Nosy Be ed isole minori – Marzo 2011

Il Madagascar e’ una terra affascinante. Il mio viaggio si concentra a Nosy Be e le isole che la circondano.

Pin It

Ci sono 10 commenti su “Nosy Be ed isole minori – Marzo 2011

  1. Grazie, sono contento che vi sia piaciuto. Io e la mia ragazza siamo dei piccoli viaggiatori. Il Madagascar e’ una terra da visitare per chi ama il clima tropicale. Ma come per ogni viaggio le escursioni devono essere fatte.

    I ricordi con il tempo si affievoliscono ma io porto sempre la videocamera con me cercando di catturare ogni possibile istante.

  2. cristian.. il tuo video mi ha riportato esattamente ad un anno fà quando ho fatto il tuo stesso viaggio..è bellissimo rivedere anche nei video di altre persone ciò che si è visto con i propri occhi..sempre una bella emozione.

  3. Sono passati ormai 2 anni da quell’Aprile 2011. Il ricordo di Nosy Be è ancora forte. Una terra che mise a dura prova la mia salute e la mia tenacia. Fu come se mi volesse prepotentemente comunicare che non ero a casa mia, e che, una volta uscito dal resort dovevo fare i conti sia con una terra selvaggia che con gli abitanti che la popolano.
    Ricordo ancora l’esperienza vissuta in una spiaggia vicino a al resort dove per arrivarci fu necessario attraversare i villaggi lungo un sentiero sterrato, pietroso e igienicamente discutibile. Tutto bene fino a quando si hanno gli infradito sui piedi ma terminata la visita in spiaggia e scattate tutte le foto fu tremendo accorgersi che i pescatori o i bambini ce le avevano “chiavate” per soli 2 minuti di distrazione. Ripercorrere quel sentiero a piedi nudi con il viso sofferente e sentirmi preso per il **** dagli abitanti malgasci non è descrivibile a parole.

    I batteri intestinali erano all’apice della loro potenza proprio il giorno della visita a Nosy Komba (isola dei lemuri macaco). Luogo che mi spinse a fare il viaggio in Madagascar. Dovetti rinunciare e passare la giornata nel mio alloggio tra zanzare killer e atroci sofferenze. Nulla a confronto della notizia che una volta persa quell’escursione non era più possibile farne un’altra a meno che non si fossero aggregate altre 10 persone paganti. Impossibile. Eravamo ad inizio stagione e se ne contavano poche. Umore a pezzi. Furioso e sofferente dai postumi del maldipancia.

    Dopo aver parlato con il cuoco sardo (come me) molto amico del direttore riuscii ad ottenere l’escursione pagando un extra al suo costo già troppo alto . Ero felice. Un’imbarcazione tutta per noi 2 (io e Fede). Sarà divertente dissi. Entusiasmo presto smorzato nel vedere che la nostra imbarcazione era una barchetta fatiscente con il tettuccio arruginito. Ben differente da quella usata dagli altri escursionisti. Ok, dissi, non possiamo pretendere…accontentiamoci. Anche lì dovetti ricredermi perchè una volta partiti dovemmo fare i conti con le onde. Quell’imbarcazione ebbe tutta l’aria di non essere adatta all’attraversata da un’isola all’altra. Ogni onda sembrò uno tzunami ed ogni interminabile secondo che passava mi chiesi chi ca..o me lo avesse fatto fare. Dissi a me stesso “un altro minuto e mi faccio portare indietro” Fui terrorizzato. Cercai di resistere minuto per minuto. Inutile il tentativo della nostra guida di cercare di distrarmi. Fummo in evidente pericolo. Un solo sbaglio nel tagliare l’onda e saremo finiti in acqua. Ad un certo punto il mare iniziò a calmarsi e il rumore delle onde svanì. Non mi sembrò vero ma da quel momento andò tutto a meraviglia. Il messaggio del Madagascar fu chiaro: per saper ammirare la bellezza della natura bisogna conoscerne anche quella ostile. :ok: Non per tutti.

Lascia un commento

Commenta con Facebook