Israele | Forum Viaggi Il Giramondo

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    P Israele

    Israele

    Lo Stato d'Israele è uno stato del Vicino oriente che si affaccia sul Mar Mediterraneo. Confina con l'Egitto a Sud, la Giordania a Est, il Libano a Nord e la Siria a Nord-Est.




    Israele è considerato uno dei Paesi più avanzati del Medio oriente per quanto riguarda il progresso economico ed industriale. Malgrado la limitatezza delle risorse naturali, lo sviluppo dei settori industriale ed agricolo, protrattosi per decenni, ha reso Israele ampiamente autosufficiente per la produzione alimentare, eccetto per le granaglie e per le carni. Israele è un grande importatore di idrocarburi, materie prime, equipaggiamenti militari. Per l'export, si distingue per frutta, verdura, farmaceutici, software, chimici, tecnologia militare, diamanti. È un leader mondiale per la conservazione dell'acqua e per l'energia geotermica. Per la sua competenza nella produzione e ricerca info-telematica, è stato paragonato alla Silicon Valley.



    Deserto del Negev

    Il turismo (benché comprensibilmente ostacolato dalle notorie condizioni geopolitiche, inducenti a protocolli di sicurezza sensibilmente elevata), in ispecie quello religioso, è un cespite industriale di assoluto rilievo, anche a causa del clima gradevole e dell'importanza storico-artistica dei siti archeologici tuttora esistenti. In tale cornice, spicca la strategicità della compagnia di bandiera El Al, sia come vettore internazionale, sia per i collegamenti interni.



    Fonte: Israele - Wikipedia
    "Esiste una persona, da qualche parte, a cui siamo legati più che a ogni altra cosa.
    Qualcuno a cui possiamo restituire la vita con un semplice gesto, la donazione di midollo osseo".

    ADMO

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  3. #2
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    P Israele zaino in spalla!

    Racconto lunghissimo, I'm sorry. Ma quando sarò vecchio, leggere tutto ciò mi farà tornare indietro con i pensieri a quei momenti, quegli istanti, queli luoghi fantastici, quelle persone stupende incontrate nel mio cammino...perchè viaggiare è vita. E io la mia vita la voglio vivere!


    La Terra Santa...
    Giovedi 16 luglio.
    Finalmente arriva il giorno della partenza: sono immerso nella mia apprensione che solo l' arrivo a Tel Aviv riuscirà a stemperare. Parto da Saluzzo verso le 5.40 quando la notte ancora non ha lasciato il teatro alle prime luci dell' alba. Arrivo a Savigliano, dove il mio treno partirà verso la città torinese, con un notevole anticipo. Dopo aver salutato i miei genitori, inizio la mia avventura in direzione Torino. Arrivato nel capoluogo piemontese, via metro raggiungo la stazione di Torino Porta Susa e con un successivo cambio arrivo alla stazione di Milano Centrale.
    Ora mi tocca andare alla ricerca di un bus che faccia la spola tra la stazione e l' aeroporto di Malpensa: bus prontamente trovato dopo una breve consultazione con persone del posto. Sono costretto a questa soluzione, a dire il vero non molto comoda, in quanto il giorno antecedente la partenza non ero riuscito ad acquistare il biglietto online per il comodissimo bus della Sadem che da Torino mi avrebbe direttamente consegnato a Malpensa aeroporto. Ma dato che l' unico metodo di vendita è tramite internet, mi vedo costretto a ripiegare ad altra soluzione. Dopo un ora circa di viaggio eccomi finalmente arrivare all' aeroporto di Malpensa. Vado da subito alla ricerca del gate dove avere il mio biglietto. E' desolante vedere Malpensa cosi vuoto, cosi tristemente vuoto. Uno spazio immenso dove poche anime camminano in tutto silenzio apparentemente senza meta ne destinazione. Varco il primo controllo di giornata ( il primo di una lunga serie ) dove uno sbirro impreca per l' assenza della firma sul mio passaporto (nuovo). Se il buongiorno si vede dal mattino, siamo a posto...
    Il mio gate è deserto: dopo aver consegnato i documenti ecco avere il mio biglietto Meridiana che di li a poco mi consegnerà alla terra d' Israele. Dopo una breve attesa m' imbarco, il tutto in perfetto orario. Il mio volo è quasi al completo e dopo 4 ore tra i cieli ecco atterrare nella capitale Tel Aviv!




