questo modo abbiamo scelto la soluzione più comoda.
Lunedì mattina la prima metà è la più vicina a noi, solo una decina di minuti di macchina, la baia di Ladiko, la famosa “Anthony Queen bay”. Una serie di scalini ti portano in una piccola baia di scoglietti e sassi con un mare straordinariamente limpido. La cosa più incredibile di questo posto sono i tantissimi pesci anche di diversi colori che nuotano tra le gambe e scompaiono rapidamente tra gli scogli. Il lato più negativo è la quasi assoluta mancanza di spiaggia.
Lunedì pomeriggio ci spostiamo ancora un po’ più a sud a raggiungiamo la spiaggia di Tsampika, una lunga spiaggia di sabbia fine e un fondale sempre limpido con acqua decisamente più bassa rispetto a Faliraki e Ladiko. Una splendida spiaggia raggiungibile in circa 30 minuti di auto dall’hotel. Tornando verso l’hotel siamo tentati di salire verso il Monastero della Madonna di Tsampika, un eremo situato in cima alla montagna da dove si dovrebbe godere di uno splendido panorama, ma ci arrendiamo prima di iniziare i 300 scalini che permettono di arrivare in cima.
Lunedì sera andiamo a Faliraki in auto. Il paesino è tutto un susseguirsi di locali e discoteche che già in prima serata mandano musica fortissima con ragazzi e ragazze giovanissime che invitano ad entrare. Nelle vie laterali i locali con la musica lasciano più spazio ai negozietti di souvenir, che propongono spesso a prezzi molto bassi alcune produzioni locali (come ceramiche e manufatti in pelle) e altri oggetti da acquistare come souvenir.
Martedì mattina decidiamo di spostarci nel punto più basso delle nostre escursioni: Lindos, la suggestiva cittadina di casette bianche con l’acropoli in cima alla montagnetta che sovrasta il paese e da un lato la spiaggia di sabbia fine e dall’altro la baia di San Paolo che propone uno scenario incantevole da vedere dall’alto (è uno dei simboli da cartolina dell’isola) anche se meno bello da sostare per la quasi assoluta mancanza da sabbia. Infatti ci fermiamo solo qualche minuto alla baia di San Paolo e poi ci spostiamo nella spiaggia di Lindos, forse la più frequentata dell’isola e per questo la meno pulita anche dal punto di vista del mare anche a causa delle numerose navi e battelli che si fermano quasi fino a riva per far scendere i turisti a visitare il paese di Lindos. Insomma questa spiaggia è molto bella da fotografare e da vedere in cartolina ma forse la meno bella tra quella visitate.
Martedì pomeriggio scegliamo un’altra spiaggia vicino al nostro hotel: la lunga distesa di sabbia con pochi ciottoli di Afandau, una bella spiaggia poco frequentata che si trova subito dopo un grande campo da golf, una piccola oasi verde in un’isola quasi tutta arida, visto che non piove mai.
Martedì sera ceniamo in fretta perché decidiamo di fare una prima visita alla città medievale di Rodi e una volta entrati da una porta laterale delle mura che circondano la città antica, trovata quasi per caso in quanto abbiamo parcheggiato non davanti alla porta principale ma in una zona laterale, si vede subito lo spettacolo suggestivo di una città che sembra essersi fermata, rimasta alle costruzioni di secoli fa. Stradine con fondo di lastricato ci fanno fare fatica col passeggino ma rendono ancora di più l’atmosfera della città antica, resa ancora più affascinante dagli archi, dai piccoli minareti e dai tantissimi negozietti. Per vedere gli splendidi resti dell’acropoli è meglio la luce del giorno ma per lasciarsi trasportare dalle suggestioni dei negozietti e dei piccoli laboratori artigianali delle viuzze di Rodi vecchia è forse ancora meglio la sera con le luce soffuse che escono dalle innumerevoli casette che si affacciano sui vicoli.
Mercoledì mattina ci alziamo presto per evitare le ore più calde e torniamo a Lindos, questa volta con il preciso intento di salire e visitare l’acropoli. Le figlie decidono di salire sull’asinello, che per 5 euro ci porta fino in cima alla salita, alle porte dell’acropoli, passando per una stradina esterna alle casette bianche, noi seguiamo a piedi. La salita è ripida ma il passo veloce a cui ci costringe l’asinello fa sì che in meno di un quarto d’ora siamo all’ingresso dell’acropoli. Entriamo e ancora una volta si ha la sensazione di attraversare una porta magica e entrare in un luogo in cui il tempo si sia fermato. Solo i numerosi turisti giapponesi, mai visti nelle spiagge ma sbucati all’improvviso in una moltitudine chiassosa e disordinata, ti fa capire che stai solo ammirando una creazione dell’ingegno umano di quasi due millenni fa. Per scendere utilizziamo le strette stradine attorniate dalle casette bianche e dai negozietti che propongono ogni genere di souvenir. Dopo aver acquistato qualche oggettino ricordo riprendiamo la strada verso l’hotel e, visto che è ancora abbastanza presto, facciamo in tempo a fare un tuffo in piscina prima del pranzo.
