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Mini Corso di Fotografia

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Messaggio vecchio P 22-08-2007, 10.09.07 Mini Corso di Fotografia
 
 


Apro questo thread (che in realtà è un mini-corso) su richiesta per dare una serie di consigli di carattere generale. O meglio, per cercare di rispondere alla domanda "come posso migliorare le mie foto?"

Non mi considero un esperto, ma per quella che è la mia esperienza (compresa quella delle mie diapositive che passano direttamente dal piano luminoso nel cestino quando tornano dal laboratorio), gli "errori" che trasformano una bella foto in una immagine banale sono essenzialmente cinque:
- Il soggetto è troppo piccolo nell'inquadratura.
- Il soggetto principale è al centro dell'inquadratura.
- Ci sono elementi inutili o mancano quelli utili
- Aiuto, il mare è in discesa!
- Il soggetto ha la faccia tesa o gli occhi rossi o chiusi

Spero che questi consigli possano essere utili. Evito di parlare di tecnica, sono consigli che valgono per qualsiasi macchina fotografica anche quelle usa e getta e che si possono mettere in pratica anche se non si sa nulla di fotografia.
In futuro vedrò di integrarli con qualche immagine.


The woods are lovely, dark, and deep,
But I have promises to keep,
And miles to go before I sleep,
And miles to go before I sleep.

(da: Stopping by Woods on a Snowy Evening - Robert Frost)

 
 
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Messaggio vecchio P 22-08-2007, 10.10.36
 
 


Il soggetto è troppo piccolo nell'inquadratura.

Il nostro occhio ha la capacità di focalizzarsi su un oggetto ed ignorare tutto il resto. Se siamo in riva al mare e vediamo i delfini al largo, per qualche istante vedremo solo i delfini. L'obiettivo della macchina fotografica non ha questa capacità. Se scattiamo una foto dei delfini al largo, il risultato sarà una distesa blu in cui si scorge, piccolissimo, un delfino. La stessa cosa accade spesso quando si scatta un ritratto, la gente tende ad inquadrare molta più erba davanti al soggetto e cielo sopra la testa di quanto sarebbe necessario. Questo può essere utile se lo scopo è fare un ritratto ambientato. Ad esempio, se volete far risaltare la grandiosità di una cascata o di una parete rocciosa, può essere utile includere una persona nell'inquadratura. Anche se la si vede molto piccola e in lontananza, la sua presenza contribuisce a dare il senso delle proporzioni. Ma se l'obiettivo della foto è la persona stessa, allora bisogna far si che essa occupi una parte rilevante dell'inquadratura. A volte tutta l'inquadratura. Se sfogliate un catalogo di moda, noterete come nei primi piani del viso delle modelle, i fotografi addirittura "tagliano" la parte superiore della testa. Questo perchè sanno che lo sguardo è la parte più importante della foto e che la parte superiore del capo può essere un elemento di distrazione.

Come si migliora? Prima di scattare ci si deve chiedere "qual'è il mio soggetto?" e, una volta che lo si è individuato, capire se occupa una parte sufficiente dell'inquadratura. Spesso il risultato di questo controllo è che prima di scattare conviene cambiare il punto di ripresa, spostandosi qualche passo in avanti. Oppure zoomare verso il teleobiettivo. In entrambi i casi per consentire al soggetto di "riempire" una parte maggiore dell'inquadratura. Sempre che ciò sia possibile, ovviamente. A volte non è possibile avvicinarsi ulteriormente e lo zoom è già alla massima estensione. In questi casi, ad esempio perchè si sta scattando da un balcone panoramico, dal momento che le foto delle nostre vacanze sono dei ricordi, non resta che cercare di trarre il meglio da quel che si ha a disposizione. Il risultato non sarà una foto fantastica, ma è sempre un nostro, personale, ricordo di viaggio.


