Lo Yucatan facile, economico e fai da te!

ne, visto che siamo entrambi buoni nuotatori.
Mio marito, è il primo che si immerge e subito mi chiama, perché vicino a lui ha ben 6 tartarughe indaffarate a mangiare le alghe che crescono rigogliose sott’acqua. Mi infilo gli occhialini e vado anch’io, ma sono meno fortunata, nel frattempo, infatti, sono partite 3 o 4 barche piene di turisti per lo snorkeling e si sono spaventate, scappandosene a largo. Io non mollo e così, dopo ripetute immersioni, riesco a fare un bagno insieme a loro, è stupendo, le vedi fluttuare nell’acqua, quasi che volassero. Soddisfatta, torno a riva a godermi il bel sole, il bel mare e il bel paesaggio circostante.

9. Maggio 2007

E’ il giorno previsto per la gita a CHICHEN ITZA. Ci alziamo presto, alle 7.00, la partenza è prevista per le 7.40, puntuali ci passano a prendere alla Posada con un furgoncino per 14 persone stipato di gente. La compagnia è composta da un gruppo di americani, un ragazzo spagnolo, 2 francesi e 4 italiani. L’autista è un poliglotta e spiega in tutte e 3 le lingue che il viaggio durerà circa 2.30 ore e che all’arrivo sarà lui a farci da guida. “Un factotum”! (già qui la cosa non mi convince…) Arrivamo dopo svariate tappe in mezzo ai villaggi indigeni della giungla, è un viaggio massacrante, perché siamo veramente stipati come sardine! Il caldo si fa sentire in maniera esponenziale e non basta l’aria condizionata altissima che abitualmente i messicani tengono all’interno delle vetture, per rinfrescare l’abitacolo del pulmino. L’ingresso di Chichen Itza non è entusiasmante, sembra quasi un grande parco giochi, fuori campeggia un cartello gigantesco con la sponsorizzazione della candidatura della piramide, come l’ottava meraviglia del mondo (niente a che vedere con una bellezza tipo il Colosseo, o il partenone di Atene). Quando iniziamo il tuor, con l’altra coppia di italiani, ci accorgiamo che le nostre spiegazioni sono sempre molto più corte di quelle degli americani, lasciamo correre…. All’interno del sito è tutto un pullulare di bancarelle e di ambulanti che ti vogliono appioppare qualsiasi cosa (questo è il posto giusto per comprare souvenir, si può tirare sui prezzi e arrivare a compromessi davvero convenienti). Il sito è indiscutibilmente da vedere anche se a nostro parere da la sensazione di essere “finto”, vale a dire molto ricostruito e poco naturale. Forse, perché avendo già visto Cobà, Chichen Itza con tutta la sua organizzazione e la sua compostezza, ha perso sicuramente quella magia che ti dà lo scoprire passo passo monumenti immersi nella giungla.
Il giro si svolge velocemente, anche perché sono le 12 e il sole picchia di brutto. Mangiamo nel ristorante all’interno del sito accompagnati da balletti tipici. La cucina come al solito non è niente di che, al limite del commestibile!
Ripartiamo alla volta di VALLADOLID, dove faremo il bagno in un cenote. L’ingresso al Cenote è libero, ma l’acqua non è per tutti, vale a dire è gelida!
Claudio riesce ugualmente a fare un bagno, per me invece, è un vero toccasana per i miei piedi accalorati.
Ripartiamo alla volta di Playa, ma prima passiamo ad accompagnare il gruppo di Americani e la coppia di Italiani in un resort dalle 7 meraviglie. Con Claudio, però, ringraziamo di aver scelto la nostra posada molto caratteristica, dove per lo meno, si può vivere un po’ di vero Messico! Abbiamo anche capito, che le gite è meglio organizzarsele da soli come facciamo di solito!

10. Maggio 2007

Sempre guidati dalla nostra guida Lonley, partiamo alla volta di PAAMUL, arriviamo alla stazione dei collettivo e ci dicono che la spiaggia dista 2 km di cammino dalla fermata dei pullman, scoraggiati da ciò, cambiamo direzione e torniamo di nuovo ad AKUMAL per poi proseguire alla volta di YAL KU, una laguna naturale che tramite dei racconti di viaggio ci dicono essere bellissima. Il sole è come al solito cocente, perciò decidiamo di prendere un taxi fino alla laguna (si prende 50 pesos, decisamente troppi, visto che la strada è veramente poca!)
All’arrivo scopriamo che si deve pagare un ingresso di 75 pesos, così ci avventuriamo su una stradina secondaria che costeggia il parcheggio, nella speranza di trovare una via d’accesso gratuita alla laguna. Arriviamo ad un gruppetto di villette, dove incontriamo una gentile signora americana che ci consiglia di proseguire oltre una steccionata con fil di ferro e camminare per un breve tratto sopra gli scogli così da arrivare ad una laguna “very good”. Purtroppo per me il posto è deserto, ma frequentatissimo dalle iguane. Con Claudio davanti che le cercava di scacciarle e con qualche difficoltà creata dal percorso dissestato, riusciamo a giungere alla laguna. Lo scenario è davvero unico, sembra un po’ il paesaggio del film Laguna Blu. L’acqua è limpidissima, ma non c’è sabbia, solo roccia. Ci fermiamo ad osservare un po’ quest’acqua verde smeraldo e scopriamo che è tempestata di pesci tropicali, di ogni forma e colore non serve neanche mettersi la maschera basta guardare dall’alto. Sembra un enorme acquario a cielo aperto, facciamo qualche foto e poi decidiamo di ritornare verso Akumal a piedi, per poterci fare un bagnetto e stenderci al sole sulla spiaggia caraibica.

