Irlanda tra terra e cielo

E finalmente il giorno era arrivato. Dopo un anno di attesa passato a programmare tutto, era davvero giunto il momento di partire per l’Irlanda, un sogno che si avvera.
La giornata non comincia esattamente nel migliore dei modi poiché la nostra macchina decide che quella mattina non ne vuol sapere di portarci in aeroporto, ma per fortuna siamo in quattro e quindi la sostituta la troviamo subito. La coda al check-in per il nostro volo Ryan Air, l’imbarco, il cuore che batte forte e la mente che già tenta di immaginare ciò che ci attende; il rullo dei motori, l’aereo decolla e ci perdiamo nell’azzurro del cielo.
Due ore e venti passate nell’attesa ed eccoci a Dublino; il tempo non è dei migliori, anche se qualche raggio di sole riesce a fare capolino tra le nuvole, il vento sferzante ci fa un po’ rabbrividire ma i capricci del meteo li avevamo già messi in conto e questo non ci preoccupa assolutamente!
Ritiriamo i bagagli e nel mentre si scatena un bell’acquazzone, ma ci piace pensare “turisti bagnati, turisti fortunati”; il taxi ci porta al Central Hotel Dublin che si trova nel cuore della città in Exchequer Street. Il tempo di portare il tutto nelle relative camere e poi via alla scoperta di Dublino. In verità io ci ero già stata undici anni prima e la sensazione è stata davvero strana: mi sembrava di non essermene mai andata, ricordavo perfettamente le strade e mi ci aggiravo come se fosse un’abitudine quotidiana. Non vedevo l’ora di mostrare agli altri Grafton Street, Temple Bar, il bel parco di St. Stephen’s Green e non riuscivo a stare ferma nè a tenere la bocca chiusa. La sera cena all’Hard Rock Cafè e prima Guinness, mezza pinta per cominciare.
Ma il viaggio vero e proprio è iniziato il giorno seguente. La mattina sbaracchiamo e ci facciamo portare all’ufficio dell’Enterprise per ritirare l’auto, una Mazda 6 praticamente nuova che ha assolto perfettamente al suo ruolo di fedele compagna di viaggio. Verso le 10 riusciamo a partire; primo impatto con la guida a sinistra… strano vedersi le macchine venire in contro dal lato “sbagliato”, ma ci vuole poco per prendere mano. Salutiamo già Dublino e ci dirigiamo verso la Powerscourt Estate per visitarne i magnifici giardini e devo ammettere che erano veramente stupendi con l’erba di un verde brillante, tenuta alla perfezione, le piante secolari, il giardino in stile giapponese.
Poi ripartiamo in direzione Glendalough, la valle dei due laghi sovrastata dalle Wicklow Mountains, attraverso stradine impervie disperse nel verde (naturalmente noi volevamo la strada alternativa, non quella più semplice!). Per il momento il sole ci accompagna e il cielo è di un azzurro intenso.


A Glendalough è possibile fare delle belle passeggiate con la possibilità di scegliere tra più itinerari che si differenziano per la lunghezza e che ti danno la possibilità di godere dello splendido paesaggio. Inoltre ci sono le rovine di un antico monastero molto affascinanti da visitare. Noi scegliamo l’itinerario più corto poiché non abbiamo molto tempo, visitiamo il monastero e continuiamo il sentiero affiancato da un lato dal bosco e dall’altro dal lago minore. Purtroppo il tempo peggiora e inizia a piovere, prendendoci alla sprovvista poiché non avevamo con noi impermeabile nè ombrello, quindi decidiamo di tornare indietro. Ripartiamo verso la nostra prima tappa, la località balneare di Tramore. Quando arriviamo il cielo è di nuovo azzurro e rimaniamo piacevolmente stupiti dal posto; c’è un’ampia spiaggia in cui alle 7 di sera c’è ancora chi fa il bagno (nonostante la temperatura!).