The woods are lovely, dark, and deep,
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(da: Stopping by Woods on a Snowy Evening - Robert Frost)

 
 
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Messaggio vecchio P 22-08-2007, 10.29.38
 
 


Per esempio, se guardiamo l'immagine sottostante, scattata a Praga, è chiaro che il soggetto principale, quello che mi ha spinto a scattare la foto è l'auto d'epoca. Tuttavia nella fretta non ho composto bene l'inquadratura. Il parafango dell'auto vicina (sulla destra), il palo della luce (sullo sfondo) e la staccionata (sulla sinistra) occupano molto spazio e finiscono per distrarre l'osservatore.



In questo caso ho ritagliato l'immagine con un programma di fotoritocco, ma se fossi stato sul posto ed avessi prestato più attenzione all'inquadratura, ecco come avrei scattato la stessa immagine.



L'eliminazione degli elementi di distrazione rende l'immagine più interessante.


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Messaggio vecchio P 22-08-2007, 13.20.16
 
 


Il soggetto principale è al centro dell'inquadratura.
In un certo senso, viene spontaneo mettere il soggetto principale al centro dell'inquadratura. Anche perchè tutti i manuali di istruzioni delle macchine fotografiche ci dicono che la macchina mette a fuoco quello che si trova al centro. Quindi se scattiamo una foto ad un soggetto che si trova spostato di lato, c'è il rischio di avere una fantastica immagine con lo sfondo perfettamente a fuoco e il nostro soggetto sfocato.
Il problema è che quello che funziona per la macchina fotografica, non funziona per il nostro occhio. Nel senso che se guardiamo una immagine con il soggetto principale al centro, il nostro occhio si ferma su quello e non "esplora" il resto della foto. Il motivo è che il centro è la prima cosa che si guarda in una immagine. Se il soggetto è lì, passa la voglia di esplorare altrove.

Come fare? La via d'uscita l'avevano scoperta i pittori dei secoli scorsi. Esiste una regola, chiamata "regola dei terzi", che vale sia per le fotografie, che per le pitture. In parole molto semplici, la regola dei terzi afferma che se prendiamo una immagine e tiriamo due righe orizzontali e due verticali, in modo da dividerla in "terzi", i punti di maggiore interesse sono quelli in cui queste linee si incontrano. Ed è qui che andrebbe posto il soggetto principale. Questa posizione conferisce dinamicità all'immagine. La stessa cosa vale per l'orizzonte. Spesso chi è alle prime armi, tende a mettere l'orizzonte al centro della foto, mentre, per lo stesso motivo, andrebbe messo in corrispondenza di una delle due linee orizzontali che dividono l'immagine in terzi. Quella inferiore, se si vuole dare maggiore importanza al cielo e conferire un senso di ariosità all'immagine o quella superiore se invece si vuole dare più importanza al paesaggio. Spesso io scatto entrambe le foto, e poi scelgo in seguito quale delle due tenere.
Quindi, considerando anche il consiglio precedente, o il soggetto principale riempie tutta l'inquadratura o, se ne riempie solo una parte, sarebbe meglio decentrarlo sulla destra o sulla sinistra. Quando conviene l'una o quando l'altra? Dipende. Se il soggetto si muove, allora conviene inquadrarlo in maniera che stia "andando" nella direzione in cui c'è più spazio. Così non darà l'impressione di voler "uscire" dalla foto. Lo stesso vale per lo sguardo. Se il soggetto non sta fissando la fotocamera, allora si deve lasciare più spazio nella direzione in cui sta guardando. E' lo stesso motivo per cui nella foto precedente ho lasciato più spazio davanti alla macchine che dietro. Se avessi tagliato la foto immediatamente davanti al paraurti anteriore, un osservatore avrebbe avuto una sensazione come se mancasse qualcosa. Lasciando un po' di spazio davanti alla macchina, nella direzione in cui si sposterà, si evita questa spiacevole sensazione di incompletezza.
Le regole però sono fatte per essere infrante. Ci sono delle situazioni in cui è bene che il soggetto principale sia al centro della foto. O che l'orizzonte sia esattamente a metà. Ad esempio se io sto scattando l'immagine di una montagna riflessa in un lago, se divido in due l'immagine in modo tale che la montagna e la sua immagine riflessa occupino ciascuna una metà della foto, contravvengo alla regola dei terzi, ma enfatizzo il riflettersi.


