Cuba 7 anni dopo.

La nostra prima volta a Cuba risale a sette anni fa. Era il nostro viaggio di nozze e ci eravamo ritrovati a scegliere questa destinazione dopo aver scartato un sacco di altre destinazioni per il rischio di trovare maltempo (era la fine di giugno). In quel posto avevamo lasciato un pezzettino del nostro cuore e ci eravamo ripromessi di tornare prima o poi. Quest’anno quasi per caso ci siamo trovati a scegliere questa destinazione e abbiamo mantenuto la promessa.
Ecco il diario di questa settimana di vacanza:
Lunedì 22 marzo: la convocazione è per le ore 12:30 al banco Columbus – Viaggi del Ventaglio nell’area gruppi al terminal 2 dell’aeroporto di Malpensa. Partiamo da Gorgonzola con abbondante anticipo: dovendo fare un pezzo di A4 e un pezzo di A8 (le due autostrade peggiori per il traffico nei giorni lavorativi) è meglio non rischiare di arrivare all’ultimo minuto. Sbrighiamo le formalità abbastanza in fretta, riusciamo ad ottenere i posti in prima fila per avere un po’ di spazio in più, in modo che il bimbo sia più libero di muoversi, e ci accomodiamo nella saletta VIP che Lauda Air mette a disposizione dei viaggiatori dell’Amadeus Class. Nell’attesa scopriamo che il volo è in ritardo. Alle 16:00 ci imbarchiamo. L’aereo è uno dei tre Boeing 767 della Lauda Air Italia, il peggiore di quelli di cui la compagnia dispone: il segno degli anni si vede sulla pelle ormai logora dei braccioli, gli schermi televisivi individuali in Amadeus Class non funzionano e le cuffie non in tutti i posti sono funzionanti. Il servizio a bordo comunque è ottimo come ottimi sono i pasti serviti. Alle 22.00 (ora di Cuba) scendiamo all’aeroporto dell’Avana. In aeroporto gli assistenti Columbus si prendono subito cura di noi facendoci accompagnare al pullman e trovando subito un facchino per portarci le valigie. Ci aspettano ancora un paio d’ore di viaggio per arrivare a Varadero. La prima sorpresa è nel vedere che i pullman sono nuovi e molto più confortevoli di quelli usati sette anni fa. E’ ormai mezzanotte quando arriviamo al Columbus Club Karey di Varadero. Il villaggio è un modesto 3 stelle, pulito, una cucina buona ma senza pretese, con una varietà del menù abbastanza limitata. E’ piccolo: quando è al completo ospita poco più di 200 persone, e molto tranquillo. L’animazione fa del suo meglio, ma con pochi ospiti non si può pretendere di più. L’insieme non è certo all’altezza dei villaggi del gruppo Ventaglio che abbiamo già visto, ma non possiamo lamentarci, nell’insieme il villaggio merita la sufficienza.
Martedì 23 marzo: dopo la colazione facciamo una ricognizione alla spiaggia. Gli ombrelloni in paglia sono in numero più che sufficiente per accogliere gli ospiti del villaggio e scopriremo che ce ne sono sempre di liberi a qualsiasi ora del giorno. Il tempo non è dei migliori: un vento abbastanza fastidioso agita abbastanza il mare tanto che è esposta la bandiera rossa e il bagnino è attento a che nessuno si avventuri in acqua. Dopo il brefeing di presentazione della struttura e dell’equipe di animazione, decidiamo di prenotare le escursioni: la visita all’Avana, la visita a Guamà e alla Baia dei Porci e la gita in catamarano.
Mercoledì 24 marzo: è il giorno della visita all’Avana. La raggiungiamo in pullman. Quello che ci aspetta è il giro che avevamo già fatto 7 anni fa: visita alla fortezza del Morro, visita del museo nella città vecchia, pranzo al ristorante il Patio nella piazzetta della Cattedrale, immancabile visita alla Bodeguita del Medio per un buon moito, giro nel mercatino per qualche souvenir, una capatina alla piazza della Rivoluzione e al Capitolio e poi rientro in villaggio. L’atmosfera che troviamo è la stessa, ma una sorpresa piacevole ci aspetta: l’Avana è ancora più bella di come l’avevamo lasciata! Merito dei restauri che l’Unesco sta finanziando per conservare quel capolavoro che è la parte vecchia della città. Un’altra cosa che ci colpisce è la scomparsa delle frotte di ragazzini (ma anche di adulti) che vengono a chiedere una moneta o semplicemente una maglietta, una penna, un quaderno. Sembra che le condizioni di vita dei cubani (almeno nelle zone più turistiche) in sette anni siano nettamente migliorate. Anche il parco auto circolante è un po’ migliorato, non mancano le mitiche auto americane anni 50 che continuano imperterrite a circolare, ma si vedono modelli recenti di auto europee o asiatiche.
Giovedì 25 marzo: relax al villaggio. Il vento non ne vuole sapere di calmarsi e il mare è sempre mosso. Il sole non manca anche se ogni tanto viene momentaneamente coperto da qualche nuvoletta di passaggio. La sera, comunque, bisogna uscire indossando il giubettino di jeans che avevamo portato più per abitudine che per reale convinzione che potesse davvero servire! L’abbronzatura si comincia a intravedere: non torneremo in Italia con lo stesso colorito pallido con cui siamo arrivati!
Venerdì 26 marzo: visita alla zona lagunare di Guamà. Qui vediamo la ricostruzione di un villaggio dei Taino, l’antica popolazione indigena. Abbiamo modo di gustare il saoco, una bevanda a base di succo di cocco e dell’immancabile rhum. Inoltre assaggiamo anche la carne di coccodrillo: buona, il sapore ricorda vagamente quello del pollo. Subito dopo andiamo a visitare un allevamento di coccodrilli. Vediamo coccodrilli di tutte le dimensioni ed età: da quelli piccolissimi di pochi mesi e pochi centimetri a quelli adulti grandi e grossi. Non può mancare la foto con un cucciolo di coccodrillo lungo circa un metro sulle spalle. Dopo pranzo facciamo tappa alla Baia dei Porci, famosa per lo sbarco americano del ’61 nel fallito colpo di stato contro Fidel Castro. La sosta sulla spiaggia è breve: un acquazzone ci fa ripartire alla volta di Cardenas dove visitiamo il locale museo posto in una bella villa coloniale di inizio ‘800 per poi fare rientro al villaggio.
Sabato 27 marzo: altra giornata di relax al villaggio. Il vento ha deciso di non abbandonarci, anche se riusciamo a stare in spiaggia tutto il giorno, le nuvole sono sempre meno e la nostra abbronzatura comincia a notarsi un po’ di più.

