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Messaggio vecchio P 22-11-2004, 17.16.54 Turismo Responsabile
 
 


Provo a introdurre un thread che ho in mente da un po’ ma non mi sono mai decisa a postare…



Parlo di etica del turismo, di turismo responsabile,…

Non mi sono mai decisa a postarlo perché è un terreno minato, nel quale lo scadere in ipocrisia e bigottismo è molto molto facile, molto difficile invece è parlarne con cognizione e conoscenza.

Ne voglio però parlare perché penso sia qualcosa a cui ognuno di noi viaggiatori ha pensato almeno una volta e sono molto molto curiosa di sentire il vostro parere.

Sono tornata dall’Africa, dalla Tanzania, con un vissuto molto contraddittorio: da una parte il mal d’Africa che mi attanaglia, dall’altra la consapevolezza che vedere i leoni al Serengeti non è vedere l’Africa, che innamorarsi dei paesaggi non è innamorarsi di un paese, con il pensiero pulsante che vorrei tornarci ma che non potrei più andare solo per i parchi naturali (sto un po’ estremizzando…).
Questo sentimento sta diventando pervasivo anche di altre mete sognate …insomma io sono un po’ confusa…
Penso che la scelta non sia necessariamente fra “non pensarci” e “fare i missionari” tuttavia mi chiedo quali sono le strade percorribili, per carattere faccio fatica a individuare le vie di mezzo che certamente esistono.
Voi come vi ponete?

Se volete, due siti interessanti
www.aitr.org – sito della Associazione Italiana Turismo Responsabile
www.solidea.org – sito di “nuove idee per la solidarietà internazionale”

Ciao a tutti,
Meg


Siamo un esercito di sognatori, per questo siamo invincibili.


Valencia - 16/18 maggio
Portogallo - 12/25 agosto

 
 
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Messaggio vecchio P 22-11-2004, 20.09.53
 
 


Dopo aver letto alcune notizie sul Turismo responsabile , mi sono fatto questa idea, e vorrei condividerla con voi.
Quando si decide di intraprendere un viaggio, sarebbe meglio informarsi sul paese scelto come meta, leggere le informazioni utili sulla cultura, la religione, gli usi e costumi del Paese, per poter entrare nella mentalita’ del suo popolo e per poter capire , dietro un sorriso, dietro gli occhi tristi o felici di un bambino cosa si nasconde. Di solito prima di partire si cercano l’informazioni sull’hotel, sulla spiaggia piu’ bella, o su dove andare a divertirsi, queste sicuramente sono informazioni utili, ma a mio parere si puo’ andare nel migliore Hotel o prendere il sole sulla spiaggia piu’ bella, ma se non apriamo gli occhi per osservare e non guardare le cose che ci circondano, se non ci adattiamo alla mentalita', alle usanze locali, il nostro viaggio sara’ stato solo un modo per spendere soldi, senza ricevere niente in cambio, Io ho l’abitudine di osservare le persone, fotografarle, cosi come mi piace restare a guardare una pietra di una rovina maya... mi fermo a pensare al momento in cui quella “banale” pietra è stata messa in quel punto,e a come potessero vivere in quel epoca cosi lontana , ma affascinante e misteriosa.
Siamo tutti turisti in questo mondo, quindi cerchiamo di far tesoro dei luoghi che visitiamo, cerchiamo di vivere quei giorni di vacanza in modo costruttivo, questo si puo fare, anche restando sulla spiaggia ad osservare il mare, io ho conosciuto persone che prima di tuffarsi a mare domandavano se i pesci dei caraibi sono piu’ colorati di quelli di sharm in egitto, perche’ in caso contrario non si sarebbero tuffate con maschera, pinne e tubo. Spero che tra noi della Community non esistano persone cosi, perche’ queste persone meriterebbero di restare a casa.
Terminado voglio ricordare a tutti di rispettare la Natura, i Siti archeologici, la barriera corallina, ma soprattutto rispettate la cultura del paese che vi ospita, provate prima di giudicare, e soprattutto usate creme protettive biodegradabili, il mare è un bene di tutti noi, turisti del mondo.

