01-12-2003, 14:11
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Trentino Alto Adige - Il santuario di San Romedio
Quasi ogni anno trovo qualcuno che non è mai stato a vedere il santuario di San Romedio e così ne approfitto per tornarci sempre volentieri.
La prima volta che ci sono stata ero molto piccola, ma ricordo benissimo che mia maddre durante il tragitto mi parlava di questo famosissimo orso che chiedeva caramelle...e una volta ottenuta, dopo averla mangiata, si metteva in ginocchio con le mani giunte...
Ricordo quest'orso enorme in un parco recintato che raccoglieva tutte le caramelle lanciate dai turisti....e ricordo le miriadi di scale che avevo fatto per arrivare in cima al santuario!
Il Santuario si trova immerso nella natura selvaggia della Val di Non, abitata da caprioli e cervi.
L'alone di sacralità e mistero sorto attorno alla persona di San Romedio, la conformazione architettonica del santuario e la sua particolare ubicazione contribuiscono a fare di questo posto un luogo incantato e fiabesco.
Il santuario sorge su di una roccia alta 90 metri ed è costituito da più chiese e cappelle, che seguono la conformazione della roccia, collegate tra loro da una ripida scala di 131 scalini.
L'intero complesso si articola in 5 chiesette:
la chiesetta dell'Addolorata, costruita in ringraziamento per la pace dopo la guerra del 1915-18,
la chiesetta di S. Giorgio
la chiesetta di S. Michele
la chiesa maggiore di S. Romedio eretta nel 1536
e la chiesa Antica, la prima costruita, che conserva in urne le reliquie del Santo.
In particolare le prime chiesette sorsero grazie alle pietre trasportate sul luogo sacro dai primi pellegrini, che oggi possiamo definire i primi ex-voto della storia. Nel corso dei secoli fino ad oggi questo fenomeno religioso rivive negli oggetti di vario genere, che raccontano incidenti, malattie, pericoli, offerti da ogni categoria di persone, appesi lungo le scale o custoditi all'interno del santuario.
L'atmosfera suggestiva che si respira all'interno del Santuario è legata oltre che alla bellezza dell'edificio e della sua ubicazione, alla vita di San Romedio e alle leggende sorte attorno alla sua figura.
L'immaginario popolare descrive San Romedio in due principali leggende raccolte all'interno del genere letterario dei "fioretti". Entrambe sono ambientate nell'ultimo periodo della vita del santo.
•La prima, la più nota, si rifà ad un particolare episodio della vita di San Romedio, trovatosi a dover fronteggiare un orso. Romedio volle recarsi a Trento per un ultimo saluto al suo vescovo Vigilio. Chiese a un suo discepolo di sellare il cavallo, ma questi tornò indietro terrorizzato, poiché c'era un orso che stava sbranando il cavallo. Il vecchio eremita non si scompose, e disse di mettere le briglia all'orso. Davide si fidò e vide che l'orso piegava il capo e si abbassava tranquillo per farsi mettere sella e briglie. Il santo così potè raggiungere Trento a cavallo dell'orso.
•La seconda leggenda narra proprio dell'ultimo incontro tra Romedio e Vigilio, in cui Romedio congedandosi dall'amico, gli dice che quando sentirà suonare la campanella della sua Chiesa saprà che lo sta avvertendo della sua dipartita. La leggenda narra che così accadde e che Vigilio, al suono della campanella, si raccolse in preghiera con tutta la città di Trento per la morte del santo.
Anche per i non credenti...merita una visitina!!! :P
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Baci Babi
"Ti darei gli occhi miei per vedere ciò che non vedi...."
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