Tanzania – Safari & Zanzibar

Quest’anno (2007), a inizio luglio abbiamo fatto un safari fotografico in Tanzania concluso con un po’ di relax a Zanzibar. Ci siamo appoggiati all’agenzia RIFT SAFARI, associata alla PARK EAST AFRICA LTD che è registrata al T.A.T.O.. Si tratta di una coppia di italiani residenti ad Arusha che gesticono tramite Internet l’organizzazione di viaggi in Tanzania. La scelta di questa agenzia (http://www.riftsafari.com) è nata dal fatto che era una delle più economiche, e visti i prezzi di questi safari… posso, però, garantirvi che sono persone serie, che durante tutto il viaggio sono state in contatto con la nostra guida e che hanno anche voluto parlare con noi per rassicurarsi che non ci fossero problemi. Inoltre il vantaggio di queste agenzie è che puoi organizzare il viaggio come preferisci, noi, per esempio, volevamo vedere la migrazione degli erbivori che in questo periodo era visibile nel nord del Serengheti, quindi ci hanno organizzato il safari in modo da poter vedere questi branchi sconfinati di gnu e zebre.
Abbiamo organizzato 8 giorni di safari vedendo i principali parchi nel nord del paese: Lago Manyara, Serengeti, Ngorongoro e Tarangire.
Non appena arrivati abbiamo trovato la nostra guida all’aereoporto, si chiama Dominique e fa questo mestiere da 30 anni. Esperienza da vendere, disponibilità a qualsiasi nostro capriccio, ci ha coccoloto dall’inizio alla fine della vacanza, vi consiglio di chiedere di lui, non ve ne pentirete, unica cosa parla solo inglese.
Il Lago Manyara non è male, soprattutto se è il primo parco, si vedono elefanti, giraffe, gazzelle nella cornice del lago, dal quale però si rimane piuttosto lontani. Abbiamo anche fatto il safari notturno: cenetta organizzata all’aperto nel parco e poi giro di un paio d’ore nel buio della notte con un fuoristrada aperto e con un faro da sparare sui vari animali avvistati. Non male ma assolutamente troppo caro per quello che riesci a vedere (qualche elefante, ippopotami e istrici).
La tappa successiva è stato il Serengeti dove siamo stati 3 giorni.
Consiglio: non fatevi fregare con il giro al villaggio Masai, scesi dalla jeep ci hanno chiesto 60 $ (a jeep) per la visita che consiste nell’entrare nel loro villaggio, entrare in una loro capanna e vedere la loro scuola. Non contenti della cifra estorta cercano anche di venderti ogni genere di ninnoli e ti chiedono ancora donazioni per la scuola…
La zona del Seronera è ricchissima di animali e abbiamo visto di tutto, un leopardo che scende dall’albero, passa tra i nostri fuoristrada e sparisce tra l’erba alta, una iena che sbrana una carcassa di gnu con gli avvoltoi che aspettano e litigano, leonesse che riposano o che camminano con o senza cuccioli, e ancora ghepardi, giraffe, elefanti, antilopi (ce ne sono tantissime specie che mai avevo visto in nessun documentario), facoceri e bufali. Tutto veramente da pochi metri, tranne una scena di caccia di una leonessa che cercava di attaccare delle zebre che abbiamo solo intravisto da lontano.
Siamo poi andati più a nord nella zona del Lobo dove era in corso la famosa migrazione degli erbivori, qui abbiamo visto gnu e zebre in grossi branchi che correvano ovunque, praterie piene di gnu e zebre, uno spettacolo davvero impressionante. Naturalmente erano presenti anche gli altri erbivori e non potevano mancare i leoni che qui abbiamo visto mentre si accoppiavano. L’incontro con 2 giovani leoni maschi a bordo strada ci ha particolarmente colpito, è difficile spiegare l’emozione di vedere quelle enormi teste (con enormi denti) che ti fissano così da vicino. Abbiamo anche visto una divertente hippopool, lagetto melmoso dove 20 o 30 ippopotami sguazzavano e borbottavano.Qui la zona non è una savana come mi aspettavo, quanto piuttosto una regione collinosa con parecchi alberi. In conclusione, decisamente il Serengeti è il parco dei parchi.