 
 
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Messaggio vecchio P 22-11-2004, 20.40.10
 
 


Cara Meg capisco benissimo quello che vuoi dire, anch'io spesso e volentieri ho fatto le stesse tue considerazioni.
Esempio pratico : quando ero in Thailandia spaparanzata sulla spiaggia non riuscivo a non pensare a Bern. Era un cameriere tuttofare del piccolo hotel in cui alloggiavo, con cui io e mio marito, nelle sere in cui Bern faceva il "barman", facevamo volentieri qualche chiacchiera. Al padrone dell'hotel seccava questa confidenza che Bern si prendeva con noi, anche perchè probabilmente sapeva che Bern ci poteva raccontare "simpatici" particolari, come il fatto che le mance che alla sera lasciavamo al ristorante per i camerieri se le prendeva lui, che era stra-sottopagato e che lavorava 24 ore su 24 ecc.
Bern era originario del nord della thailandia ma per trovare lavoro era venuto fino a lì, l'isola di Koh Samui. Riusciva a tornare al suo villaggio solo una volta all'anno perchè il biglietto (dell'autobus, ovviamente di aereo proprio non se ne parla!) costava troppo. Viveva tutto solo in una piccola capanna vicino all'albergo. Era avido di notizie sulla nostra "civiltà", ricordo che ci chiese a quale piano abitavamo e quando gli abbiamo risposto che avendo una casa nostra "abitavamo a piano terra" era rimasto sbigottito. Qualche giorno dopo essere tornata in Italia mi sono capitate in mano diecimila o ventimila lire (non ricordo con esattezza), e in quel momento ho pensato "con queste Bern poteva pagarsi un viaggio al suo villaggio e per me non sono che una pizza in meno...."
Tutta questa pappardella per dirti che da quella volta quando viaggio mi sono ripromessa di tenere quel "terzo occhio" un pò più aperto e se mai incontrerò un altro Bern saprò cosa fare!
Di certo non possiamo risolvere la fame nel mondo i conflitti o cos'altro ma non è neanche giusto fare finta di niente e girare la testa dall'altra parte!

Poi come dice AlexM bisogna informarsi sempre sulla cultura del paese che si visita.
Ero in India per lavoro e spesso ai bambini storpi che mi chiedevano l'elemosina per la strada davo qualche moneta, quando una mia collega mi ha visto mi ha molto rimproverato raccontandomi che sono i genitori stessi a storpiare/azzoppare i bambini in modo che facciano provare più pena al turista, mi disse di dare soldi SOLO alle persone anziane altrimenti si rischia di incrementare questo fenomeno.

Santo cielo quanto ho scritto! perdonatemi!
Avrei altri due miliardi di cose in mente.........................................


Leave nothing but footsteps, take nothing but pictures.

 
 
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Messaggio vecchio P 27-11-2004, 01.02.45
 
 


Ho capito.

Da una parte piace vedere gli animali nelle riserve, da un'altra ti chiedi: " ma quanto male stiamo facendo a questi animali?"

Il turismo è la seconda industria mondiale solo dopo al quella petrolifica.

Se il mondo ancora ci sarà (ed io spero vivamente di si), tra 50/60 anni quando le riserve di petrolio saranno ormai agli sgoccioli il turismo sarà la prima industria mondiale!

Con questo voglio dire che al turismo sono legati interessi molto piu grandi di quello che ci possiamo immaginare (perlomeno io) a livello mondiale.

Quindi il turismo è uno dei principali "problemi" del mondo, allo stesso livello dell'ambiente ma che guarda caso entrambi non vengono presi in considerazione quanto meriterebbero. E allora io mi domando: "quanti interessi ci sono intorno al mondo del turismo?"

Trovare una soluzione che accontenti tutti i soggetti che fanno parte del "mondo del turismo", che poi non sarebbe altro che il mondo, la vedo (mio malgrado) un'impresa veramente molto ardua, molto.

Saluti.

 
 
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Messaggio vecchio P 27-11-2004, 12.09.43
 
 


non è facile tornare da posti dove la povertà sta accanto al lussuoso hotel 5* e non sentirti minimamente toccati.
per me il turismo responsabile è rispettare la popolazione con i vari usi e costumi quindi non assumere atteggiamenti o indossare vestiti che potrebbero essere fuori luogo. poi è cercare di vedere più cose possibili e non rovinarle ( dalla barriere coralline ai monumenti,...) ad esempio ho letto che in Sri Lanka una turista si è seduta su una statua di un dio e quella statua è rimasta chiusa al pubblico per 2 anni per essere purificata. è dare qualcosa ai bambini che ne hanno bisogno (mai denaro nè dolci). è pensare che sarebbe bello se quello che stiamo ammirando noi lo possano vedere altrettanto intatto i nostri nipoti,...