Resta da risolvere il problema della messa a fuoco. Come abbiamo detto, la maggior parte delle macchine fotografiche mette a fuoco prendendo in considerazione quello che si trova nel centro dell'inquadratura. Come fare a mettere a fuoco un soggetto sfalsato? Leggendo il manuale si scopre come. La funzione si chiama "blocco della messa a fuoco". Nella maggior parte dei casi funziona così. Si deve comporre l'immagine con il soggetto al centro e premere il pulsante di scatto a metà. In questo modo la macchina memorizza l'esposizione. Poi, senza rilasciare il pulsante di scatto, si ricompone l'immagine decentrando il soggetto e si preme a fondo il pulsante per scattare la foto. Normalmente questa procedura è descritta nel manuale di istruzioni. Conviene imparare come si fa.


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Messaggio vecchio P 22-08-2007, 13.25.00
 
 


Questo è un esempio di immagine in cui il soggetto è al centro, o quasi.



Spostando il soggetto in modo tale che si trovi in corrispondenza di una delle linee che dividono l'immagine in terzi, la foto acquista in dinamicità. Per non dare l'impressione che stia guardando fuori dalla foto, è stato lasciato più spazio nella direzione in cui sto (quello sono io) guardando. Notare come il tronco di betulla sullo sfondo abbia assunto una maggiore importanza. Perchè? Si trova in corrispondenza di una delle linee che dividono l'immagine in terzi.



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Messaggio vecchio P 22-08-2007, 16.46.26
 
 


Ci sono elementi inutili o mancano quelli utili

Ancora una volta, si deve ricordare che, a differenza del nostro occhio, l'obiettivo della macchina fotografica è un osservatore imparziale. Cattura tutto quello che gli si para innanzi nel campo inquadrato. Spetta al fotografo verificare, prima di premere il pulsante di scatto, che tutto sia a posto e che non ci siano elementi inutili. Sembra banale, ma nella foga dello scatto, ci si dimentica di controllare. Ricordo un episodio di questo tipo che mi è capitato l'anno scorso a Fuerteventura, durante il tour dell'isola. L'autobus si è fermato davanti ad un mulino e, da bravi turisti in vacanza, siamo scesi per fare la foto. Peccato che davanti al mulino ci fosse un bellissimo cassonetto della spazzatura. Tutti quanti hanno scattato dal piazzale dove era fermo l'autobus. Solo io e un altro ci siamo accorti del cassonetto appoggiato contro il mulino e abbiamo fatto il giro attorno per inquadrarlo da una angolazione diversa, dalla quale non si vedesse il cassonetto dell'immondizia. Un altro caso che capita spesso è quando si scatta una bellissima immagine della nostra dolce metà su una spiaggia esotica, per poi scoprire che l'unica bottiglia di plastica abbandonata giaceva per terra a trenta centimetri dal suo piede sinistro. Oppure si va in visita in una città e nella foto ricordo si vede il palo della luce che spunta da dietro la testa. Il guaio è che molto spesso ci si accorge di questi elementi estranei solo quando si guardano le foto e ormai non c'è più nessuna possibilità di tornare indietro e scattare di nuovo.