    ...Tel Aviv e Jaffa...
    Alle 5 ora locale sono finalmente in Israele, pronto ad iniziare questa lunghissima avventura in solitudine. L' apprensione non è ancora del tutto svanita: mi tocca superare i controlli rigidissimi dello stato ebraico, cosa non da poco. Al primo controllo una ragazza mi porge una miriade di domande: da dove vengo, perchè sono qui, dove alloggerò...e via dicendo. Dopo una decina di minuti passati a rispondere alle sue domane, finalmente mi consegna un fogliettino bianco barrato di nero con il visto israeliano appresso. Senza un motivo particolare, opto per il timbro israeliano separato e non sul passaporto come da prassi: sono consapevole del diniego di taluni stati medio orientali e africani ad accettare la mia pia anima nel qual caso mi saltasse in testa di partire per tali lidi. Ma una volta con il visto israeliano in mio possesso,
    tranquillo e rasserenato cammino verso l' uscita. Ma, ahimè, un ulteriore controllo è previsto. Vengo fermato nuovamente e quando mi viene chiesto di far visionare il visto che mi porto appresso, ecco accendersi una lampadina: caro Valdo, avrai problemi! Me lo sento, sono sicuro che qualche intoppo è sulla mia strada. Noto infatti nella fila accanto alla mia altre persone in attesa di controllo. Fin qui tutto normale, anche perchè hanno lo stesso fogliettino come il mio, ma con una differenza sostanziale: non è barrato di nero, ma di rosso! Tutti con lo stesso timbro dello stesso colore, e tutti tranquillamente guadagnano l' uscita una volta averlo mostrato al personale di sicurezza. La prima guardia mi intima di aspettare in disparte e nel frattempo chiama due altre persone addette alla sicurezza. Mi vengono alla mente, come in un film già visto, le problematiche avute a Bristol qualche mese addietro. Una donna di colore inizia a porgermi senza interruzioni mille domande di ogni genere. Penso di averle raccontato la mia vita in quelle risposte, e fors' anche il mio futuro. Dopo una ventina di minuti ( interminabili ) mi vedo riconsegnare il passaporto e aprirmi, finalmente, le porte alla Terra Promessa. La signorina, gentilissima oltretutto, non riusciva a comprendere come fosse possibile che un cittadino potesse avere in un mese soltanto un nuovo passaporto dopo una denuncia di furto dello stesso ( avessi detto lei di aver svolto le pratiche in 5 giorni, sarebbe stata la fine...). Viste le lunghezze burocratiche del proprio paese in materia di sicurezza, per questa ragazza era incomprensibile come un Paese straniero potesse in un solo mese consegnare un passaporto ad un suo cittadino. Se questi sono i controlli israeliani, mi vedo vita complicata per i prossimi 15 giorni...
    L' aeroporto di Tel Aviv non è particolarmente grande ed una volta guadagnata l' uscita vado alla ricerca della linea ferroviaria che collega l' aeroporto al centro città. Dopo aver acquistato il biglietto con carta di credito, scendo al binario dove dopo essermi accertato l' esattezza della direzione da prendere, parto verso la capitale poco istanti dopo. Noto da subito quanti giovani in tenuta militare affollano Tel Aviv, con il loro zaino e il loro M16 in spalla. Ho qualche difficoltà a comprendere quale sia la fermata dove scendere dato che Tel Aviv dispone di 3 stazioni ferroviarie. Opto per la stazione centrale della capitale che è forse quella più distante dal luogo ove devo recarmi. La stazione sorge a fianco di una grande arteria ed in lontananza si denotano i grattacieli ove, a mio parere, sorge il centro economico e nevralgico della città.
    Opto per una passeggiata di qualche chilometro ed inizio a domandare quale direzione prendere per arrivare in centro città? Quando un signore con la testa mi fa cenno che è preferibile arrivare in direzione Herbert Samuel Eslanade con un taxi o più semplicemente con un bus, decido di seguire il suo consiglio. Il mio pesante bagaglio ed il caldo, nonostante siano le sei passate, mi consigliano di seguire l' indicazione di quest' uomo. Vicino sorge la stazione dei bus, che io raggiungo ovviamente con un giro più lungo di quanto in realtà non sia. Chiedo informazioni su quale bus prendere per raggiungere Jaffa: c'è chi mi dice il 15, chi il 100. Bene. Oltretutto mi vedo costretto ad andare alla ricerca di un bancomat, scovato poi nelle vicinanze, per prelevare valuta corrente al fine di avere spiccioli per pagare il biglietto, acquistabile unicamente sul bus. Mi distendo nel frattempo su una panchina in attesa che giunga il bus 14 ( quello che porta a Jaffa ), in compagnia di una balda ottantenne totalmente intronata che continua imperterrita a parlarmi nella sua lingua a me incomprensibile. Tutt' attorno e un via vai di ragazzi e ragazze con i loro mitragliatori e le loro mimetiche. E' giovedi, domani è festa. Da una parte può, inizialmente, mettere apprensione il vedere tutti questi giovani con armi alla mano quasi fossero giocattoli, ma poi in me subentra sicurezza. Sicurezza di non essere mai solo, di avere sempre qualcuno pronto a dare una mano, ad avere forze dell' ordine sempre accanto.
