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Provenza dalla A all Z

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Messaggio vecchio P 29-07-2008, 12.06.31 Provenza dalla A all Z
 
 


Nel mese di giugno è uscito il libro:
Provenza dalla A all Z di Peter Mayle (notoriamente estimatore della provenza).

Da internetbookshop:

Sintesi
Chi ama la Provenza, i suoi piaceri e i suoi divertimenti trova da sempre in Peter Mayle una guida affidabile, piacevole e amena: le sue pagine sono ricche di notizie utili, ma anche di curiosità e indiscrezioni. In questa sua nuova incursione nella regione dove ama vivere, Mayle ha collezionato e scelto gli elementi e le informazioni che meglio colgono quel paesaggio incantevole e la sua anima. In vent'anni ha infatti raccolto una varietà di informazioni e notizie - ma anche vecchie fotografie e pubblicità d'annata, ricette e leggende locali - davvero sorprendente ed entusiasmante. Mayle esplora gli argomenti più diversi: l'architettura e lo zingue-zingue-zoun (ovvero il violino nel patois locale), il pissadou (ovvero la toilette) e il pastaga (ovvero il pastis), gli esuli che hanno soggiornato in quelle terre, il museo della Legione Straniera e quello del cavatappi, i papi ad Avignone, la lavanda e le bizzarrie linguistiche, il carattere dei provenzali e il fascino di Aix-en-Provence, le origini della Marsigliese, nata sulle rive del Mediterraneo e poi diventata il simbolo dell'intera Francia, e Fanny, l'eroina - un po' oscena - del folclore locale. Senza dimenticare di guidarci sulle tracce dei protagonisti dell'arte e della cultura che hanno reso unica questa regione, da Petrarca a Nostradamus, dal marchese de Sade a van Gogh e Cézanne, da Alphonse Daudet e Frédéric Mistral a Marcel Pagnol e Jean Giono.

La recensione di IBS
Da un punto di vista amministrativo la Francia sudorientale, da Arles a ovest fino alla frontiera con l’Italia a est, si chiama Paca, che sta per Provence-Alpes-Côte d’Azur. Peter Mayle, inglese che mangia, beve, scrive e vive in quella zona, già autore di Un anno in Provenza e Un’ottima annata, ci parla delle bellezze di questa terra, qui identificata con l’area dei tre départements di Bouches-du-Rhone, Alpes-de-Haute-Provence e Vaucluse. Lo fa attraverso un dizionario della Provenza dalla A alla Z, nel quale cerca di condensare tutto lo splendore del paesaggio, in un piccolo puzzle autobiografico fatto di interessi, fobie e scoperte personali.
Mayle parte dall’accento e dalla parlata dei provenzali: il liquore pastis che diventa pastaga, la toilette che lì chiamano pissadou, è tutta un’altra lingua rispetto al francese. Poi c’è l’aglio, il “bulbo divino” che non si può evitare, perché lì lo mettono in tutti i piatti, dalla minestra alla carne, nelle salse e nell’insalata. Restando al buon gusto, della Provenza sono rinomate le mandorle, la ratatouille di verdure, le olive, la purea di acciughe, i carciofi, le piccole lumache saporite, i pomodori di quelle colline, oltre ai piatti forti quali il cinghiale, i salumi e i formaggi di capra. L’amore tutto provenzale dell’autore per l’aneddoto, per il lavoro di ricamo della conversazione, e per le storie poco credibili, ci conduce ai modi di dire tipici, alle ricette della cucina, ci fa assaporare il marc de Provence, una bevanda robusta: 50 per cento d’alcol, più forte del brandy, del whisky o del gin.
Il racconto si sofferma a lungo sugli artisti della Provenza, terra più che generosa con gli scrittori (Daudet, Giono, Camus, de Sade), con i poeti (Frédéric Mistral) e con i pittori paesaggisti (Van Gogh, Cézanne, Ziem). Passando da una voce all’altra di questo curioso dizionario si entra così in sintonia con quest’angolo di Francia affacciato sul Mediterraneo, lo si scruta attraverso i rideaux de porte, le tendine ventilate a misura di porta in listelli di legno, o bambù dipinto (oggi anche stringhe di plastica); si sente l’odore tipico della lavanda, si entra nelle botteghe dei cappelai di Avignone, si immagina il maestrale soffiare su Marsiglia, ci si ritrova all’originale Museo dei cavatappi. Non mancano, infine, le passeggiate: sulle alture del Luberon tra sentieri a zig-zag folti di ginestre, o sulla panoramica Route des Cèdres, morbida come un tappeto e sospesa tra Aix-en Provence e le Alpille.

 
 
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