Cosa fare per evitare di rovinare una bella foto con un elemento estraneo? Controllare prima di scattare. Dimenticare per un attimo il soggetto e fare un giro con lo sguardo all'interno dell'inquadratura per verificare che non ci siano elementi estranei in giro, come cartacce per terra, cestini della spazzatura, pali della luce o alberi che spuntano da dietro il soggetto, fili della luce che passano attraverso l'inquadratura, eccetera eccetera. Prestare attenzione anche a come il soggetto si staglia contro lo sfondo. L'ideale è avere uno sfondo uniforme. Ad esempio una statua di colore scuro risalta meglio se la si fotografa contro il cielo che contro il fogliame di un albero. Soggetti scuri risaltano su sfondi chiari e viceversa, tenendo sempre presente che la misurazione dell'esposizione va fatta sul soggetto. Nel caso di una persona, la parte più importante sono gli occhi. Questo controllo mentale degli elementi di distrazione sulle prime richiede un po' di tempo, ma con un po' di costanza prima o poi diventa un comportamento abituale.
Se necessario, provare a cambiare inquadratura, o chiedere alla persona di spostarsi. La maggior parte delle persone scatta stando in piedi con la macchina fotografica ad altezza d'occhio. Ma a volte basta cambiare il punto di ripresa, ad esempio salendo su un muretto o sedendosi per terra per cambiare radicalmente il risultato. Questo è fondamentale quando si scattano foto a bambini. Bisogna abbassarsi al loro livello, sembreranno più naturali e non daranno quella spiacevole sensazione di "visto da sopra". Se dovete fotografare un monumento, provate a girarci attorno, alla ricerca dell'angolazione migliore. A volte ci vuole un po' di fantasia, una volta ho scattato una foto di mia moglie e di una sua amica da un belvedere mettendola davanti ad un cestino della spazzatura che era stato piazzato proprio in mezzo e che non sarebbe stato possibile non inquadrare. Ho chiesto loro di avvicinarsi in maniera che coprissero completamente l'oggetto, in modo tale che dietro di loro si vedevano solo il muretto ed il paesaggio.


Una fotografia è, per forza di cose, una rappresentazione bidimensionale della realtà. Spetta a noi fotografi conferire un senso di tridimensionalità attraverso l'inquadratura. Se si tratta di una foto di paesaggio, questo vuol dire prestare attenzione a che la foto abbia un primo piano, un piano intermedio ed uno sfondo. Un altro trucco che si può usare per conferire tridimensionalità è creare una cornice, ad esempio sfruttando i rami e il tronco di un albero. La tridimensionalità è importante soprattutto quando si usa un grandangolo, che è un obiettivo che inquadra una grande porzione di paesaggio. Il grandangolo tende ad esaltare la distanza tra il primo piano e lo sfondo, ed è quindi importante scegliere un primo piano che guidi l'osservatore verso lo sfondo e viceversa. Un teleobiettivo invece per sua natura tende a comprimere le distanze e viene usato proprio per isolare elementi del paesaggio. Se siete su un marciapiede dritto e scattate una foto alla fila di lampioni che si perde verso l'orizzonte con un grandangolo, sembreranno più lontani uno dall'altro di quanto siano effettivamente, mentre con il teleobiettivo sembreranno schiacciati uno contro l'altro. Anche le montagne sullo sfondo con il teleobiettivo sembreranno più vicine all'osservatore. Di conseguenza, con un grandangolo ci si deve preoccupare soprattutto di quello che si trova in primo piano (davanti al soggetto), mentre con un teleobiettivo assume maggiore importanza quello che si trova dietro il soggetto, cioè lo sfondo.