Andiamo alla ricerca del b&b, ci arrampichiamo su un piccolo colle che offre una vista stupenda; è una zona residenziale con belle villette dai giardini curatissimi e tra di esse troviamo il ns. b&b, Cliff’s House. Ve lo raccomando veramente perché è stato il migliore in assoluto: location, trattamento e colazione fantastici! La sera usciamo a mangiare di corsa perché in alcuni posti le cucine chiudono presto ma siamo fortunati e troviamo un buon pub con dell’ottimo fish & chips.
Secondo giorno del tour, si va da Tramore a Cork. Lungo il tragitto sono segnalate varie spiagge che vale veramente la pena vedere e infatti qui cominciano a rivelarsi gli splendidi paesaggi costieri che offre quest’isola. Ci dirigiamo verso Stradbally ma prima ci fermiamo in una spiaggia di sassi affiancata da alte scogliere tappezzate di erba verde; le foto sono d’obbligo. A Stradbally troviamo una piccola baia con una spiaggia deserta e ci diamo il tempo di assistere alla marea che sale velocemente. Continuiamo verso la penisola di An Rinn dove si parla gaelico e i segnali stradali sono solo in questa lingua; anche qui troviamo un’insenatura con una spiaggia di sassi bianchi, alte scogliere e l’acqua di un verde trasparente baciata dal sole. Ne approfittiamo per un pic-nic in riva al mare. Nel pomeriggio continuiamo la strada godendoci i paesaggi e facciamo un’ultima fermata nella cittadina di Cobh, ultimo porto dove attraccò il Titanic prima della fatale traversata. Visitiamo la cattedrale e poi facciamo una passeggiata fino al porto dove ci rilassiamo un po’ in un piccolo parco che si affaccia sul mare. Infine saliamo di nuovo in macchina e andiamo a Cork. Anche qui impressione veramente positiva del b&b, Brookside House, che si trova nella prima periferia della città in un quartiere residenziale molto tranquillo.
Il giorno seguente, a causa del poco tempo, ci limitiamo a vedere Cork dalla macchina e poi via al Blarney Castle. Qui c’è un giardino molto vasto ed è possibile visitare il castello dove la leggenda racconta che ci sia una pietra che se viene baciata dona l’eloquenza; lo sconsiglio a chi soffre di vertigini perché, tra il punto in cui ci si stende e il muro perpendicolare dove c’è la pietra, c’è una “leggera” fessura larga una quarantina di centimetri che dà sul vuoto (siamo all’ultimo piano del castello) :? . La nostra prossima fermata è la cittadina costiera di Kenmare, vivace, affollata e colorata, dove ho mangiato il miglior salmone affumicato della mia vita. Subito dopo inizia la strada che accompagna attraverso il ben noto Ring of Kerry. Dico solo che ci fermavamo ogni 10 minuti ad ammirare il paesaggio, per il resto parlano le foto.

La sera arriviamo a Killarney; il b&b (Parkfield House) non è dei migliori ma è comunque accettabile. Il centro della città è molto popolato e vivace e come quasi tutte le città è pieno di colori e questo anche di musica. C’è proprio da divertirsi.
Il quarto giorno andiamo da Killarney a Galway e la tappa più importante sono le Cliffs of Moher. Prima di arrivare ci fermiamo a Ennis per il pranzo e anche questa cittadina ha il suo fascino; purtroppo il tempo peggiora e quando arriviamo alle Cliffs piove per bene, tanto che le vediamo muniti di cappellino, impermeabile o addirittura poncho e ombrello. Ma niente può rovinare il maestoso spettacolo che ci si para davanti, queste altissime scogliere che cadono a picco sul mare.