11. Maggio 2007

ISLA MUJERES
Andate, andate, andate! E’ bellissima, uno spettacolo della natura, è l’isola caraibica dei vostri sogni! Ma andiamo per gradi.
Da Playa del Carmen, è un po’ lungo arrivare, ma non è proibitivo! Si prende, o il collettivo (30 pesos), o l’autobus di linea (34 pesos) fino alla stazione dei Bus di Cancun, da lì attraversando la strada, si prende un collettivo (9 pesos) per il porto (attenzione, sono pericolosissimi, reggetevi forte, perché corrono come pazzi con le porte aperte e se chiedete di fermare vi faranno scendere al volo). Se arrivate salvi al porto, prendete il traghetto per Isla Mujeres (andata e ritorno 140 pesos) quello veloce lo consiglio vivamente, partono ogni ora e in circa 25 minuti sono là. Già nel tratto di mare che divide la costa di Cancun all’Isola, il mare fa vedere tutto il suo splendore. Il colore è di un incredibile blu turchese. Quando si scende al porto di Isla Mujeres, si viene letteralmente assaliti da gruppi di locali che vogliono venderti giri in barca, noleggiarti scooter, biciclette e macchinine da golf. Noi decidiamo di noleggiare uno scooterone, ce lo aggiudichiamo per tutta la giornata a 250 pesos benzina compresa!
Iniziamo pian pianino (visti i limiti di velocità), il giro dell’isola. La prima sosta è nell’atollo naturale di Playa Garrafon … rimaniamo senza parole… è favoloso! Lungo la strada c’è una terrazza, dove è possibile fermarsi a scattare qualche splendida foto ricordo. L’accesso a questa “spiaggia” è di 3 dollari. Non fatevi trarre in inganno, a meno che non vogliate fare il lancio con la fune. Ci accorgiamo, infatti, che non c’è spiaggia e l’albergo che emette il biglietto d’ingresso, offre un ombrellone e un lettino che però sono posizionati nella terrazza dell’albergo accanto una piscina.
Proseguiamo il giro dell’isola che misura in tutto circa 12 Km di lunghezza. Arriviamo alle Rovine Maya, nulla di che, sono veramente “Rovine” e non valgono la visita, anche perché stanno su uno sperone roccioso affollato dalle iguane. Proseguiamo ancora, facendo però marcia indietro per raggiungere il centro di recupero delle Tartarughe marine. L’ingresso costa 2 dollari e 1 dollaro lo si spende se si vuole acquistare il mangime per le Tartarughe. Naturalmente non ci facciamo scappare l’occasione, spendiamo i 3 dollari e andiamo!
Per prime, si incontrano le Tartarughe in convalescenza, divise in 4 vasche ognuna delle quali contiene una specie diversa. Qui, le poverine stanno riacquistando le forze per poi tornare libere in mare. Molti sono i motivi per cui sono state curate, ma il più diffuso è quello dell’essere state pescate per sbaglio.
E’ un’esperienza bellissima, queste creature, ormai abituate, appena ti vedono, si avvicinano per mangiare e quando gli getti il mangime si lasciano toccare! Si prosegue per un pontile sul mare, dove si possono ammirare alcune grosse tartarughe, pronte per essere liberate. Insieme a loro nuota anche un grosso squalo e alcuni diversi pesciolini. Infine, si entra nell’Acquario, qui ci sono molte specie di pesci, stelle marine, e cavallucci. Al centro ci sono 3 vasche per le tartarughine più piccole, una sorta di incubatrice per farle crescere sane e poi liberarle.
E’ quasi ora di pranzo, quindi torniamo nella zona del porto e ci dirigiamo verso playa Norte, c’è da dire che le indicazioni stradali non sono il loro forte, così, convinti di essere arrivati, ci fermiamo in una spiaggia limitrofa ad un ristorante. Mangiamo un paio di banane e facciamo un bagno. Non convinti, però, di essere nel posto giusto, risaliamo sullo scooter e raggiungiamo finalmente la vera Playa Norte E’ uno spettacolo senza fine: arena bianca, palme e il mare di un turchese strepitoso. Non resistiamo al richiamo dell’acqua, così abbandoniamo tutto e ci immergiamo. Ci rendiamo conto che si tocca per un paio di chilometri, ossia fino a raggiungere la barriera corallina. Ci facciamo questa passeggiata marina, scattando una serie infinita di foto!
Non rimane che finire di fare il giro dell’isola in scooter. Il resto di Isla Mujeres, come ci avevano annunciato, si rivela scoglioso e con un mare sempre agitato, visto che da questa parte si è in pieno oceano e non c’è la barriera corallina a proteggere dalle onde, ma in compenso il mare regala alla terra delle conchiglie bellissime.
Per ultimo, vinti dalla sete, ci fermiamo in un localino a prendere del coco frio. La Signora ci spacca il cocco davanti a noi, prima facendogli un solo buchino in alto e fornendoci due cannucce ci scoliamo tutto il latte, poi, una volta finito ci spacca la noce e con un cucchiaio ci mangiamo la deliziosa e rinfrescante polpa.
Riconsegnamo il motorino, ci fermiamo ancora un’oretta sull’isola per qualche acquisto, poi riprendiamo il battello per Cancun, godendoci di un favoloso tramonto sul mar dei Carabi!.