    Sicurezza maniacale, fors' anche eccessiva, cui gli israeliani non rinunciano neanche in tempo di pace ( se vi è mai stata in quello specchio di terra ).
    Dopo minuti passati a capire su quale bus salire, eccomi finalmente partire nella speranza di aver fatto la scelta giusta. Con un occhio attento scruto le vie che man mano il bus imbocca e con l' altro il nome delle strade riportate sulla mia guida, in modo tale da capire in quale zona della città io sia e soprattutto, in caso mi smarrissi con questo bus, per avere una minima concezione su come raggiungere Jaffa anche a piedi. Dal mio finestrino osservo la città, viva come non mai nonostante il buio l' abbia avvolta. Le vie fremono di giovani e meno giovani, i locali sono affollati e le insegne luminose colorano questa notte, lunga come non mai. Dopo una ventina di minuti trascorsi osservando la città dal mio finestrino, ecco il bus fermare in Roslan st dove sorge illuminata la torre dell' orologio ottomana, costruita nel 1906. Sono finalmente a Jaffa, l' antica Jaffa. Cammino verso il centro città ( Jaffa è quasi una città nella città ) , luogo dove trascorrerò la notte. Le vie sono illuminate a festa, migliaia di persone affollano Jaffa dove risuonano musica e danze, dove una folla confusa va alla ricerca di mercanzia nelle centinaia di bancarelle. Faccio confusione e mi perdo in questo dedalo di viuzze, musica e colori, fin quando grazie ad alcune indicazioni riesco a trovare il mio alloggiamento, situato in una via parallela a ridosso della piazza centrale. La posizione è ottima, il quartiere auspica a pensare ad un luogo tranquillo e cosi le mie iniziali preoccupazioni scemano. Dopo un lungo giorno, trascorso su aerei, treni, bus, taxi e a superare mille controlli di frontiera, eccomi finalmente nel punto che farà da riferimento per i prossimi tre giorni. Alla reception un ragazzo gentilissimo
    mi mette a totale agio e dopo aver scambiato qualche parola con un ragazzo spagnolo sopraggiunto anch' egli in quel momento, ecco venirmi assegnata la camera: il terrazzo! Splendido! Insieme ad altri giovani, il mio letto non è altro che un materasso e diverse coperte, posto sul terrazzo del palazzotto. Il cielo e le stelle saranno il mio soffitto per tre notti, le musiche e la voce del mezzuin saranno la melodia del mio sonno e la melodia del mare sarà la mia compagnia durante il buio della notte. Posato i bagagli parto immediatamente alla scoperta di questo angolo di Tel Aviv illuminato a festa. Cammino confusamente tra una vietta e l' altra, immergendomi nella musica e negli odori che pervadono Jaffa. Si sta svolgendo una festa locale, tipica del luogo. Artisti di strada, venditori di cianfrusaglie, balli...l' arrivo a Jaffa non poteva essere dei migliori. Cammino osservando in silenzio l' allegria delle persone, giovani e meno giovani. Ad ogni strada che da ingresso al quartiere, servizi dell' ordine controllano borse e persone. Avverto che la paura è avvertita ovunque, che il pericolo potrebbe essere celato dietro l' angolo e che solo il destino è consapevole di come andrà a finire la serata per ciascuna di queste persone. E un risuonar di musica, di sorrisi, di voci che mettono allegria ai miei occhi attenti. Vago senza destinazione, senza mappa, lasciandomi guidare unicamente dalle sensazioni. Ed eccomi svoltare verso la torre ottomana, illuminata a giorno, sentinella onnipresente di Jaffa. Negozietti da
    cui sgorgano odori variopinti mettono in vendita dolci all' apparenza gustosissimi. Mi concedo un cibo particolare, un pane ripieno di formaggio e pomodoro, molto simile al nostrano calzone. Poco più avanti il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli mi riportano alla realtà di questa serata, la mia prima serata lontano dall' Italia. Mille luci mi attirano verso una stradina in salita, che porta diretta al cuore di Old Jaffa. Qual bel posto!
    Giaffa è il porto storico del Paese sul Mar Mediterraneo, citato nell'Antico Testamento come porto di arrivo del cedro del Libano usato per la costruzione del tempio di Salomone.
    Durante il Medioevo si trattava del principale porto della Palestina, usato dai mercanti europei. I Veneziani avevano creato nel tardo medioevo un servizio di galee di linea tra Venezia e Giaffa per il trasporto dei pellegrini europei che desideravano recarsi in pellegrinaggio in Terrasanta.