Siamo poi andati a Ngorongoro, il lodge sulla cresta del cratere permetteva un colpo d’occhio stupendo. Il cratere è un ecosistema bellissimo in 15 kmq c’è la savana, la foresta, il lago salato, il laghetto di acqua dolce, la zona collinare, la pozza per gli ippopotami e naturalmente qualsiasi animale africano compreso il rinoceronte. E’ un posto bellissimo ma come densità di animali mi aspettavo ancora più di quella che ho visto, lo posso paragonare al Serengeti. Purtroppo non siamo riusciti a vedere il mitico rinoceronte, unico animale africano che non abbiamo visto. Il motivo è semplice, si trova solo a Ngorongoro e la popolazione è di circa 14 esemplari… per vederlo serve sicuramente la fortuna. Abbiamo anche fatto una passeggiata di circa 2 ore lungo la cresta del cratere con tanto di ranger, è stato carino, anche perché è una delle poche situazioni in cui siamo riusciti a camminare e stare un po’ fuori dalla jeep. Unico appunto il freddo. Se nel resto dei parchi la mattina e la sera al rientro poteva fare comodo un pile leggero (viaggiare alle 6.30 del mattino con il tettuccio della jeep aperto ti fa sentire l’aria piuttosto frizzantina!); a Ngorongoro serviva anche qualcosa di più, visto che si è intorno ai 2500 metri di altitudine e si registravano circa 5 gradi.
Ultimo parco il Tarangire, parco ancora diverso per conformazioni con tantissime giraffe ed elefanti. Diciamo che fatto alla fine è più che altro un riempitivo in attesa del mare, tanto è vero che la mattina prima di andare via abbiamo preferito fare un giro ad arusha e al mercato del bestiame piuttosto che un secondo giro nel Tarangire. Non fraintendetemi, come parco è bello, però dopo aver girato una settimana tra Serengeti e Ngorongoro non c’è storia.
Durante tutti i safari si partiva verso le 6.30 e si rientrava alle 6 di sera con pranzo al sacco.
Per dormire ci hanno prenotato i lodge della WILDLIFE in tutti i parchi tranne nel Tarangire. Sono strutture un po’ vecchiotte ma che vanno più che bene. Si mangia maluccio e sempre le stesse cose, anche perché gli approvvigionamenti all’interno del parco non penso siano così comodi, ma sono strutture costruite in posti molto belli e puoi vedere dei panorami bellissimi. Una bocciatura solo per il lodge di Ngorongoro per il problema del freddo, il lodge, infatti, non era riscaldato e anzi tenevano porte e finestre aperte. Anche nelle camere le finestre rimanevano aperte fino a nostro ritorno. Le 2 notti che siamo stati lì abbiamo patito il freddo sia a cenare che a dormire.
Nel Tarangire siamo stati all’Elephant Camp, un campo tendato permanente molto rustico ma con tutto ciò che serve. Prima di andare a dormire siamo stati un po’ seduti fuori e devo dire che un cielo così stellato e luminoso non l’avevo mai visto.
Dopo una settimana di safari posso confermare che non si è vista neanche 1 zanzara e pochissimi insetti in genere, alla faccia della profilassi antimalarica.
A Zanzibar siamo stati all’hotel “Paje by night”, gestito da Francesca e Marco (fratello di Claudia). Come posto è bellissimo, una spiaggia di 20 km di sabbia bianca e finissima semi deserta, acqua cristallina e bassa per decine di metri. Come più o meno tutte le spiagge di Zanzibar risente molto delle maree, è comunque quasi sempre possibile fare il bagno. Noi siamo stati li verso metà luglio e probabilmente non era ancora la stagione migliore, infatti la mattina presto il cielo spesso era nuvoloso e sul tardo pomeriggio si alzava un vento davvero forte, il sole comunque cuoceva e l’acqua era calda. Oltre a rilassarci sulla nostra spiaggia abbiamo fatto anche qualche escursione con dei beach boys. Abbiamo fatto tutte le gite con loro e si sono sempre dimostrati precisi e corretti, basta stabilire bene l’itinerario e i prezzi prima di partire. Anche l’albergo organizza escursioni, ma a prezzi decisamente diversi.