Mercoledì pomeriggio rifacciamo ancora la stessa strada diretti alla spiaggia di Agathi Beach, la famosa “Golden Sand”, così denominata per la sabbia fine dorata e davvero i presupposti sono tutti mantenuti, in quanto troviamo una distesa sabbiosa dorata piuttosto lunga senza sassolini nemmeno nel momento di entrare in mare che è anche poco fondo per cui le bimbe giocano nell’acqua senza pericolo.
Mercoledì sera torniamo a Faliraki per acquistare qualche souvenir che avevamo già visto in quanto siamo già ormai arrivati al penultimo giorno di auto.
Giovedì mattina resta l’ultima tappa obbligata del nostro viaggio: Rodi, città vecchia di giorno per ammirare ancora meglio quello che l’Unesco ha dichiarato “patrimonio mondiale dell’umanità”. Parcheggiamo fuori dalle imponenti mura merlate, di fronte al porto di Mandraki, dove in onore del Dio Sole era stato eretto il famoso “Colosso di Rodi”, una delle meraviglie del mondo antico, poi distrutto completamente da un terremoto. All’interno delle mura medievali, una testimonianza unica in Europa dell’architettura difensiva dell’epoca, qualunque strada si percorra, si trovano splendidi esempi di costruzioni dell’epoca, passiamo rapidamente davanti al Palazzo del Gran Maestro, alla fortezza dei Cavalieri di Malta, al museo archeologico, ci vorrebbe ben più di una mattinata per visitare tutto, nostra figlia piccola giustamente si appassiona di più ad un pappagallo colorato che non ai resti medievali e allora per accontentare tutti saliamo sulla torre dell’orologio da dove, dopo una cinquantina di scalini, si può ammirare dall’alto tutta la città vecchia. Poi un giro per i negozietti già ammirati di sera, qualche acquisto di souvenir e rientriamo in hotel.
Giovedì pomeriggio è l’ultima possibilità di utilizzare l’auto e allora optiamo per un’altra spiaggia verso Lindos e in particolare ci dirigiamo alla spiaggia di Stegna, un’altra bella distesa di sabbia con qualche scoglio sulla riva che rende ancora più caratteristico il paesaggio.
La sera c’è solo il tempo per andare in un vicino centro commerciale per finire gli acquisti dei souvenir che, con nostro grande dispiacere, dobbiamo restituire le chiavi dell’auto presa a noleggio.
Il venerdì, ultimo giorno pieno, restiamo in hotel e alterniamo bagni nelle tre piscine e nel mare antistante l’hotel, un fondo misto di sabbia e ciottoli con sempre uno splendido mare, limpidissimo con numerosi pesci che ti passano tra le gambe.
L’ultima sera restiamo a guardare lo spettacolo preparato dagli animatori sul palco dell’hotel, uno show vario e simpatico che dimostra l’impressione che avevamo subito avuto di un gruppo di animatori bravi e preparati e che soprattutto si danno un gran da fare per intrattenere e divertire i numerosi ospiti della struttura.
Sabato è l’ultimo giorno di vacanza, l’ultimo bagno al mare è sempre quello che porta più amarezza assieme al compito di preparare tutti i bagagli per il rientro e di dover poi lasciare anche la camera dell’hotel.
Il solito trasferimento in pullman verso l’aeroporto di Rodi, il volo è lo stesso Livingston dell’andata con il solito positivo trattamento a bordo, questa volta con anche alcuni commenti da parte del pilota che spiegava la rotta in tempo reale, e poi con una mezz’oretta di ritardo atterriamo a Malpensa. La settimana è finita ma resta la consapevolezza di aver trascorso una splendida vacanza in un posto pieno di attrattive e suggestioni.
Ciao
Paolo

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Ci sono 7 commenti su “Rodi: cultura e suggestioni si fondono con un mare incantevole

  1. Tutto vero, ma una settimana non basta…
    noi ne abbiamo “riempite” 2 muovendoci praticamente ogni giorno per riuscire a vedere QUASI tutta l’isola.
    E’ un peccato che non abbiate visto la costa ovest meno turisticizzata o anche Prassonissi (incontro dei 2 mari) e la valle delle farfalle….ecc
    Sì, ci lasciamo tutti incantare dal tempo dell’isola!

  2. Ritornerò a Rodi per l’ennesima volta fra 15 giorni… eppure ogni volta che leggo o ascolta un racconto su questa magnifica isola mi emoziono!!! Complimenti per il viaggio e con il tuo poco tempo a disposizione sei riuscito a sfruttarlo al meglio!

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