Dopo un paio d’ore andiamo oltre, attraversando il tavolato del Burren e passiamo dalle distese di rocce a zone quasi paludose.
Nel tardo pomeriggio arriviamo a Galway, nota località di mare nell’ovest dell’Irlanda. E ci accorgiamo subito che lo è perché per trovare un posto per mangiare ci abbiamo messo mezz’ora di ricerca più venti minuti di fila ad attendere il tavolo, me ne è valsa la pena visto l’abbondante piatto di spezzatino di vitello cotto nella Guinness…. Ottimo! Anche qui abbiamo trovato un buon b&b, l’Abundant Spirit che si trova nel quartiere di Salthill, lontano dal traffico ma a 10 minuti a piedi dal centro.
Quinto giorno alla volta di Westport. Questa tappa è piuttosto leggera, dedicata al paesaggio che si trova lungo la strada e ai villaggi che si attraversano. Rilassante e comunque piacevolissima perché l’isola offre scorci veramente suggestivi; peccato per il tempo perché non siamo riusciti a goderci del tutto la Sky Road, una strada panoramica che inizia dopo Clifden. La sera arriviamo a Westport, il ns. b&b si chiama St. Catherine’s, è leggermente fuori dalla città (10 minuti di macchina) ma è immerso nel verde e molto accogliente. Un buon voto anche a questo. Un accenno al ristorante: anche questa città è molto trafficata (di persone intendo) e abbiamo fatto un po’ fatica a trovare un posto dove mangiare. Per puro caso abbiamo trovato un ristorante italiano (ma italiano davvero) perché il padrone ci ha sentiti parlare; abbiamo mangiato delle penne col salmone divine… pasta all’italiana con il loro salmone, indimenticabili. Soprattutto dopo giorni in cui ci siamo riempiti di patate in ogni salsa e pollo.
E’ il sesto giorno ed è anche l’ultima tappa in Irlanda, dopodiché si va in Irlanda del Nord. La nostra meta è Dunkineely, nel Donegal. Ci fermiamo per pranzo a Sligo, una cittadina colorata attraversata da un fiume; poi continuiamo attraverso il verde e l’acqua dei laghi che ora iniziano a vedersi numerosi. Ci fermiamo a visitare Parke’s Castle che si trova sul Lough Gill e poi riprendiamo la nostra strada; vediamo una montagna dalla strana forma chiamata Benbulben e continuiamo fino alla spiaggia di Rossnowlagh, dove ci sono addirittura ragazzini che fanno il bagno nell’oceano nonostante le grosse onde, i 15 gradi circa e la pioggerellina. Infine arriviamo al nostro b&b chiamato Shoreview e la nostra camera ha una splendida vista sull’oceano. Se ci andate vi consiglio di fare anche quattro chiacchiere con la padrona, di sicuro avrà tante cose da raccontarvi!
E’ di nuovo tempo di partire e si va a Londonderry/Derry. Attraversiamo i piccoli villaggi di Ardara e Glenties e poi ci ritroviamo tra i pascoli e le pecore a cui giustamente facciamo un bel servizio fotografico (rischiando di essere caricati da un pecorone!). Cominciamo a salire e passiamo Glengesh Pass, una curva dopo l’altra con sullo sfondo un paesaggio quasi selvaggio. Poi ritorniamo a vedere l’oceano e le viste spettacolari; intravediamo dalla strada una spiaggia bianca che decidiamo di andare a vedere.

Penso che sia la spiaggia più bella vista fino ad ora, la sabbia bianca, il mare trasparente e il cielo azzurro; peccato non potersi buttare in acqua. La sera arriviamo a Derry al Laburnum Lodge; questo b&b ci ha fatto talmente una buona impressione che a colazione abbiamo accettato di provare l’irish breakfast, ossia uova, salsicce e pancetta. Non credevo ma l’ho trovata una colazione fantastica, tanto che l’avrei riprovata altre due volte a Dublino.
Ottavo giorno, siamo in Irlanda del Nord e devo ammettere che i paesaggi sono diversi, meno selvaggi. Si va verso la capitale, Belfast. Questa tappa sarà davvero interessante. Cominciato passando vicino al Mussenden Temple, piccolo tempio costruito su una scogliera che si staglia sul mare; poi andiamo a visitare il Dunluce Castle, castello in rovina ma molto ben tenuto e interessante. Ed ecco che ci dirigiamo verso un’altra pietra miliare della nostra visita, la Giant’s Causeway; non sembra vero di vedere tali colonne dalle forme esagonali o pentagonali e cercare di convincersi che sono naturali. Troppo bizzarre!

La leggenda narra che fossero state create dal gigante Finn MacCool (da qui il nome del luogo) per fungere da collegamento con la Scozia, dove si trovava la sua amata. E infatti in Scozia c’è una conformazione simile. Proseguiamo verso il ponte di corde di Carrick-A-Rede, che dista poco più di 9 km, anche questo sconsigliato a chi soffre di vertigini. Io non sono fra questi ma c’è voluto comunque del coraggio! Per arrivarci si fa un po’ di strada a piedi lungo un sentiero che costeggia un mare trasparente, poi si arriva a questo ponte che sta sospeso a 25 metri d’altezza e che collega due scogliere.