12 Maggio 2007

Di nuovo in marcia e di nuovo su un collettivo, questa volta con destinazione PAAMUL. Arriviamo sulla carrettera, e iniziamo a camminare verso la spiaggia per una strada secondaria, il tempo oggi per la prima volta è coperto, quindi si và a piedi anche meglio.
Arriviamo in fondo alla via e ci troviamo in un campeggio davanti al quale, in un ambiente molto spartano, si apre la solita spiaggia caraibica, ma qui non troppo curata e un po’ rocciosa. Ci fermiamo sotto una palma con decine di cocchi e ne prendiamo uno per riportalo a casa. Stiamo qui tutto il giorno, c’è di bello che la caletta è quasi vuota tranne che per un gruppo di messicani arrivati verso le 12.30. Ci godiamo il relax. La sera, partiamo un po’ prima dalla spiaggia per poter raggiungere un grande centro commerciale in modo da acquistare qualche ricordino. Come arriviamo in Hotel, inizia una tipica tempesta tropicale, vento, pioggia e luce che se ne và! Rimaniamo chiusi per circa due ore nella nostra stanza. Poi la pioggia ci da un tregua e possiamo uscire per cena. Su consiglio di ********** decidiamo di andare al famoso ristorante Uruguacio El Emporio (che avevamo trovato chiuso) è un po’ distante dalla classica 5° Avenida, ma ne vale la pena. Servizio e cibo eccellenti. Il loro piatto forte è la carne e in effetti non si fanno parlare dietro!

Gli altri due giorni che ci rimangono, decidiamo di passarli in relax, così torniamo nella spiaggia a nostro parere più bella, vale a dire Akumal, distesi al sole tropicale e coccolati dalle calde acque del mar dei Caraibi.

Il ritorno è andato liscio come l’olio, la mia paura del volo è naturalmente quasi scomparsa, dopo tutte queste ore passate in aria, solo la stanchezza si è fatta sentire, questa volta molto di più che all’andata, forse sarà per il fatto che si tornava alla vita di tutti i giorni, ma sempre con il desiderio di partire presto per un’altra vacanza!

Questo è un viaggio che consiglio a tutti, spero che questo mio racconto possa esservi d’aiuto come per noi lo sono stati molti diari di viaggio letti prima della partenza. E che possa servirvi come supporto alle vostre guide, oppure possa aiutarvi a sognare una vacanza fantastica.

Al più presto allegherò anche qualche foto!

Ultimi consigli:
– occhio a quello che bevete la loro acqua non è potabile e anche il semplice lavarsi i denti può essere rischioso per noi! (Provoca dissenteria!)

– Il viaggio ci è costato all’incirca € 1.500 a testa tutto compreso anche i souvenir!

BUON VIAGGIO!

Pin It
Tags:

Ci sono 5 commenti su “Lo Yucatan facile, economico e fai da te!

  1. Esservi stata di aiuto in qualunque modo mi fa molto piacere. Per le iguane naturalmente è un fatto personale! Come avrai potuto capire leggendo il diario amo molto gli animali, ma purtroppo le iguanine mi fanno paura…! So che sono innoque ma è più forte di me!

    Grazie mille di nuovo per qualsiasi informazione sono a vostra disposizione

    Monia

  2. Volevo saxe dove hai prenotato l’albergo e se era un pacchetto tutto compreso con il volo
    In effetti sare orientato a partire anche io x il messico allego mail [EMAIL=”ice101@hotmail.it”]ice101@hotmail.it[/EMAIL]
    Grazie!!!

Lascia un commento

Commenta con Facebook