Bè, sul problema "sicurezza" si potrebbe disquisire per giorni (non solo sul Madagascar). Nelle tre settimane che io sono rimasto là, l'occupazione principale per il nostro autista, oltre che guidare (ma gli avevo permesso di portarsi la "morosa" così è stata una vacanza anche per loro...) era di trovarci i posti letto, una notte dopo l'altra.
Le uniche occasioni in cui aveva mostrato "i muscoli" (li aveva, aveva fatto per anni il mercenario in vari paesi africani) erano gli allontanamenti di qualche questuante; ma questi ultimi sono per lo più a Tana o comunque nelle grandi città. In effetti il problema più grande nel girare per la capitale è la "corte dei miracoli" che ti insegue sempre e ovunque; a parte questo (ma la cosa è indescrivibile, e per qualcuno difficilmente sopportabile) non ho avuto noie di nessun genere.
D'altra parte non avevamo certo l'aspetto di turisti facoltosi o di uomini d'affari, con uno zainone in spalla, e questo presumibilmente dirottava eventuali malintenzionati verso vittime più appetibili; certamente chi possiede una villa protetta da un'agenzia di security è il candidato primario per visite sgradite ma, com'è noto, anche da noi (dalle mie parti, poi, è un'epidemia).
Certo allontanandosi dalla capitale e dai luoghi canonici del turismo internazionale (Nosy Be in primis, più qualche altra località) i rischi calano in modo esponenziale, ma questo non significa acquisire la sicurezza totale; l'appoggio di qualche istituzione locale è quindi indispensabile.
Le prime che vengono in mente sono quelle di carattere religioso, che oltretutto sono significative anche da un punto di vista umanitario, argomento che mi pare tu prediliga, oltre a quello puramente scientifico. Io ho conosciuto un prete (mi pare Padre Albano, di Rovigo) che gestiva una missione a Ranohira , vicino al Parco Nazionale dell'Isalo; la Casa che gestisce la Missione fa capo comunque alla diocesi di Ihosy, sulla quale troverai tutto a questo indirizzo
http://www.missione.org/diocesi.shtml
e provare qualche contatto.
Oltre a questo, come ti dicevo, conosco una suora che vive in monastero a Tana, e si occupa, tra l'altro, di assistenza sanitaria. Di lei ho tutti i dati informativi, dato che sua madre vive qui; eventualmente puoi scrivermi anche privatamente, la cosa non mi disturba (anche perchè qui esuliamo ormai da discorsi "turistici").
menocchio53@tele2.it
Dimenticavo, ma mi pare ovvio: la conoscenza del Francese è indispensabile, almeno fino a quando non imparerai il Malgascio...
Ah, giusto come curiosità, io sono stato depredato una sola volta in vita mia: dando un'occhiata alla lista dei miei viaggi non indovineresti mai dove....
A Barcellona, Spagna, Unione Europea!!!
(Mon Dieu, come agnostico sono un pò incongruente, nelle mie frequentazioni, lo so...)
Comunque, Buon Natale