Lo si attraversa al massimo in otto persone per volta ed è proprio un’avventura, soprattutto fermarcisi in mezzo per fare la foto mentre il ponte oscilla di qua e di là!
Fatta anche questa andiamo alla meta, Belfast, al All Seasons b&b. E’ strano entrare in città e pensare alla sua storia, tanto più che, a parte le varie bandiere inglesi che si vedevano per le strade, sembrava tutto molto normale.

In effetti anche l’esercito inglese aveva lasciato l’Irlanda del Nord un paio di settimane prima. Consiglio di visitarla, non siamo riusciti solo a vederla dalla macchina perché comunque abbiamo privilegiato i paesaggi alle visite delle città ma ci ha lasciato comunque un ricordo positivo.
Penultimo giorno del tour, partiamo per Rostrevor. Giornata leggera, ci godiamo i paesaggi e gli splendidi villaggi sulla costa. Ci fermiamo a vedere Greyabbey, un’antica abbazia in rovina e poi ci dirigiamo alla Mount Stewart House, una villa del secolo scorso circondati da magnifici giardini nella quale passiamo mezza giornata. Ripartiamo e prima di continuare per Rostrevor ci fermiamo a Downpatrick a vedere la cattedrale di San Patrizio, patrono d’Irlanda, e la sua tomba.

E’ il 15 agosto e anche lì i cattolici festeggiano l’Assunta, per questo sulla strada troviamo molta polizia che serve ad evitare eventuali scontri con i protestanti. Certo, anche questo fa parte dell’isola e della sua storia. Arriviamo a Rostrevor, paese sul Carlingford Lough. Il b&b si chiama An Tobar ed è gestito da due simpatici vecchietti che per colazione ci riempiono di ogni bene.
E’ l’ultimo giorno e si ritorna a Dublino. Passiamo Newry e poi siamo di nuovo in Irlanda. Ci fermiamo a Monasterboice, dove si possono vedere le croci celtiche più alte d’Irlanda; attraversiamo Drogheda e ci fermiamo poi ai siti archeologici funerari di Newgrange, Knowth e Dowth, nella valle del Boyne. Sembra che Newgrange sia più antico di Stonehenge. Infine la strada ci richiama, dobbiamo riconsegnare la macchina e quindi ripartiamo per Dublino.
Gli ultimi due giorni li passiamo nella capitale; mi sono innamorata di questa città dalla prima volta che l’ho vista perchè è cosmopolita ma allo stesso tempo è a misura d’uomo. Andiamo nella chiesa di St. Michan’s dove è possibile visitare le cripte e vedere i resti mummificati delle persone che vi sono state sepolte centinaia d’anni fa; la particolare atmosfera creatasi all’interno ha permesso il processo di mummificazione. E la visita è resa ancora più interessante dalla guida: di primo acchito sembra quasi un pazzo ma vi farà divertire molto! :ok:
Poi ci dirigiamo all distilleria della Jameson che è lì vicino e che ho trovato più interessante di quella della Guinness che visitiamo subito dopo.
L’ultimo giorno andiamo a vedere il Trinity College; abbiamo deciso di prendere il biglietto per la visita guidata che è organizzata dagli studenti ma ammetto che se ne può fare tranquillamente a meno e girare l’esterno da soli. Da non mancare poi il Book of Kells e la grande biblioteca… mai visti tanti libri, peccato non poterli toccare.
Infine il pomeriggio lo dedichiamo allo shopping e a rubare gli ultimi scorci della città.
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Il viaggio è stato praticamente perfetto, i B&B si aggiravano su una media di € 35 a persona e anche l’hotel a Dublino era a buon prezzo nonostante la posizione assolutamente centralissima. Consiglio di noleggiare l’auto con l’Enterprise, anche con loro non abbiamo avuto alcun problema.
Per il resto cosa posso dire? Il mio cuore è rimasto là, vorrà dire che un giorno tornerò a riprendermelo!

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