Domenica 28 marzo: gita in catamarano. Il vento, perlomeno al villaggio, è lo stesso dei giorni precedenti. Temiamo che l’escursione in catamarano venga annullata, invece, seppure con un lieve ritardo, ecco il pullman che ci porterà al porticciolo per imbarcarci sul catamarano. Dunque si parte per andare a fare il bagno con i delfini. Ci portano al largo in un tratto di mare recintato dove 5 splendidi esemplari di delfino ci attendono per fare il bagno con noi. L’acqua è molto fredda, ma entriamo lo stesso pur di non perderci l’emozione di un bagno a contatto con queste creature. Dopo le foto di rito ripartiamo per fermarci nuovamente per fare un po’ di snorkeling. Restiamo un po’ delusi, non c’è un granchè da vedere. Il pranzo ci viene servito sulla spiaggia di una isoletta dalla spiaggia finissima e bianchissima: i riverberi del sole sulla sabbia fanno male agli occhi! L’aragosta che ci servono è buonissima (anche se non all’altezza di quella che l’anno scorso abbiamo mangiato sull’isola di Saona a Santo Domingo). Dopo il pranzo un po’ di sole su questa spiaggia da sogno e poi ritorno sul catamarano e rientro in villaggio.
Lunedì 29 marzo: è il nostro ultimo giorno di vacanza. Il vento oggi è assente (!!!) e il mare è calmo, piatto come una tavola! Prepariamo le valigie e ci mettiamo al sole a gustarci questo ultimo giorno. Fino alle 17 ci potremo crogiolare al sole di Cuba. All’ora di pranzo ci avvertono che il nostro aereo ha due ore e mezzo di ritardo e che lasceremo il villaggio alle 19:30. La vacanza si allunga di un paio d’ore. Alle 19:30 siamo pronti per lasciare il villaggio. Saluti di rito con tutti i ragazzi dello staff Columbus sempre cordiali e gentilissimi per tutta la vacanza e quindi partenza per l’aeroporto dell’Avana. All’aeroporto gli assistenti della Ventaglio, gentili come al solito, ci danno le indicazioni per sbrigare le ultime formalità e per fare il check-in. Scopriamo, inoltre, che il ritardo del nostro volo è maggiore di quanto pensassimo: non sono due ore e mezzo ma più di tre ore e mezzo. All’una e mezzo ( e ormai siamo a martedì) finalmente veniamo imbarcati. Siamo più fortunati con l’aereo: non è lo stesso 767 dell’andata, ma un 767 (sempre della Lauda Air Italia) in condizioni decisamente migliori. Anche al ritorno il servizio di bordo è ottimo. Alle 17:45 atterriamo a Malpensa e possiamo dire che la vacanza è veramente finita.

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