Non sono mai stata al Villaggio Palmasera ma conosco la spiaggia.
Fino al 1994 circa la spiaggia di Palmasera era ben differente. C'era la sabbia, c'erano le conchiglie, potevi trovare i famosi occhi di santa Lucia (o fave marine), era una spiaggia "naturale".
Ma la proloco di Dorgali ha ritenuto fosse una spiaggia troppo piccola per contenere l'enorme afflusso di turisti ogni anno. Inoltre le numerose mareggiate invernali stavano finendo con il trascinar via quel poco di spiaggia rimasto. E così è stata portata la ghiaia rendendo la spiaggia un po' più artificiale.
I primi anni per noi che eravamo abituati a ben altro, abbiamo smesso di frequentarla e ci siamo orientati verso le spiagge di Osalla o Cala Cartoe, o Cala Fuili (spiaggia rocciosa ma con un panorama mozzafiato), o Ziu Martine.
Ma a oggi, la spiaggia, grazie all'erosione delle mareggiate invernali è diventata più bella e praticabile.
E' vero, se si entra in acqua, dopo 4 o 5 metri si è subito nell'acqua alta. E' ben diverso il mare di Cala Gonone da quello di San Teodoro o Chia o comunque il resto della Sardegna. Ma non per questo è meno bello. Io ne sono totalmente innamorata. E' la mia casa, ci sono cresciuta, ho visto le metamorfosi nel corso degli anni, e conosco ogni angolo della costa come fosse un pezzo della mia vita.
La gradinata che conduce dal villaggio Palmasera alla spiaggia, non è così irta come si dice. In 5 minuti si sale e si scende. Da piccoli, coraggiosi e avventurieri, ci lanciavamo su per quelle scale per tentare di entrare al Villaggio di nascosto. E ci riuscivamo he! E quando venivamo scoperti in due minuti eravamo di nuovo in spiaggia
Ad ogni modo, se andate con una macchina, vi potrete spostare facilmente e andare come dicevo o a Cala Cartoe, o a Cala Osala, o Cala Fuili, Ziu Martine... per non dimenticare che ogni giorno dal porto di Cala Gonone partono le "motonavi" passeggeri che trasportano i turisti lungo la costa nelle baie di Cala Luna, Cala Sisine, Cala Mariolu, Cala Goloritzé, Cala Biriola... e imperdibile è la visita alle Grotte del Bue marino, anche se forse i bambini qui si annoierebbero un po' e si stancherebbero, visto che si percorre addirittura un kilometro sotto terra.
Il nostro vento è un vento vero. Se c'è non puoi fare a meno di accorgertene. Soffia e ti scuote come per ricordare a tutti la potenza della natura. Me lo ricordo bene il maestrale a Cala Gonone. E' un vento che parla, e ti racconta di una terra che per quanto possa essere scavata dalle mareggiate, erosa dal vento e spogliata della sua naturalità, rimane li, forte, a testa alta, con il suo popolo dalle radici immense, che arrivano fino a Milano e non si spezzano.
Ecco, l'ho fatto un'altra volta. Sono logorroica
Buone vacanze
Roberta