Corsica
Le scogliere di Bonifacio
La Corsica è, per estensione, la quarta isola del Mediterraneo (dopo Sicilia, Sardegna e Cipro). Separata dalla Sardegna dal breve tratto delle Bocche di Bonifacio, emerge come un enorme scoglio montuoso e ricco di foreste dal Mar Mediterraneo, segnando il confine tra la sua parte occidentale, il Mar Tirreno e il Mar Ligure. Universalmente conosciuta come il luogo natale di Napoleone (nato nel 1769 ad Ajaccio, un anno dopo che l'isola era stata occupata dal Regno di Francia), la Corsica autentica e profonda, più che rinnegare questo figlio che le voltò le spalle per conquistare il mondo, semplicemente lo ignora, lasciando alla capitale Ajaccio il vezzo di nutrirne la memoria soprattutto ad uso dei turisti.
Crocevia da 4000 anni di rotte e di popoli, con alle spalle una storia affascinante e complessa, l'isola che, secondo un'ormai consolidata leggenda, i Greci chiamarono Kallíste, la più bella, racchiude il suo volto più vero, indomito ed orgoglioso, nelle sue selvagge valli coronate da fitte foreste e montagne alpine, nell'austera - quasi contadina - cappella funebre del suo vero eroe, Pasquale Paoli (1725-1807), ancor oggi venerato come colui che - seppure per un brevissimo periodo - seppe dare concretezza al suo mai sopito anelito d'indipendenza.
Con circa un terzo del suo territorio protetto come Parco nazionale, e gran parte del bellissimo litorale immune - soprattutto grazie alla testarda lotta della sua gente - dalle colate di cemento che hanno deturpato gran parte delle coste mediterranee, la Corsica, quasi spopolata (31 abitanti/kmq), basa buona parte della sua economia sul turismo, che raddoppia la sua popolazione d'estate. Alla ricettività, ben sviluppata e molto assortita per offerte e destinazioni (dall'alpinismo alla subacquea), si affianca la tradizionale economia agro-pastorale e vinicola, cui negli ultimi anni, pur tra difficoltà e contraddizioni, si aggiunge una timida apertura verso il terziario avanzato.
Il rapporto irrisolto tra la Corsica e la Francia, che la governa da 237 anni (1769-2006), è reso manifesto, oltre che dall'attaccamento della sua gente alla propria tradizione e alla propria lingua (u Corsu, definita Lingua possente, e de' più italiani dialetti d'Italia da Nicolò Tommaseo) dagli indicatori statistici, che ne rivelano la crisi economica e sociale (perenne fanalino di coda nel Paese transalpino per natalità ed occupazione), e dalle sue forti spinte autonomistiche ed indipendentistiche, che si scontrano con la monoliticità della Costituzione francese, forse la più centralista d'Europa.
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Nonza - fotografia di Khophangan
Geografia
Poco più vasta dell'Umbria, la Corsica, con i suoi 8.681 kmq di superficie, sorge dal Mar Mediterraneo come una catena di aspre montagne.
Di forma allungata nel senso dei meridiani, misura 183 km da Capo Corso (a Nord) a Capo Pertusato (a Sud), mentre la larghezza massima è di 83 km.
Lo stretto (12 km) delle Bocche di Bonifacio la separa dalla costa settentrionale della Gallura (Sardegna). A Ovest il promontorio più vicino sulla Penisola è quello di Piombino (82 km), mentre il litorale francese (Costa Azzurra) si trova, nel punto più prossimo, a circa 170 km a Nord-Ovest. Il Capo Còrso, il promontorio spesso indicato come dito di Corsica, punta diritto sul Tigullio, distante poco più di 150 km a Nord. Lo sviluppo costiero è di circa 1200 km, solo 300 dei quali sono costituiti da spiagge, più frequenti sulla costa orientale, affacciata sul Tirreno verso l'Italia e l'Arcipelago Toscano, la cui isola più vicina è la Capraia distante 31 km dal Capo Còrso. In condizioni di buona visibilità e bel tempo le montagne della Corsica sono visibili già dalle quote medio-basse delle colline che coronano la costa italiana dalla Liguria all'Argentario.