  4. #3
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    P Gerusalemme nazareth

    Salve io parto x la Palestina giovedì prossimo.. C'è qualcuno appena rientrato ? In teoria si sono calmate un pó le acque..

  5. #4
    Giramondino
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    P

    Ciao, io sto in israele da fine luglio per lavoro.
    Rispetto ad agosto, la situazione è tranquilla perché la tregua firmata ha portato la fine dell'allarme razzi sulle città israeliane.
    Occasionalmente, ci sono momenti di instabilità in zone particolamente "sensibili". In occasione delle festività religiose, musulmane e ebraiche, spesso la tensione si manifesta in agitazioni per strada, assembramenti di protesta ecc.
    Un paio di giorni fa, per esempio, sulla spianata delle moschee a Gerusalemme, ci sono stati attriti tra i soldati e i fedeli andati a pregare.
    Ogni tanto, nella cronaca locale si legge di episodi simili, da entrambe le parti.

    Per quella che è la mia esperienza, posso dirti che ho girato tranquillamente nelle aree B e C, sotto controllo misto o israeliano.
    Anche nell'area A nessun problema, ma obbiettivamente, per adesso, mi è capitato meno di andarci.
    Non so che giro farai, posso dirti che Gerico e l'area circostante è calma, così come, mi dicono, Ramallah.
    Nablus, Jenin e soprattutto Hebron sono più a rischio instabilita' e consigliano di non andarci senza guida locale, soprattutto Hebron.

    Per qualunque altra info, sono a disposizione

  6. #5
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    P

    Grazie infinite .. Arriveremo con un guida locale dato vado in Galilea per poi arrivare a Gerusalemme . Prima di Gerusalemme andremo a qumram e jerico .

  7. #6
    Giramondino
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    P

    Citazione Originalmente inviato da lauferreari Visualizza messaggio
    Salve io parto x la Palestina giovedì prossimo...
    Per Palestina, avevo inteso West Bank, invece mi pare di capire che starai prevalentemente in Israele (a parte Gerico e Qumran).
    In Galiela la situazione è sempre calma e poi se hai la guida, saprà darti le giuste indicazioni.

    Se non sbaglio, le feste di Sukkot (per gli ebrei) finiscono il 16 e fino a fine mese non dovrebbe esserci più nulla (verso il 26 c'è il capodanno islamico)
    Almeno non rischi di trovare chiuso qualcosa.

    Buon viaggio

  8. #7
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    P

    Ti ringrazio.. Parto giovedì e torno il 30 ti saprò dire come mi sono trovata ..

  9. #8
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    P

    Ciao sono tornata giovedì e fortunatamente è stato tutto bellissimo e molto tranquillo

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