Come fare a conferire tridimensionalità alle foto?
Non è facile. Ancora una volta bisogna prendere l'abitudine di dimenticare per un attimo il soggetto principale e suddividere mentalmente l'immagine in primo piano, piano intermedio e sfondo. Bisogna verificare che questi tre elementi ci siano e se ci sono, ricevano nella foto la necessaria importanza. Questo può voler dire scattare da una posizione più bassa per esaltare il primo piano, spostarsi leggermente per includere un elemento interessante (come una conchiglia sulla spiaggia) in primo piano o fare si che lo sfondo dietro il soggetto sia più interessante o semplicemente non distragga. Si tratta di trovare il giusto equilibrio. A volte può essere utile eliminare del tutto un primo piano poco interessante, allontanandosi e isolando il soggetto con un teleobiettivo, oppure scattare più di una foto con inquadrature diverse, per scegliere poi con calma a casa quella che ci piace di più. A volte invece i punti di ripresa sono obbligati, e, purtroppo in casi come questi non si può fare molto. Ma, ancora una volta, si tratta dei nostri ricordi di viaggio. Non sempre si ha la fortuna di essere nel posto giusto al momento giusto. Le immagini che vediamo nei libri e nelle cartoline sono spesso il risultato di un lungo lavoro di ricerca, per trovare l'angolazione migliore, la miglior stagione e il miglior momento della giornata. Ciò non toglie che se andate in vacanza in un posto, valga al pena di osservare le cartoline in vendita nei negozi. Sono una ottima fonte di ispirazione. Non si tratta tanto di copiare quello che hanno fatto gli altri, ma di capire come hanno fatto per decidere cosa fare noi.


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Metto un altro paio di foto per illustrare quello che ho scritto.



Questa immagine della spiaggia di Sotavento a Fuerteventura è stata scattata con un grandangolo tenendo la macchina a mezzo metro da terra. Questo ha permesso di esaltare il primo piano, che è la parte più importante della foto. Il bordo della pozza serve da linea guida, e serve a conferire tridimensionalità alla foto.



In questa immagine delle dune di Maspalomas a Gran Canaria, il primo piano era poco interessante (muretto e spazzatura lanciata sulle dune dal muretto. A quel punto ho deciso di escluderlo del tutto, mettendo la linea dell'orizzonte in corrispondenza del terzo inferiore dell'immagine e conferendo maggiore importanza al cielo dove, per fortuna, non c'era spazzatura abbandonata.



In questa foto di Piazza San Marco a Venezia, i piani sono usati correttamente, ci sono le sedie, la piazza e la basilica sullo sfondo. Purtroppo nello scattare non ho controllato bene l'inquadratura, con il risultato di avere compreso una parte del muro dell'edificio sulla sinistra, rovinando così quella che avrebbe potuto essere una bella foto.


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Aiuto, il mare è in discesa!

Una delle battute che giravano negli spettacoli di cabaret di una volta era quella del tizio a cui avevano regalato un paio di sci d'acqua che era alla ricerca di un lago in discesa perchè non voleva fare lo sci acquatico di fondo. Nelle foto che hanno per orizzonte il mare, un lago o la pianura, è fondamentale che l'orizzonte sia in piano. L'orizzonte storto è un errore che può rovinare una foto perfetta, anche se nell'era del digitale si può rimediare con un programma di fotoritocco, ruotando la foto fino a riportarlo in piano e ritagliando l'immagine.
Sembrerebbe banale, ma è un errore che si fa spesso. E capita anche ai più esperti. Ci sono essenzialmente due ragioni. La prima è la solita, la fretta. Soprattutto quando si scatta una foto di una persona, o di un altro soggetto in primo piano, non si presta molta attenzione allo sfondo e ci si accorge che il mare dietro la persona è in pendenza solo a foto fatta. A volte è l'angolazione stessa da cui si scatta a creare l'effetto.

Cosa fare? L'unico rimedio è sempre il solito, controllare prima di scattare. Purtroppo molte macchine fotografiche, soprattutto quelle compatte di poco prezzo, non ci aiutano in questo, perchè hanno un mirino poco luminoso che a volte distorce le immagini e rimpicciolisce gli oggetti. Alcune macchine digitali hanno solo il display, e anche qui spesso è difficile valutare bene l'inclinazione dell'orizzonte. Non resta che prestare attenzione e, dovendo comprare una macchina fotografica nuova, provare a guardare nel mirino o nel display prima di acquistarla, per