La dorsale montuosa principale percorre l’isola trasversalmente, da Nord-Ovest a Sud-Est, dividendo la Corsica in due regioni, distinte in buona parte da un punto di vista geologico, con prevalenza di rocce cristalline granitiche sul versante a sud e a ponente e di rocce scistose e zone alluvionali a levante.
Tale divisione è ricalcata anche dalla divisione amministrativa in due Dipartimenti ed ha avuto importanti conseguenze storiche.
Il monte Cinto (2706 m), a soli 28 km dal mare, è la cima più elevata dell’isola. Altri massicci montani raggiungono quote notevoli: il monte Rotondo (2625 m), il monte Padru (2390 m), il monte d’Oro (2389 m), il monte Renoso (2352 m), il monte Incudine (2134 m). Numerose altre cime spingono la loro sommità intorno ai 2000 metri. Molto montuoso è pure il Capo Còrso, con cime che superano i 1300 m. L’altitudine media dell'isola supera i 500 metri (568 m).
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Lavezzi - fotografia di simona70
Parchi naturali
Il Parco Naturale della Corsica, creato nel 1970, interessa quasi un quarto del territorio dell'isola (circa 2000 kmq) e permette la conservazione del paesaggio e di numerose specie animali e vegetali, alcune delle quali rare e peculiari della Corsica.
Tra queste spicca la Muvra, il muflone còrso, simbolo del parco e dell'isola (700 unità). Da poco è stato reintrodotto il cervo, e numerosi sono i cinghiali e i maiali semi-selvatici, spesso ibridati tra loro: allevati allo stato brado costituiscono materia prima per la tipica salumeria tradizionale còrsa.
Altro animale simbolo è l'avvoltoio degli agnelli, presente in una dozzina di coppie; in numero analogo l'aquila reale e il falco pescatore. Più diffusi sono il falco pellegrino, l'aquila del Bonelli, il nibbio reale. Endemiche sono pure le specie del gabbiano còrso (che nidifica anche alla Capraia) e della sitta (picchio muratore còrso, sitta whiteheadi). Nelle zone umide della costa orientale sostano cicogne bianche e nere, gru e oche ed altri migratori. L'avifauna stanziale comprende inoltre sottospecie còrse di corvo, pernice rossa, picchio, assiolo e fringuello. Tra i rettili spicca l'assenza della vipera, mentre sono presenti tre specie di tartaruga (di terra, di mare, d’acqua dolce) e due specie inoffensive di colubro. Nei torrenti e nei laghi vivono l’anguilla e la trota fario.
Il Parco si sviluppa lungo la dorsale montuosa che attraversa l'isola da NE a SO ed include - oltre alla riserva naturale di Scandola (posta sotto il patrocinio dell'UNESCO) - anche zone pedemontane e marine, come il Golfo di Porto, coronato dagli spettacolari Calanchi, o gli stagni litoranei della costa orientale.
Durante oltre trent'anni il Parco ha avuto un ruolo chiave nel recupero del territorio attraverso la ripresa della secolare cultura del castagno, la protezione antincendio, il recupero di dozzine di ovili e stazzi, il riavviamento di mulini ad acqua, il restauro di monumenti e lo sfruttamento di giacimenti archeologici, dando nuovo impulso all'insediamento nell'interno e favorendo lo sviluppo dell’artigianato locale.
Lungo lo spartiacque del Parco corre per circa 200 km il sentiero G.R. 20 (Grande Randonnée 20), che unisce Calenzana (Balagna, verso Calvi) a Conca (verso Porto Vecchio), sulla costa sud-orientale dell’isola. Il tracciato si sviluppa spesso oltre i 2000 m, ed è percorribile interamente solo da luglio a ottobre, a causa del forte innevamento che interessa le aree centrali. L’intero percorso richiede almeno due settimane per essere completato, ma può essere diviso in tappe con soste nei rifugi.
La rocca di Corte, antica capitale della Repubblica Paolina, oggi sede dell'Università di Corsica.
http://it.wikipedia.org/wiki/Corsica
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