Lo scorso dicembre abbiamo passato il weekend prima di Natale a Siena, a San Gimignano e in Val D’Orcia. Mia moglie ha una vera e propria predilezione per la Toscana, in particolare per la zona di Pienza e di San Quirico. Sia in inverno che in estate c’è una pace e una tranquillità che è raro trovare altrove. E le cose da vedere non finiscono mai.
Nonostante il tempo pessimo alla partenza (a mezzogiorno, quando a Milano pioveva e faceva freddo) alle quattro già eravamo in Piazza del Campo a Siena, dove la gente era letteralmente in maglietta a prendere il sole. Abbiamo fatto in tempo a comprare i biglietti per vedere il Palazzo del Comune e salire fin sulla Torre: da lì il panorama è incredibile, ma non consiglierei a soggetti che soffrono di vertigini di avventurarsi per gli esili scalini del campanile.
Dopo circa un migliaio di foto scattate dall’alto, siamo tornati in Piazza e ci siamo fermati in una salumeria vicina per assaggiare una delle più pregevoli prelibatezze della zona: la finocchiona, un salame speziato che, mangiato insieme al pane senese e ad un buon bicchiere di vino, fa letteralmente rinascere.
Girare poi per le boutiques intorno al Duomo e ai giardini è uno spasso (pur non essendo negozi esattamente a buon mercato), specie se sono decorati con gli addobbi di Natale: la città è tutta una luminaria.
A cena siamo andati a San Gimignano, Provate il maialino di cinta con le mele: una squisitezza senza pari. Visto poi che fra un bicchierino di Brunello e un Nottola il sonno viene facile, abbiamo trovato una camera in una dimora di lusso che incanta per i suoi soffitti (anche il prezzo, tuttavia… incanta!
Il giorno dopo siamo partiti alla volta di Montepulciano, e abbiamo fatto l’errore di lasciare l’auto al parcheggio alla base della città: la salita per arrivare in centro è sfiancante. Una volta raggiunta la meta, comunque, lo spettacolo del panorama a 360° su tutta la Toscana è eccezionale.
Siamo rimasti a pranzo sulla piazza del campanile, e poi siamo partiti alla volta di San Quirico, ad appena dieci minuti di macchina.
San Quirico è un villaggio delizioso che ha la fortuna di non essere noto quanto altre località toscane e per questo non è bersagliato da turisti come invece accade per Pienza. A dir la verità, anzi, San Quirico è meglio di Pienza: la Chiesa della Collegiata, gli Horti Leonini e l’altra piccola pieve dall’altro capo del corso rendono il paesetto un vero gioiello silenzioso.
Proprio camminando davanti alla Collegiata, poi, ci siamo accorti che ha aperto un nuovo B&B chiamato “Casa Lemmi” che ci ha subito colpito per la cura dei particolari, la posizione (letteralmente davanti alla chiesa) e le stanze che ci sono state mostrate: dei veri e propri appartamenti venduti a prezzi decisamente bassi (100 Euro a stanza;
http://**********/) con pezzi di mobilio appartenenti alla famiglia dei proprietari.. Abbiamo deciso di fermarci lì per la notte,e fra le due stanze rimaste libere, abbiamo scelto “ Il Granaio”, un sogno di camera, e siamo usciti a cena alla volta di un posto delizioso chiamato “La Piccheria” dove abbiamo mangiato un piatto di pici agli asparagi da non dimenticare. Al ritorno in camera, poi, prima di andare a letto, ci siamo bevuti una indimenticabile bottiglia di vino rosso locale già apparecchiato su di un tavolo, chiacchierando e guardando la tv, e di notte abbiamo sognato di tutto un po’, senza alcun peso sullo stomaco.
La colazione a Casa Lemmi, il giorno dopo, è stata indimenticabile: tra torte fatte il giorno stesso e marmellate di una azienda agricola non lontana da San Quirico c’era da perdere la testa. Il posto ci è piaciuto così tanto che abbiamo deciso di restare ancora una notte (siamo negozianti e lunedì non avremmo lavorato). Durante la giornata siamo stati a Pienza a vedere una mostra di scultori locali non proprio esaltante, se non per la presenza di un mimo che si faceva beffe delle opere d’arte altrui. Pienza è meravigliosa anche solo vista da lontano: non a caso a pochi chilometri da San Quirico abbiamo incontrato una scuola di fotografi che si esercitava a ritrarre il paesaggio col sole.
Ed è con questa immagine in testa che abbiamo fatto il viaggio di ritorno il giorno dopo, ripromettendoci di tornare in Val d’Orcia appena sarà primavera: non c’è stagione, insomma, in cui non si trovi un motivo per vedere questa parte così meravigliosa della Toscana.