Andare da soli in giro per Zanzibar è impensabile se non altro per i posti di blocco della polizia. Dall’aereoporto a Paje ne abbiamo superati 5 e in ognino cercavano di scucire qualche dollaro ai tassisti che vedevano con noi turisti. Andando da soli avremmi dovuto pagare parecchio col rischio di passare mezza giornata tra un posto di blocco e l’altro.
Caratteristica ‘simpatica’ dell’isola è che tutti cercano di fregare il turista, dall’aereoporto dove chiedono soldi al controllo bagagli ai ristoranti anche turistici che fanno il cambio scellino tanzaniano / dollaro molto conveniente ai posti di blocco come già detto.
Siamo andati a nord a Nungwi, spiaggia molto bella con alcuni scorci da cartolina, ha il vantaggio di non risentire troppo dell’effetto delle maree e anche nel pomeriggio non c’è troppo vento, però la spiaggia è decisamente più piccola e più affollata, nulla a che vedere con la nostra Rimini, però si perde un po’ l’effetto di spiaggia tropicale.
Imperdibile il Blue Safari (consigliate le scarpette da scoglio), si va in un’isoletta con una lingua di sabbia durante la bassa marea, qui si fa il bagno e dello snorkeling (le barriere di Zanzibar non sono comunque un granché), si mangia una bella grigliata di pesce sulla spiaggia e ci si rilassa, poi con l’alta marea si torna verso Zanzibar passando da una foresta di mangrovie.
Molto carina anche Prison Island, con possibilità di fare snorkeling, stare su una stupenda spiaggia e vedere le tartarughe giganti, è un’escursione che consiglio.
Abbiamo anche fatto il bagno con i delfini, nel senso che nella zona di Kizimkazi ci sono sempre i delfini che nuotano, così ti portano con le barche in zona e quando sono vicino ai delfini ti butti e te li vedi passare più o meno davanti e sparire in pochi secondi…
Carina anche la foresta di Jozani, invece inutile il giro a Stone Town, dove non c’è praticamente niente da vedere.
Il nostro albergo era essenziale, bungalow in muratura senza vetri con alle finestre solo zanzariere e tendine. Zanzariera sopra al letto (qui le zanzare c’erano, non tantissime ma c’erano) ristorante e bar all’aperto. Come servizi speravo in qualcosa di più, 1 solo asciugamano a persona (per la faccia, la doccia e qualsiasi cosa ti lavassi…) una colazione con pane marmellata e frutta, un po’ misera. I 2 ragazzi che gestiscono la struttura sono simpatici, ma abbiamo avuto una sensazione di scarsa attenzione verso i clienti, ad esempio anche durante la tanto sponsorizzata serata barbecue si sono fatti vedere solo a fine serata. Il ristorante dell’albergo, aperto dalle 10 alle 22, è ottimo, ve lo consiglio, però non fate la mezza pensione, pagate alla carta. Il costo di ciò che si mangia è lo stesso, l’unica differenza è che con la mezza pensione dovete pagare almeno 15 $ al giorno, anche se avete magiato di meno (se mangiate di più dovete pagare comunque la differenza).
Nel complesso bellissima vacanza che consiglio!

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Ci sono 3 commenti su “Tanzania – Safari & Zanzibar

  1. MEravoglioso, io parto per lo stesso giro, anche se con un operatore diverso…….
    Spero proprio che il viaggio mi trasmetta le stesse sensazioni che esterna il tuo diario di viaggio….

    Complimenti ancora, per la scelta :)

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