 
 
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Messaggio vecchio P 28-11-2004, 23.01.41
 
 


Nel mio piccolo cerco di fare quello che posso.
Quando organizzo un viaggio, oltre alle info generali cioè turistiche, cerco anche informazioni più specifiche sugli usi e costumi, come diceva AlexeM, di tutto un po'.
Cerco di non lasciare rifiuti non smaltibili, in posti tipo Maldive, riportandomi indietro pile scariche, bottiglie di shampoo ecc.
Non prendo nulla dal mare, dalla spiaggia.
Non do da mangiare il pane ai pesci, cosa dannosa che molti non sanno, e fanno pensando di fare bene.
Se so di recarmi in un posto dove la gente non naviga nell'oro mi porto qualche regalino, giochini, magliette, cappellini, biro.
In Kenia ricordo che in una spiaggia non davano da bere ai bambini (beach boys) bè allora compravo l'acqua io e la davo a loro di nascosto, altrimenti mi beccavo anche il *****atone.
Oppure nei villaggi all inclusive mi è capitato di assistere che ai ragazzi dell'animazione non davano da bere alcuni tipi di bevande, allora mi venivano a chiedere se potevo prendere una birra per loro, bè lo facevo volentieri.
Non che questi siano esempi di turismo responsabile, certo, soprattutto questi ultimi, ma per dire che si può andare incontro alle necessità altrui, soprattutto se pensiamo che noi siamo la a godercela, mentre per altri non è la stessa cosa, quindi se possiamo dare un aiuto, facciamolo.
Si può iniziare dai piccoli gesti......che sono già molto.




 
 
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Messaggio vecchio P 29-11-2004, 18.35.26
 
 


Grazie a tutti per le risposte, sono sollevata di non essere la sola turista di giramondo che ha questi pensieri...

Sono d'accordo con voi che partire informati sia già un lungo e bel passo verso una forma di turismo più responsabile del mero traslarsi su una spiaggia e tornare a casa!!

Però un altro aspetto è quanto, da turista "qualunque" mi è dato di conoscere un paese: mi spiego meglio, o ci provo. Se parto in fai da te, prenoto solo il volo e all'arrivo faccio avventura utilizzando mezzi pubblici, ... allora forse, se sono fortunato, torno e credo di poter dire di conoscere quel paese, perchè magari qualcuno mi ha ospitata a casa sua e pur avendo poco lo ha condiviso con me, o avendo tanto, perchè no. In ogni modo entro nelle loro vite, anche se per poco, vedo come vivono. La stessa cosa non mi accade se vado con tour operator, anche se "sportivo" e avventuroso... a me è sembrato che anche la guida locale, nata e cresciuta in Africa, fosse stata addestrata su cosa dire dell'Africa... è stato come vedere le cose attraverso un filtro zuccheroso. E mi ha lasciato l'amaro in bocca, perchè mentre di altri paesi posso dire di aver sperimentato per quanto poco il loro stile e di poter dire che ho visitato un paese o un altro, nel caso dei paesi più poveri non posso fare altrettanto, non li conosco, ne conosco paesaggi, animali, storia, monumenti, resti archeologici... ma non so come viva chi ci vive,
e i paesi li fanno le persone.

Ecco qui... il dubbio di oggi.

Meg


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Messaggio vecchio P 29-11-2004, 22.20.49
 
 


Argomento profondissimo che lascia risposta ad ancor più profonde.
In un altro topic avevo toccato l'argomento della 'missione' che ogni viaggiatore ha.
Sono rimasto affascinato da un libro, Amor America, di una scrittrice spagnola Maruja Torres che descriveva in pratica la preparazione spirituale che un viaggiatore vero dovrebbe affrontare.
Il problema è che siamo nell'era del turismo di massa e non tutti quelli che arrivano in Thailandia sono viaggiatori.Oggi è permesso a tutti arrivare in posti inpensabili per i quali spesso certa gente non è nemmeno pronta.
dovremmo farne una questione di cultura,di preparazione,un viaggio dovrebbe essere un risultato di un approfondimento,di uno studio,dovremmo sapere quanto è importante la Patagonia prim'ancora d'interessarci a quanto costa il viaggio.........
allora mi rifaccio a quel libro e penso che sia una questione di spirito.....non si è tutti viaggiatori e non si è tutti avventurieri ma c'è della gente che nella massa si distingue e siti come questi aiuteranno a crescere persone,viaggiatori nuovi

 
 
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